Pagina:Una sfida al Polo.djvu/11

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i due rivali 5


rispose il grosso americano, lisciandosi la sua barba da becco, più rossa di quella del diavolo zoppo.

— Che cosa volete dire, gentleman? — chiese il giovane inglese, tendendo le sue braccia muscolose con un gesto quasi minaccioso.

— Che voi non sapete chi è quella superba creatura che guida così meravigliosamente quel superbo automobile di ottanta cavalli.

— Affatto, signor mio.

— Vi credo, — disse l’americano, dopo d’aver bevuto un altro lungo sorso.

— Chi è dunque, se non vi rincresce?

Miss Ellen Perkins.

— Ne so meno di prima.

— Si dice che sia la fanciulla più indiavolata di tutti gli Stati della grande Unione Americana. Ah!... Che demonio!... Amazzone intrepida che sfida e vince perfino i famosi cow-boys del lontano Far-West, canottiera insuperabile, automobilista, spadaccina, lottatrice e che so io?... È la regina dello sport.

— E che cosa viene a fare qui, gentleman, se non vi annoio?

— Tutt’altro, giovanotto. La bella miss, poichè converrete con me che è una fanciulla meravigliosa....

— Ho un buon paio d’occhi anch’io, gentleman. Sarei pronto pei suoi begli occhi, a sfidare nuovamente tutti gli studenti dell’Università di Cambridge alla corsa, al salto, alla corsa con ostacoli, al getto del martello....

— Ah!... Siete uno sportman anche voi, a quanto pare, — disse l’americano, interrompendolo. — Allora capirete meglio le cose.

Dunque dovete sapere che due uomini si disputano la mano di quella bellissima creatura, e sono i due più celebri sport-