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Ver, ch'io t'abbraccio?...
DAVID
Oh sposa!... Oh dura assenza!...
Morte, s'io debbo oggi incontrarti, almeno
Qui sto tra' miei. Meglio è morir, che trarre
Selvaggia vita in solitudin, dove
A niun sei caro, e di nessun ti cale.
Brando assetato di Saùl, ti aspetto;
Percuotimi: qui almen dalla pietosa
Moglie fien chiusi gli occhi miei; composte,
Coperte l'ossa; e di lagrime vere
Da lei bagnate.
MICOL
Oh David mio!... Tu capo,
Termine tu d'ogni mia speme; ah! lieto
Il tuo venir mi sia! Dio, che da gravi
Perigli tanti sottraeati, invano
Oggi te qui non riconduce.... Oh quale,
Qual mi dà forza il sol tuo aspetto! Io tanto
Per te lontan tremava; or per te quasi
Non tremo.... Ma, che veggo? in qual selvaggio
Orrido ammanto a me ti mostra avvolto
L'alba nascente? o prode mio; tu ignudo
D'ogni tuo fregio vai? te più non copre
Quella, ch'io già di propria man tessea,
Porpora aurata! In tal squallor, chi mai
Potria del re genero dirti? All'armi