Pagina:Storia della letteratura italiana - Tomo I.djvu/28

Da Wikisource.

Prefazione. xiii


dir tutto, comunemente non dice nulla; e molte opere son rimaste, e rimarran sempre imperfette, perchè gli Autori avean preso a correre troppo ampio campo. Quando io abbia condotta a fine la mia Opera, se alcuno vorrà darle una maggior estensione, potrà farlo più agevolmente; ed io mi riputerò onorato, se vedrò altri di me migliori entrare più felicemente di me in questa stessa carriera.

Per ultimo comunque io abbia usato di ogni possibile diligenza nel compilar questa Storia, sono ben lungi dal credere, che non vi abbia in essa errori e inesattezze in buon numero. E perciò anzi che sdegnarmi contro chi me gli additi, io gliene saprò grado; e, ove sia d’uopo, ne’ seguenti volumi inserirò, come in altra mia Opera ho fatto, le correzioni e le giunte da farsi a’ volumi precedenti. Io non so intendere, come alcuni siano così difficili a confessare di avere errato; quasi ciò non fosse stato comune anche a’ più famosi Scrittori. E non deesi egli scrivendo cercare il vero? Se dunque tu non sei riuscito a scoprirlo, e un altro cortesemente te lo addita, perchè chiuder gli occhi, e ricusar di vederlo? Io certamente da niuna cosa mi stimerò più onorato, che dal vedere uomini eruditi interessarsi per dare a questa mia Opera una maggior perfezione; e suggerirmi perciò lumi e notizie, che giovino o a corregger gli errori, ne’ quali mi sia avvenuto di cadere, o ad accrescere pe’ seguenti volumi nuovi argomenti di gloria all’Italiana Letteratura.

E basti il detto fin qui di tutta l’Opera in generale. Per ciò che appartiene a questo primo Volume, di una cosa sola mi pare di dover avvertire chi legge. Sembrerà forse a taluno, ch’io potessi, o forse ancora dovessi, più ampiamente stendermi sulla Letteratura degli Etruschi. Altri certo ne hanno scritto assai più. Ma io ho giudicato, che intorno a questo argomento fosse miglior consiglio l’essere breve; anche perchè mi è sembrato di non poter fare altrimenti, volendomi attenere alla massima da me seguita di non affermar cosa alcuna, che all’autorità degli antichi Scrittori non fosse appoggiata. Se altri altre cose han ritrovate appartenenti alla Letteratura degli Etruschi, e se le hanno bastevolmente provate, potranno le erudite loro opere supplire al difetto di questa mia. Ben mi è dispiaciuto di non poter