Pagina:Patria Esercito Re.djvu/46

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28 parte prima


Uno dei soliti corrispondenti prezzolati, nel Giornale di Verona, in data del 24 luglio, scriveva:

“Ieri una quarantina di soldati austriaci diedero un assalto al gran piazzale del ponte della ferrata, alla batteria Veneta, inchiodandone i cannoni e portando via la bandiera. Si può affermare che sette ottavi della popolazione desidera il ritorno degli Austriaci, e si augura al più presto la loro venuta, almeno per portare alla bocca un tozzo di pane. Non passeranno quindici giorni e saranno costretti a chiamarli, se non vorranno morire di fame„.

La tetra profezia del losco corrispondente divenne realtà. Non dopo quindici giorni, ma precisamente dopo un mese dalla data posta in testa alla corrispondenza, Venezia, la gloriosa Venezia, bersaglio alle granate austriache, estenuata dalla fame, decimata dal morbo, dovette, il 24 agosto 1849, alzare sui ruderi de’ suoi baluardi la bandiera bianca, chinare il capo.... ed arrendersi!



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