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4 gennaio[modifica]

Scarica in formato ePub Crystal Clear app kdict.png  La guerra nelle montagne 100 percents.svg  di Rudyard Kipling (1917), traduzione dall'inglese di Anonimo (1917)

Kipling nd.jpg
Quando raggiungemmo la grande pianura veneta, presso il Quartier Generale dell’Esercito, i fronti italiani ci furono spiegati con una chiarezza che rendeva inutili le carte topografiche.

«Abbiamo tre fronti»; — disse la mia guida — «sul primo, quello dell’Isonzo, che è la strada che conduce a Trieste, le nostre truppe possono procedere, sebbene tra grandi difficoltà. Sul secondo, quello del Trentino, al nord, dove il nemico è più vicino alle nostre pianure, le nostre truppe debbono arrampicarsi. In ogni altra parte esse debbono pure inerpicarsi e fare dell’alpinismo; lo vedrete».

Egli additò, a sud-est e ad est, attraverso la nebbia caliginosa, alcune giogaie dall’aspetto sinistro, donde si udiva il rimbombo lontanissimo dei cannoni, che discutevano gravemente. «Dove andiamo ora è il Carso», mi disse. Si volse poscia a nord-est e a nord, dove montagne, più vicine e più alte, lasciavano apparire strisce di neve tra le loro rugosità. «Sono le Alpi Giulie», egli continuò. «Tolmino è là dietro. Lì a nord, dove la neve è più densa — vedete? — sono le Alpi Carniche e noi combattiamo su di esse; più in là, ad occidente, vengono le Dolomiti, sulle quali i turisti eran soliti di fare ascensioni, descrivendole poi sui libri [...]».

11 gennaio[modifica]

Scarica in formato ePub Crystal Clear app kdict.png  I Malavoglia 100 percents.svg  di Giovanni Verga (1881)

Giovanni-Verga.jpg
Un tempo I Malavoglia erano stati numerosi come i sassi della strada vecchia di Trezza; ce n’erano persino ad Ognina, e ad Aci Castello, tutti buona e brava gente di mare, proprio all’opposto di quel che sembrava dal nomignolo, come dev’essere. Veramente nel libro della parrocchia si chiamavano Toscano, ma questo non voleva dir nulla, poichè da che il mondo era mondo, all’Ognina, a Trezza e ad Aci Castello, li avevano sempre conosciuti per Malavoglia, di padre in figlio, che avevano sempre avuto delle barche sull’acqua, e delle tegole al sole. Adesso a Trezza non rimanevano che i Malavoglia di padron ’Ntoni, quelli della casa del nespolo, e della Provvidenza ch’era ammarrata sul greto, sotto il lavatoio, accanto alla Concetta dello zio Cola, e alla paranza di padron Fortunato Cipolla. Le burrasche che avevano disperso di qua e di là gli altri Malavoglia, erano passate senza far gran danno sulla casa del nespolo e sulla barca ammarrata sotto il lavatoio; [...]

18 gennaio[modifica]

Scarica in formato ePub Crystal Clear app kdict.png  Così parlò Zarathustra 100 percents.svg  di Friedrich Nietzsche (1885), traduzione dal tedesco di R.G. (1915)

Nietzsche1882.jpg
Quand’ebbe compiuto il trentesimo anno, Zarathustra lasciò la sua patria e il lago natìo, e si recò su la montagna. Là per dieci anni gioì, senza stancarsene, del suo spirito e della sua solitudine.

Ma al fine il suo cuore si mutò; e un mattino egli si levò con l’aurora, s’avanzò verso il sole e così gli disse:

«Oh grande astro! Che sarebbe della tua felicità, se tu non avessi a chi splendere?

Per dieci anni tu sei venuto alla mia caverna: ti saresti recato a noja la tua luce e il tuo cammino senza di me e del mio serpente.

Ma noi ti attendevamo tutte le mattine, tu ci davi il tuo superfluo e ne avevi ricambio di benedizioni.

Guarda! Io sono sazio della mia sapienza, come l’ape del miele di cui ha fatta soverchia provvista; io ho bisogno di mani, che si stendano per coglierla.

Io vorrei donare e distribuire, sino a tanto che i savi tra gli uomini fossero divenuti lieti della loro follìa, e i poveri della lor ricchezza [...]».

