Pagina:Sotto il velame.djvu/31

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quando poi ascoltava le sirene e si lasciava tirare a terra da pargolette o altre vanità, non era più adolescente. Invero Beatrice esclama ver lui:[1]

Alza la barba,
e prenderai più doglia riguardando!

Ed egli ben conosce "il velen dell'argomento" che era in quel dir barba invece di viso. Non era più in età da potere scusare con essa i suoi traviamenti. Certo; ma dunque i traviamenti erano di quelli che si scusano con la età. E se tali erano quelli per i quali seguiva sirene e pargolette e vanità, tanto più era scusabile con l'eta il deviar primo, quando egli si tolse a Beatrice e si diede altrui. In verità non solo Lucia dice di lui a lei: Quei che t'amo tanto; ma ella stessa a Virgilio parla non senza lagrime e chiama questo traviato,[2]

L'amico mio e non della ventura.

Niente dunque di grave. O come? Così. In Dante aveva errato l' animo o cuore o appetito; e nel modo che e nel Convivo e nella Comedia dice che può errare, per sua semplicità. L' anima seimplicctta che sa nulla[3]

di picciol bene in pria sente sapore;
quivi s'inganna, e retro ad esso corre;

e questo picciol bene è tutt'uno con le blande dilettazioni sopra dette, tanto è vero che sì per via di

  1. Purg. XXXI 68 seg.
  2. Inf. II 61.
  3. Purg. XVI 88,91 seg., 93 seg.