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4 sotto il velame


Beatrice saliva da carne a spirito; e Dante pien di sonno abbandonava la verace via. La donna gentilissima, agli angeli eternamente vigili che cantano intorno al suo carro, indica in certo modo l’età in cui ell’era quando morì, per dir quella in cui il suo pentito amatore si addormì e smarrì. Perchè ella sa che l’età di lei è unita da un vincolo misterioso a quella di lui: l’una è a capo, l’altra in fondo al medesimo anno; come Dante scrisse nel libello della Vita Nuova[1]: “quasi dal principio del suo anno nono apparve a me, ed io la vidi quasi da la fine del mio nono„. Quando dunque ell’era in su la soglia della seconda età, cioè della gioventù che vien dopo l’adolescenza “la quale dura infino al venticinquesimo anno„, Dante aveva passata questa soglia, e non si sarebbe potuto più dire adolescente.

Eppure in quel medesimo libello Dante racconta che almeno un anno[2] egli rimase fedele a Beatrice fatta de’ cittadini di vita eterna, e che solo “alquanto tempo„ dopo l’anniversario, si mosse a pietà di sè vedendo la pietà d’una gentile donna giovane e bella molto: il che fu un togliersi a Beatrice e darsi altrui. Fu dunque un anno e alquanto tempo dopo: eppur Beatrice afferma agli angeli vigili:

Sì tosto come in su la soglia fui
di mia seconda etade, e mutai vita.

Vogliam dire che Beatrice esageri, per cogliere

  1. Vita Nuova (ed. Casini) I.
  2. V. N. XXXIV: In quello giorno, nel quale si compiea l’anno, che questa donna era fatta de li cittadini di vita eterna, io mi sedea in parte, ne la quale ricordandomi di lei disegnava uno angelo sopra certe tavolette... ib. XXXV: Poi per alquanto tempo...