25 gennaio[modifica]

Scarica in formato ePub Crystal Clear app kdict.png  Il mio cuore fra i reticolati 100 percents.svg  di Mario Carli (1934)

Il 24 maggio 1915, giorno in cui l'Italia dichiarò guerra all'Austria, Franco Arbace si trovava ad avere precisamente venticinque anni, un'amante ufficiale, ottantamila lire di debiti, e una grande stanchezza della vita.

Se queste quattro proprietà fossero intimamente concatenate fra di loro, così da imporre al loro possessore il seguente ragionamento: «Sono giovane, e perciò ho un'amante: ho un'amante e per conseguenza ho fatto dei debiti: non posso pagarli e l'angustia che mi deriva da questo fatto si generalizza in una stanchezza profonda della vita....» non è facile stabilire. Certo è che al momento della mobilitazione — crisi nazionale delle più formidabili — anche lo spirito di Franco Arbace si trovò in piena crisi.

Nulla è così interessante come il ricercare e analizzare le diverse ripercussioni intime che questo grandioso dramma collettivo ebbe su ogni giovane della nostra generazione, sia che abbia vestito più o meno prontamente il grigio-verde scagliandosi nella grande bufera, sia che non vi abbia partecipato direttamente ma di riflesso.

1 febbraio[modifica]

Scarica in formato ePub Crystal Clear app kdict.png  Manuale di 150 ricette di cucina di guerra 100 percents.svg  di Anonimo (1916)

1. - Sugo economico.

Spezzate una certa quantità di ossa e unitevi dei ritagli di carne, nervi od altro che aveste disponibile, mettete tutto in una casseruola nella quale avrete sciolto un pò di lardo e di grasso. Unite una cipolla abbastanza grossa e tagliata a fettine, una carota, un mazzetto di erbe aromatiche, due o tre chiodi di garofano, dieci grani di pepe, un mestolo d’acqua. Mettete al fuoco e lasciate cuocere rimescolando ogni tanto sino a che l’acqua sia stata ridotta e che il fondo della casseruola cominci a prendere il color bruno chiaro. Allora aggiungete l’acqua necessaria per coprire tutto: fate bollire, schiumate e continuate la cottura per due o tre ore (cassa-fornello) in modo che tutto sia ben cotto. Sgrassate poi con cura il sugo che si sarà formato e passatelo. Il sugo destinato a servire per le salse o per cucinare la carne non deve essere molto cotto nè molto salato. Conservatelo in un barattolo.

8 febbraio[modifica]

Scarica in formato ePub Crystal Clear app kdict.png  Patria Esercito Re 100 percents.svg  di Leopoldo Pullè (1908)

Il Tricolore
Bandiera

  . . . . . . . . . . . Anima eterna
Del mio paese! A me nell’arso fianco
Il tuo possente anelito trasfondi,
Fammi udir dalle schiuse sepolture
La tua gran voce! — E tu m’ispira il verso
Che fa santa la tomba, ed immortale
Il lauro ai forti per la patria estinti!

Con questa invocazione — stupendo squarcio di poesia, dedicato a quell’Esercito ch’è salute e gloria d’Italia — Costantino Nigra, l’antico e fidato segretario di Camillo di Cavour, assurgendo a uno di que’ voli lirici che oggi — pur troppo! — dobbiamo chiamare antichi, rende omaggio ai capitani e ai soldati morti nelle patrie battaglie per la indipendenza e la unità del proprio paese.

L’invocazione richiama il nostro pensiero a quel marzo 1848, quando, al grido di Viva l’Italia!... Viva Pio IX!... per le strade delle città liberate, si cantava: [...]

15 febbraio[modifica]

Scarica in formato ePub Crystal Clear app kdict.png  La crisi dell'infanzia e la delinquenza dei minorenni 100 percents.svg  di Scipio Sighele (1911)

PSM V52 D780 Scipio Sighele.jpg
Il suicidio dei fanciulli.

I.

Si discuteva anni or sono, — quando gli studî di statistica comparata erano nuovi e quindi più alla moda di quel che oggi non siano, — se la civiltà abbia portato, anche nel campo morale, tutti quei progressi che innegabilmente portò nella vita materiale. E gli ottimisti affermavano che il delitto, almeno nelle sue forme più gravi, va sempre diminuendo; e i pessimisti dimostravano col documento inconfutabile delle cifre, che viceversa i delitti aumentano con una proporzione geometrica spaventosa.

