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SULLE FRONTIERE DEL FAR WEST 13


Arma la tua rivoltella, se vuoi, e dopo strappami la capigliatura come è la legge della prateria. —

Il colonnello, la cui commozione perdurava ancora, con grande stupore dell’indian-agent che lo aveva veduto commettere dei veri atti di ferocia contro i rossi abitanti delle frontiere del Far-West, stava per rispondere, quando si udirono al di fuori, fra il tuonare dell’uragano ed i rovesci d’acqua, delle voci, poi la portiera della tenda si aprì, ed un soldato si fece innanzi, dicendo:

— Ecco, colonnello: l’abbiamo finalmente scovata!... Qualche minuto di ritardo e ci scappava in fondo alla gola del Funerale. —

Il nuovo venuto teneva per mano una ragazzina indiana di forse una dozzina d’anni, di pelle assai oscura, dai lineamenti abbastanza regolari, ma che tradivano un’astuzia precoce, specialmente a giudicarne dal lampo vivissimo dei suoi occhietti neri come carbonchi.

Non doveva essere la figlia d’un guerriero qualunque, poichè aveva indosso un bellissimo mantello di filo di montone selvatico, a larghi ricami, braccialetti ai polsi, un cerchio d’oro intorno alla fronte e mocassini che sembravano quasi miniati.

L’Uccello della Notte, nel vederla comparire, aveva stretti i denti, poi non aveva potuto frenare un gesto di malumore, il quale non era sfuggito a John Maxim, l’indian-agent del piccolo corpo d’osservazione.

I due pelli-rosse si scambiarono un lungo sguardo che voleva dire chissà quante cose, poi la piccina, con una brusca scossa, sfuggì alla stretta del soldato e si diresse verso il colonnello, guardandolo quasi in atto di sfida.

— Il capo? — chiese poi, dopo un breve silenzio.

— Sì, — rispose il comandante.

— Che cosa vuol fare il viso-pallido del mio amico, l’Uccello della Notte?

— Fra un’ora sarà morto. —

La fanciulla sgranò gli occhi roteandoli in giro minacciosamente, poi li fermò di nuovo sul giovane guerriero, con estrema ansietà.

L’Uccello della Notte era rimasto, anche questa volta, impassibile.

— È vero che tu sei la figlia del capo Mano Sinistra? — chiese il colonnello.

— Sì, — rispose asciuttamente Minnehaha.

— Dove si trovano le orde che tuo padre comanda?

— Non so.

— L’Uccello della Notte è uno sioux od un arrapahoe?

— Non lo so: è un guerriero.

— Vermi, — disse l’indian-agent. — Bisognerebbe arrostirli a lento fuoco ed ancora non direbbero nulla.

Mio colonnello, perdete inutilmente il vostro tempo. Non saprete mai nulla.