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Atto primo, Scena seconda 13



falso fratello, che indole malvagia
teneva sveglio. E quella mia fiducia
come un buon genitore, produceva
in lui tanta falsezza quanto più
essa era grande. E questa non aveva
limiti ed era una fiducia senza
confini. Essendo in tal modo signore
non solamente della mia ricchezza
ma di quel che il poter mio consentiva
di esigere, come uno che dicendo
il falso sempre, fa di sua memoria
tal peccatrice che finisce poi
col creder vera la menzogna sua,
egli credette d’esser duca e, inconscio
di una tal finzione, ogni regale
prerogativa fece sua, fin quando
l’ambizione ognor crescendo.... Ascolti?

                             Miranda.
Curerebbe la storia vostra i sordi!

                             Prospero.
Non seppe più distinguer fra la parte
ch’ei sosteneva e quegli per il quale
la sosteneva, sì che pensò al fine
d’essere di Milano l’assoluto
signore. In quanto a me dovea sembrargli
la biblioteca mia ducato grande
abbastanza, sì che mi giudicava