Forse, e gli uni e gli altri avevano in parte ragione, giacchè presso alcuni popoli civili la criminalità effettivamente diminuisce, e presso molti altri pur troppo aumenta.

Dove non è permessa varietà e contraddittorietà di opinioni è a proposito del suicidio, il quale segue dovunque da molto tempo una linea ascensionale che impensierisce, e che lo può far definire il fenomeno patologico caratteristico del nostro tempo. La lotta per la vita ha oggi, in confronto al passato, assai maggior numero di deboli che non sanno o non vogliono combatterla, assai maggior numero di vinti che la fuggono e si condannano all’auto-eliminazione.

22 febbraio[modifica]

Scarica in formato ePub Crystal Clear app kdict.png  Alle porte d'Italia 100 percents.svg  di Edmondo De Amicis (1888)

Edmondo De Amicis.jpg
PINEROLO SOTTO LUIGI XIV

Al Signor Carlo Toggia, a Torino.

Pinerolo, 22 luglio 1675.

Ti ringrazio della bella lettera, la quale, dopo tanti mesi di silenzio, m’è stata cagione di vivissimo piacere. Ti porgerà questa mia il signor Pietro Osasco, procuratore di S. A. R. il duca di Savoia; il solo pinerolese al quale io possa confidare una lettera pericolosa con la speranza che i vostri riveriti padroni non gli ficchino le mani nelle tasche. Grazie delle affettuose domande intorno alla famiglia. I fratelli, le sorelle, tutti son sani come pesche. Io pure, grazie a quest’aria purissima che vien dai monti, e nonostante le molte noie della mia professione, se non schiatto dalla salute, almeno posso dire che i medici non hanno mai visto il colore del mio letto. Se anche non mi tenessero qua i miei affari, ci starei forse egualmente, perchè ci ho messo le radici, e mi pare che non potrei più trapiantarmi senza pericolo. La città mi piace infinitamente. Vista dall’alto, posta com’è all’imboccatura di due bellissime valli, ai piedi delle Alpi Cozie, davanti a una pianura vastissima, seminata di centinaia di villaggi, che paiono isole bianche in un mare verde e immobile, è la città più bella del Piemonte.

1 marzo[modifica]

Scarica in formato ePub Crystal Clear app kdict.png  Cecilia 100 percents.svg  di Antonietta Pozzolini (1864)

Come bello e ridente si presenta ai nostri sguardi l’avvenire, quando nella dolce casa paterna, circondati dalle più tenere cure della famiglia, immaginiamo colla vivace fantasia una vita di continui godimenti, dei quali non sappiamo ideare la fine! E la rimembranza di quegli anni sì belli ci accompagna poi sempre col volgere del tempo, e siccome cara visione, consola il cuore oppresso e sconfortato dalle triste vicende del mondo.

Quanto invece dolorosa e muta di ogni gioja trascorre quella beata età giovanile, allorchè privi delle più care affezioni della terra, costretti talvolta a vivere sotto un tetto non nostro, non troviamo un animo gentile che comprenda e compianga i nostri affanni, non una mano pietosa che asciughi le lacrime premule da profondo dolore!

E tale sventura era toccata a Cecilia, giovanetta di circa 18 anni, a cui natura, mentre avea concessa indole affettuosa e sensibile e ornato il volto di delicata bellezza, avea però negate le ineffabili dolcezze dei damestici affetti.

8 marzo[modifica]

Scarica in formato ePub Crystal Clear app kdict.png  Dei sepolcri 100 percents.svg  di Ugo Foscolo, Ippolito Pindemonte, Giovanni Torti, Vincenzo Monti (1808)

Il Carme di Ugo Foscolo fu a questi giorni argomento di lodi, di biasimo e di controversie. Ippolito Pindemonte mostrò invece nel suo poemetto che l’emulazione frutta più della critica, e maneggiando lo stesso soggetto con disegno e colorito diverso, fece dubbia la palma. Parve a Giovanni Torti che un paragone fra i due Scrittori riescirebbe utilissimo agli studiosi dell’arte; ma perchè egli pure stimò, che la poesia va giudicata con la poesia, scrisse un’epistola, e si sciolse dal costume de’ retori per seguire il metodo d’Orazio e lo stile del Parini. Noi non parleremo del merito di questo terzo componimento; diremo bensì che non il nostro particolare giudizio, nè la sola amicizia per l'autore, ma la sentenza d’uomini esperimentati in letteratura, e molto più l'amore della patria da cui questi versi sono dettati, ci persuade a stamparli.

