Pagina:Relazione d'una miracolosa guarigione seguita in Sicilia li 7 Gennajo 1762 per intercessione dell'apostolo delle Indie s. Francesco Saverio.djvu/4

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mano sì amorevole scaricate, lo mostrarono in quell’istante medesimo i fatti ad evidenza. Michele dopo un estasi sì beata, che non durò poco tempo, quasi riscosso da un placidissimo sonno, domandò da vestirsi. Si vestì in fatti non molto dopo, uscì di letto, si mise a passeggiare per la camera, ed a suo tempo saporitamente mangiò. Tornato il colore, tornate le forze, sparite eziandio le piaghe de’ vessicanti, egli era del tutto sano, e prosperoso, come se non avesse avuto alcun male. I Religiosi assistenti, che pochi momenti prima gli avevano raccomandata l’anima, erano fuori di se per lo stupore. I Domestici, che già gli avevano preparato il funerale, non capivano in se per lo stupore, ed il contento. La consolazione, e la maraviglia si dividevano tutta la casa. Egli contava a tutti l’apparizione, e la grazia fattagli dal suo gran Protettore S. Francesco Saverio, e tutti pregava a volersi unire con lui a ringraziarlo per beneficio sì segnalato. Per tutto quel giorno gli convenne restare in casa per soddisfare agli amici, e conoscenti, che sparsa la fama del gran miracolo, venivano in folla, non tanto per congratularsi con lui della ricuperata salute, quanto per appagare la propria curiosità, con vedere, come dicevasi, un morto risuscitato, e farsi informare distintamente dell’avvenuto. Ma il giorno seguente, 8. di Gennajo, portossi alla Chiesa de’ Gesuiti ad assistere ad una gran Messa, che vi fu cantata colla maggiore solennità ad onore di S. Francesco Saverio, ed in ringraziamento di così gran benefizio. Siccome del miracolo era piena tutta la Città, così tutta concorse alla divota funzione, tanto che la Chiesa riuscì angusta all’immenso popolo, nè altro s’udì per quel giorno in Scicli, che il nome, le lodi, e gli ap-
plausi del gran Taumaturgo S. Francesco Saverio. Non però di questo appagossi la gratitudine di D. Michele. Sapendo di vivere per puro special beneficio di S. Francesco Saverio, e tenendosi in obbligo di propagare per quanto potesse le glorie, e la divozione del suo Santo Benefattore, dopo alquanti giorni presentò un Memoriale al Vescovo di Siracusa Monsignore D. Giuseppe Antonio di Requesens, ad effetto che si degnasse di far costruire il Processo sopra il miracolo, per potere in appresso nelle debite forme autenticarlo. Il Prelato accordò prontamente l’instanza, e commise al suo Vicario Foraneo di Scicli di formare il richiesto Processo, nel quale essendosi legalmente provato il fatto per la deposizione giurata di 12. Testimonj de visu, & de auditu immediato (fra quali erano alcuni d’ogni eccezione maggiori) ed accordandosi il voto de’ Medici, e de’ Teologi, che la risanazione di D. Michele Zisa non poteva in quelle circostanze, ed in quel modo naturalmente seguire, egli poi con suo Decreto del dì 30. d’Aprile sentenziò in questa forma: Positis Theologorum suffragiis definimus, nonnisi a Deo deprecationibus D. Francisci Xaverii, isti Domino Michaeli Zisa sanitatem esse redditam. Alla quale tanto autorevole decisione se fosse lecito aggiungere qualche cosa, io per maggiore autentica del miracolo aggiungerei solamente, che essendo scorsi ben undici mesi dal prodigioso risanamento fino a questo giorno, in cui scrivo, in sì lungo spazio di tempo il risanato D. Michele non ha più sofferto alcuno quantunque minimo insulto epilettico, ed anzi ha sempre goduto perfettissima sanità, siccome per grazia del suo Santo Benefattore la gode anche al presente.



ROMA, MILANO, ed IN TORINO.



Per Francesco Antonio Mairesse all’Insegna di S. Agostino
Con licenza de’ Superiori.