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GIONATA

Ah, se vista l'avessi!... Ebbeti appena
Ella perduto, ogni ornamento increbbe
Al suo dolor: sul rabbuffato crine
Cenere stassi; e su la smunta guancia
Pianto e pallore; immensa doglia muta,
Nel cor tremante. Il dì, ben mille volte,
Si atterra al padre; e fra i singhiozzi, dice:
«Rendimi David mio; tu già mel desti.»
Quindi i panni si squarcia; e in pianto bagna
La man del padre, che anch'egli ne piange.
E chi non piange? — Abner, sol egli; e impera,
Che tramortita come ell'è si strappi
Dai piè del padre.

DAVID

Oh vista! Oh! che mi narri.

GIONATA

Deh! fosse pur non vero!... Al tuo sparire,
Pace sparì, gloria, e baldanza in armi:
Sepolti sono d'Israello i cori:
Il Filisteo, che già fanciullo apparve
Sotto i vessilli tuoi, fatto è gigante
Agli occhi lor, da che non t'han più duce:
E minacce soffriamo, e insulti, e scherni,
Chiusi nel vallo, immemori di noi.
Qual maraviglia? ad Israello a un tempo
Manca il suo brando, ed il suo senno, David.