Pagina:Strada ferrata da Venezia a Milano (Recensione).djvu/10

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DA VENEZIA A MILANO. 67


ne sarebbero necessarie per porre in comunicazione immediata colla strada primaria i capiluoghi delle diverse provincie, e se al confluire delle laterali medesime, erigere si volessero locali spaziosi e decenti per custodia delle merci e per rifugio di coloro che si recassero ad attendere in tali punti il passaggio della macchina locomotiva principale, questo ripiego riuscirebbe evidentemente in pratica non solo poco opportuno per l’incomoda e troppo spesso variata pendenza della strada e delle sue diramazioni, ma anche tanto costoso e per la spesa di prima costruzione, e per quella di successiva manutenzione e di servigio delle laterali su espresse, e pel valore infine delle molte macchine, de’ molti mezzi di trasporto che siffatto specialissimo uso sarebbe d’uopo di destinare, che certo non v’è bisogno di molto acume nè di prolisse discussioni per dimostrare ed intendere quello che già a solo colpo d’occhio chiaramente risulta, che cioè il vantaggio della più breve distanza e del conseguente minor costo della strada tra i due punti estremi di Venezia e Milano sparirebbe, e sarebbe affatto distrutto coll’aggiunta di tante braccia secondarie e degli altri suaccennati dispendj.

La linea meridionale, di cui accade adesso di far parola, rasenterebbe le cinque città di Lodi, Cremona, Mantova, Legnago ed Este, tutte di secondaria e le due ultime anzi d’infima importanza, e con una pendenza regolarmente discendente fino alla laguna di Venezia procederebbe per una sede alquanto depressa non lungi in gran parte dal confine con l’estero.

A far prescegliere questa linea in confronto delle altre concorrono, per avviso di chi ebbe a suggerirnela, le seguenti circostanze: ch’essa si avvicina a tutte le città ed ai paesi considerevoli della zona inferiore dove le persone e le merci si trovano già raccolte; che può comunicare facilmente col Po e quindi con l’estero; che con altre diramazioni può in seguito avvicinarsi alla zona superiore; che attraversa il Lambro, l’Adda, l’Oglio ed il Mincio nei punti dove trovansi già a questi fiumi riuniti il Serio, il Mella ed il Chiese, per cui ne risulta un minor bisogno di ponti; e che investe terreni meno ubertosi e meno intersecati da strade, da accessi e da privati condotti d’acque.

Queste circostanze vogliono certamente nel calcolo del tornaconto non essere trascurate. Se per altro la linea