Pagina:Sotto il velame.djvu/27

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la selva oscura 5


ragione addosso all’amatore? che le sue parole non vadano prese a lettera, come di sensitiva amatrice? Per me, crederei più probabile che il poeta pareggiasse i tempi e i fatti per qualche suo fine d’arte e di dottrina. E qui il fine mi parrebbe questo, di mostrare ch’egli si smarrì adolescente, quando cioè Beatrice era in su la soglia ed esso, perciò, poco oltre la soglia, in modo da poter essere considerate ancora in quella età “la quale dura infino al venticinquesimo anno„; e così inferire che dell’adolescenza e proprio lo smarrirsi.

Così nella Vita Nuova Dante chiama puerizia l’eta sua dopo la prima apparizione di Beatrice[1], mentre un passo, controverso a dir vero, del Convivio sembra limitare la puerizia con l’ottavo anno, e a ogni modo le prime parole della Vita Nuova sembrano collocare la fanciullezza, pagine quasi bianche del libro della memoria, avanti i nove anni. Or come puerizia era l’età di Dante dopo il nono anno, così egli voleva che fosse adolescenza alla fine del suo anno vigesimo quinto.

Ma fosse adolescenza proprio o non fosse, i due luoghi del Convivio e della Comedia, dove si parla di selva erronea e di selva oscura, si riscontrano più nell’idea d’adolescenza che in quella di selva. Di vero la selva del Convivio è la vita stessa; quella della Comedia è, non la vita, ma nella vita. Nella

  1. V. N. I: E’ mi comandava molte volte ch’io cercasse per vedere questa angiola giovanissima, ond’io ne la mia puerizia molte fiate l’andai cercando... cf. Conv. IV 24: Ma perocchè l’adolescenza non comincia dal principio della vita, ma presso ad otto mesi dopo quella... Quel mesi si emenda in anni. Cfr. anche Purg. XXX 42.