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EMILIO SALGARI 24


Decisi di fuggire al più presto, ed una notte tempestosa, sellato il gran cavallo bianco, lasciai il campo, giurando in cuor mio di non farvi più ritorno. Trascorsero degli anni. La guerra del Messico mi diede una fortuna che invano avevo cercato nella prateria, sposai una bella e giovane messicana della Sonora e andai a fondare l’hacienda di San Felipe, che tu già conosci.

— E che è una delle più belle dell’Utah, — aggiunse John. — E Yalla?

— Cominciavo già ad averla scordata e mi ero dedicato intensamente all’educazione dei miei due figli, Giorgio e Mary, essendo morta la loro madre troppo presto per mia sventura, quando un brutto giorno i miei fazenderos trovarono inchiodato, sulla palizzata del fortino eretto intorno alla mia casa, un fascio di frecce colla punta bagnata di sangue e strette da una pelle di serpente.

— Segnale di vendetta indiana, — disse John. — Vi aveva finalmente scovato quella terribile indiana?

— Proprio così! Quantunque fra i territorî degli Sioux e l’Utah, che è abitato dagli Arrapahoes, coi quali vivevo in buoni rapporti, Yalla era riuscita a trovare il mio rifugio.

Da quel giorno non ebbi più pace e tremai pei miei figli.

Tre volte delle bande indiane, venute non si sa di dove, tentarono d’incendiare la mia fattoria e due volte fui fatto segno a colpi di fuoco mentre cacciavo nella prateria.

Avevo già deciso di vendere la fattoria e di ritirarmi nella Sonora, dove la mia povera moglie possedeva dei beni, quando la guerra scoppiò come un colpo di fulmine fra la nostra razza e quella rossa.

Il Governo, preso alla sprovvista, chiamò sotto le armi i suoi vecchi soldati del Far-West, i più abili per combattere gl’Indiani, e dovetti raggiungere al più presto questo posto di osservazione che è uno dei più importanti, poichè chiude la via agli Sioux.

— O meglio ai guerrieri di Yalla, — disse John, il quale appariva sempre più preoccupato. — Ma, e il grande cavallo bianco come non rimase fra voi?

— Perchè mi fu rubato da una di quelle bande d’indiani che, come ti ho detto, non si sapeva donde venissero, e che erano invece sioux mandati dalla crudele Yalla.

— Ed ora lo ritrovate qui!... È strano!...

— Yalla aveva fatto di tutto per affezionarselo, ed in parte vi era riuscita. Infatti, negli ultimi tempi che io ero rimasto fra gli Sioux il cavallo bianco obbediva più a lei che a me.

— Con quella donna non avete avuto nessun figlio? —

Il colonnello guardo l’indian-agent con spavento.

— Non lo so: — rispose — lasciai la tribù tre mesi dopo il mio matrimonio. —