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La selva oscura 21


perfettamente la razional parte discernere„. Come nella valle d’abisso, perchè era oscura, profonda e nebulosa, Dante, per guardare che facesse, “non vi discerneva„ nulla[1], così poco o nulla egli discerneva nella selva, perchè era oscura, selvaggia e aspra e forte. Anche forte, sì, che può valere difficile a comprendersi e a vedersi, come nell’espressioni comento forte ed enigma forte.[2]

La razional parte dell’anima dunque non discerneva. Dante, sebbene non più adolescente e molto meno fanciullo, sì quando entrò nella selva, sì, e più, per il tempo che vi si aggirò, era tuttavia come un fanciullo. Egli in vero distingue nel Convivio la puerizia d’animo da quella d’età; e così ne ragiona:[3] “La maggior parte degli uomini vivono secondo senso, e non secondo ragione, a guisa di pargoli; e questi cotali non conoscono le cose se non semplicemente di fuori, e la loro bontade, la quale a debito fine è ordinata, non veggiono, perocc’hanno chiusi gli occhi della ragione, li quali passano a vedere quello...„. E Dante era come la maggior parte degli uomini, allora. Non lo rimprovera Beatrice di questo, domandandogli, [4]

E quali agevolezze, o quali avanzi
nella fronte degli altri si mostraro,
per che dovessi lor passeggiare anzi?

  1. Inf. IV 10.
  2. Conv. I 4; Purg. XXXIII 50. E aggiungi Canz. Voi che intendendo, stanza ultima: Tanto lor parli faticosa e forte. Della selva è detto forte come a dire inestricabile; pur nel senso figurato, vale, mi pare, che difficilmente uno ci si ritrova, per uscirne, chè non vede e non intende.
  3. Conv. I 4.
  4. Purg. XXXI 28 segg.