Pagina:Opere (Chiabrera).djvu/7

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fluen della dolo cd ar l’e .ILL Ca avviso, da OFIO C(1U1 tura Ci av Nè già i l’vi o] a to nil eva il a ì1cnni (le’ fosse loro chiara ad li Icofla I’(l().

inCiitaie Cli giudici della eva o pp ressi, solo quesLi p l’onore della nelle sue sci poeti del sec scolpita nel p ogni intellotto, Solin i i ssi vi pnnga n riosLia naz na non p rivilegiati p:i Lii a, ma agure. Nel olo Xvii, 50 tl.i a IO e SO 1 I t 0’ O Gii tu. COnie opolare e Ove 11011 ze insieme all’altre lepravaz1000 del 11azoI11Ile, sorsero tisti degni della pat ‘I mi seri 0111)0 l’! tal ia a gemere ed a veren gnarsi gusto. condotl.a dal corrompilnento leHin pur senipre il i[alia filosofi e poeli. letterati ria di l’oniniaso (1fljfl{) e dcIl’Àhgliieii. del [O e tale.

iLLIii Ijitt proVa, 1 PC L.

i, e nostro li SVCH— 1W Va tI.o è eod5 o niente gli hal 101W. 1,crocclè rosLrati nè avviliti i iìgegni s’a101,erarono a i,itesero bc.naneo i, conCi Inc speealiiente i qua ii provrlinhI0 O I cito quella sentenza, Orli O lesa p che nullo il ministero poetico, valga a suscitare nobili 0d operativi sentimenti, rivolti all’uti]e m&— vale e civile delle contemporanee generazioni. Fra essi noi pensiamo che vadano distinti GAnIELLO CRIABRERA e Frnvio TES9’I, i quali poco distanti l’un dall’altro di tempo. jmrvero conco di in qtiest& pensiero di far se n’ire la poesia ad al men tue tutti i sei,ti ‘non ti, che ‘negli o potei’ ano giovare a scuotere gli I La iani dal ] oro ai’ neghi (ti— mento, od a consolarli in mezzo all’indecoroso, ma non volontario ozio in cui languivano. Diversi I’ uno dall’a] [io d’indole e (li stato, posti in diverso circostanze, diversi d’ingegno. d’animo, di stile, entrambi perè siccome inspirati da un medesimo sentimento, tolsero a cantare ne’ br versi le antiche e reccii ti glorie della patria, rendendo omaggio a tutte le virtù cittadine, e facendo segno alla generosa loro ira la codardia, l’ossequio servile, la volgare ambizione, la cortigianesca piacenteria e tutto ciò che d’ignobile ravvisavano ne’ costumi e nelle inclinazioni,iel)’ e tt loro.. Ma pur troppo essi non riuscirono a quel generoso fine a elli aspiravano; cile anzi i’ igna— via de’ tempi tarpò le ali agli arditi br voli, per modo clic non poterono nè del tutto separarsi dalla moltitudine, nè sdebitarsi intieranente di quella missione, a cui il loro genio li chiamava.

E ciò sernbraci che dir si possa pii ncipal mente del Chiabrera, il quale ben a ragione scrivea di sè stesso, che seguiva Cristoforo Co— lotubo suo concittadino, e che volea trova, nuovo inondo od affogare; peroccliè ad emergere creatore d’una nuova poea, non gli manca— mn o cci to nè vigore, nè in gegno: ben gli nan Ca io 110 tenip i, i qual i,