Pagina:Storia della letteratura italiana - Tomo I.djvu/42

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nobile desiderio di internarsi più addentro nella cognizione della Storia di questi sì illustri loro Antenati; desiderio, che in questi ultimi tempi singolarmente tanto vivo si fece ed ardente, che alcuni anni addietro di altro quasi non favellavasi in Italia tra gli eruditi, e singolarmente in Toscana, che di monumenti Etruschi, di caratteri Etruschi, di lingua Etrusca, di sepolcri, di statue, di tazze Etrusche. Ne abbiamo una chiara ripruova nell’Etruria regale del Dempstero, nelle giunte e ne’ supplementi ad essa fatti dal Senator Buonarroti e dal Passeri, nel Museo Etrusco, e nelle altre opere del Proposto Gori, ne’ Saggi dell’Accademia di Cortona, e in tanti altri libri, che ad illustrare le antichità Etrusche furono pubblicati. Anzi anche le straniere nazioni da un somigliante entusiasmo per le glorie degli Etruschi parver comprese. Ginevra, Parigi, Lipsia, e per fino Londra e Oxford si vider piene di libri intorno alle Etrusche antichità; come ce ne fanno fede le opere di Lodovico Bourguet, del Conte di Caylus, di Gio. Giorgio Lottero, di Giovanni Svinton, le Memorie dell’Accademia delle Iscrizioni e delle belle lettere di Parigi, gli Atti di Lipsia, ed altre somiglianti opere periodiche, ed anche la Storia universale degli eruditi Inglesi, i quali la gloria degli antichi Etruschi hanno assai più oltre portata[1], che da alcun Italiano non sia mai stato fatto, come poscia vedremo. Della Letteratura adunque degli Etruschi ci convien qui favellare, e da essi dare cominciamento alla Storia della Italiana Letteratura.

IV.

In essa però molti punti non sono ancor rischiarati.

E certo pare, che dopo tanti libri, che intorno agli Etruschi abbiam veduto uscire alla luce, le cose loro dovrebbon essere rischiarate così, che anche ciò, che appartiene alla loro Letteratura, fosse ormai chiaro e palese. E nondimeno, come in altre cose, così ancora in ciò, che spetta alle scienze da essi coltivate, noi siamo ancora in gran parte all’oscuro. Né ciò per colpa degli eruditi Scrittori, i quali niuno sforzo certamente han trascurato per illustrare il loro argomento. Ma tutti gli sforzi, che ad illustrare le antichità si adoperano, cadono in gran parte a voto, quando ci manca la scorta degli autori o de’ monumenti antichi. A veder chiaro nelle cose degli Etruschi ci converrebbe o avere gli Storici lor nazionali, che le cose da essi operate avessero

  1. Hist. Univ. tom. XIV. p. 214. 308.