Pagina:Storia della letteratura italiana - Tomo I.djvu/25

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x Prefazione.


stare per ora, che non sappiamo, se Plozio fosse nativo della Gallia Transalpina o della Cisalpina, e se debba perciò annoverarsi tra’ Francesi o tra gl’Italiani. Ma come è egli possibile, che sì dotti Scrittori, come essi sono, non abbiano posto mente al solenne equivoco, da cui sono stati tratti in errore? Svetonio e Cicerone, come a suo luogo vedremo, non dicon già, che Plozio fosse il primo Professore di Rettorica in Roma, ma che fu il primo, che insegnolla latinamente, poichè per l’addietro tutti i Retori usato aveano della lingua Greca. In fatti Plozio visse a’ tempi di Cicerone: e il gusto delle Lettere erasi introdotto in Roma più di un secolo innanzi. Io credo certo, che se non si fosse trattato di cosa appartenente alla gloria della lor patria, avrebbero i dotti Autori riconosciuti facilmente il loro errore; ma è cosa dolce il trovare un nuovo argomento di propria lode, e quindi un’ombra vana e ingannevole si prende spesso per un vero e reale oggetto. Forse a me ancora avverrà talvolta ciò, che riprendo in altrui; ma io sono consapevole a me medesimo di essermi adoperato quanto mi era possibile, perchè l’amore della comun nostra patria non mi acciecasse, nè mi conducesse giammai ad affermar cosa alcuna, che non mi sembrasse appoggiata a buon fondamento.

A questo fine assi frequenti s’incontreranno in questa mia Opera le citazioni degli Autori, che servono di prova alle mie asserzioni, e posso dire con verità, che ho voluti vedere, e consultare io stesso quasi tutti i passi da me allegati; poichè l’esperienza mi ha insegnato, che è cosa troppo pericolosa l’affidarsi agli occhi o alla memoria altrui. Nè io però mi sono punto curato di una cotal gloria, di cui alcuni sembrano andare in cerca, coll’affastellare citazioni sopra citazioni, e schierare un esercito intero di Autori e di libri, facendo pompa per tal maniera della sterminata loro erudizione. Io sarò pago di produrre gli Autori, che bastino a confermare ciò, che avrò asserito. Le leggi, che in ciò io mi sono prefisso, sono, di appoggiarmi singolarmente agli Autori o contemporanei, o il men lontani, che sia possibile, da’ tempi, di cui dovrò ragionare; ad Autori, che non possan cadere in sospetto di avere scritto secondo le loro proprie passioni; ad Autori, che non mi narrino cose, che