Pagina:Periodi istorici e topografia delle valli di Non e Sole nel Tirolo meridionale (1805).djvu/20
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Altre Lapidi furono ritrovate ne' contorni di Vervò , ed unite in Castel Brughier ; ma sono talmente mancanti , che per quante diligenze usate non si può ricavare il vero significato delle medesime ; onde crediamo doverle tralasciare. [1]
Era costume de' Romani stabilito dall' istesso Romolo fondatore di Roma , come si ha nella di lui vita in Plutarco , che le diverse popolazioni avessero fra i Patrizi di Roma un protettore detto Patrono , che di loro tenesse particolar cura , e difesa , lo che succedeva anche colle colonie. I Romani dopo la conquista di Trento v' avevano mandato colonia di lor nazionali , che s' erano sparsi per tutto il territorio , e Caio Valerio Mariano sopra riferito fra i molti suoi titoli porta anche quello di Patrono della Colonia pubblica. A diversi rami della famiglia Valeria conviene sia stato conferito il patronato delle diverse adiacenti Valli. Onde in Poja , nella Pieve di Lomasso della Giudicaria , c' è una Lapida coll' inscrizione :
FORTVNAE
REDVCI
L. VALERIVS
JVSTVS
EX VOTO
Ma più espressiva è quella di una tavola , di cui ora ragiono. L'anno 1595 in Nardò nel Regno di Napoli fra i rottami di un antichissimo edifizio fu ritrovata una tavola di bronzo , e Pietro Polidoro Patrizio di Lanciano [2] ne divulgò l' inscrizione appresso il celebre P. Angiolo Calogerà Padovano Monaco Camaldolese nel Tomo settimo degli Opuscoli scientifici, e filologici n. 18. dell' Edizione Veneta del 1731 pag. 17.
Lo stesso Polidoro la accompagna con un erudito Commentario , nel quale dice , che più probabilmente appartiene agli Anauniesi , fra i popoli Alpini da Plinio detti Naunes , o Genaunes. [3] L'inscrizione è questa :
- ↑ Come per esempio la Lapida :
J O V I
ET . DIS . CONSER
VATORIBVS . PRO
SALVTE ........
........ PER
culo LIBERATVS
JVSTINVS . DICAVITVegg. Mus. Ver. pag. CCCLXXX. n. 4.
- ↑ Questi benefiziato nella Basilica Vaticana viveva anche nel 1736 auditore del Cardinal Annibale Albani.
- ↑ Marcellino , e Probino furono Consoli l' anno 311 , locchè concorda co' fasti Consolari ; spiega inoltre il citato Autore le Lett. iniziali della 12. linea in questo modo : quod de ea re fieri placuit , de eadem re ita censuerunt.