Pagina:Storia della letteratura italiana - Tomo I.djvu/57

Da Wikisource.
18 Storia della Letteratura Italiana.


mente. Ne parla con somma lode il valoroso antiquario, e insieme pulitissimo stampatore Mariette nella sua descrizione delle pietre incise del Gabinetto del Re di Francia[1], ove dopo aver riferito il sentimento del Proposto Gori, il qual congettura, che molte di tali pietre siano ancor più antiche dell’assedio di Troja, così soggiunge: C’est assurement donner beaucoup aux conjectures, & peut-être plus qu’il ne convient; mais il n’en est pas moins vrai, que les ouvrages de sculpture des Etrusques [& il n’en faut point separer leurs pierres gravées] portent avec eux, comme Pline même le reconnoit, le caractere d’un tres-haute Antiquité. A’ tempi di Orazio ancora convien dire, che celebri fossero i Cammei Toscani, poichè egli ne fa menzione: Tyrrhena Sigilla[2]. Tutti questi lavori son tali, che a giusta ragione l’ammirazione riscuotono degl’intendenti d’antichità. Les Etrusques, dice il più volte citato Conte di Caylus, della cui testimonianza più volentieri io valgomi, che non di quella degl’Italiani, che sospetta potrebbe forse sembrare, e dall’amor della patria regolata e condotta, connoissoient toutes les parties de la sculpture & même de la gravure des pierres... Quelle purètè ne rémarque-t-on pas dans leurs formes; quelle sagesse dans quelques-uns de leurs ornemens courans; quelle legeretè dans le travail de la terre; quelle justesse dans la position de leurs anses! Dalle quali osservazioni anche a vantaggio della pittura degli Etruschi così conchiude il medesimo autore. Quoique il ne nous reste point des monumens de leur peinture, il est certain, que cet art leur fut connù... & puisqu’il y avoit parmi eux d’habiles graveurs & des celebres sculpteurs, on doit croire, qu’ils excelloient aussi dans la peinture.

XVI.

Loro Architettura.

Rimane per ultimo a parlare dell’Architettura. Ancorchè nulla sapessimo del valor degli Etruschi in quest’arte, basterebbe riflettere a ciò, che narra Livio[3], che volendo Tarquinio il magnifico tempio del Campidoglio innalzare in onore di Giove, non altronde chiamonne gli artefici che dall’Etruria: Fabris undique ex Etruria accitis. Ma altre più certe pruove ne abbiamo. L’uso degli atrii, che al primo ingresso delle signorili case maestosamente ci si aprono innanzi, deesi agli Etruschi, che ne

  1. T.I p.8.
  2. Epist. II lib. II.
  3. Dec. I lib. I.