15 marzo[modifica]

Scarica in formato ePub Crystal Clear app kdict.png  La vallese 100 percents.svg  di Anonimo (1869)

Ascoltate il mio racconto, anime sincere che cercate riposo, che sareste felici d’aver trovato la pace di Dio, e d’esser sicure dell’amor suo. Io vi racconterò semplicemente quel che ho veduto, quello che io stesso ho detto. Non vi farò parola di un grand’avvenimento, nè di un’impresa eroica, nè di qualche splendida scena di questo mondo. No; non amo, non lodo più quel che il mondo stima. Ciò che questo chiama nobile e grande, sovente io lo sdegno, poichè Colui che ora m’insegna a giudicare delle cose di quaggiù, non giudica come giudicano gli uomini.

Vi parlerò della gioia d’una povera donna, d’una oscura campagnola. Dirò come un’anima ignorante, e vile agli occhi del mondo, acquistò la scienza la più preziosa, e conseguì la gloria che supera quella della dignità e dei troni.

Io mi compiaccio di averla incontrata sulla terra. Ella rese gloria a Dio di avermi udito; e tu, anima che leggi questi versi, se la Verità che contengono dimora in te, sarai benedetta. Anche per te viene in essi annunziata la buona novella.

22 marzo[modifica]

Scarica in formato ePub Crystal Clear app kdict.png  Piccole storie del mondo grande 100 percents.svg  di Alfredo Panzini (1920)

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LEUMA E LIA.

Da sette anni l’onorevole Astese non vedeva il dottor Leuma, anzi — a rigor di termini — non sapeva nè pur più dove fosse: se in questa vita o nell’altra.

Ma secondo ogni verosimiglianza dovea essere in questo mondo perchè non fu mai detto che i dottori muoiano come una persona qualsiasi.

Ora è certo che l’onorevole Astese, se avesse avuto a pena una settimana libera, si sarebbe messo subito alla ricerca di quel caro compagno di Leuma. Oh, lo avrebbe sì ripescato e avrebbe con lui rinnovato alcuna cosa della giovinezza, oimè, della giovinezza così da poco tempo fuggita e pure già così lontana. Oh, potersi riposare all’ombra o al sole con Leuma e provare il gran piacere di dire delle sciocchezze senza la paura di perdere di gravità, e portare anche i mattoni a quelle gran fabbriche di castelli in aria di cui Leuma era maestro architetto!

29 marzo[modifica]

Scarica in formato ePub Crystal Clear app kdict.png  La madre 100 percents.svg  di Grazia Deledda (1920)

Grazia Deledda 1926.jpg
Anche quella notte, dunque, Paulo si disponeva ad uscire.

La madre, nella sua camera attigua a quella di lui, lo sentiva muoversi furtivo, aspettando forse, per uscire, ch’ella spegnesse il lume e si coricasse.

Ella spense il lume ma non si coricò.

Seduta presso l’uscio si stringeva una con l’altra le sue dure mani di serva, ancora umide della risciacquatura delle stoviglie, calcando i pollici uno sull’altro per farsi forza; ma di momento in momento la sua inquietudine cresceva, vinceva la sua ostinazione a sperare che il figlio s’acquetasse, che, come un tempo, si mettesse a leggere o andasse a dormire. Per qualche minuto, infatti, i passi furtivi del giovane prete cessarono: si sentiva solo, di fuori, il rumore del vento accompagnato dal mormorio degli alberi del ciglione dietro la piccola parrocchia: un vento non troppo forte ma incessante e monotono che pareva fasciasse la casa con un grande nastro stridente, sempre più stretto, e tentasse sradicarla dalle sue fondamenta e tirarla giù.

5 aprile[modifica]

Scarica in formato ePub Crystal Clear app kdict.png  Sulla pietosa morte di Giulia Cappelletti e Romeo Montecchi 100 percents.svg  di Filippo Scolari (1824)

L’avvenimento compassionevole di Giulietta e Romeo è siffattamente conosciuto in Italia e fuori, che giugnendo in Verona li forestieri ne indagano con tanta sollecitudine da poter affermare, che il modesto sepolcro delle loro sventure non è riverito meno delli monumenti superbi della romana grandezza. Egli fu anzi mestieri guarentirlo al pari di questi, onde serbarlo all’affetto dei posteri, ai quali lo si rapiva dai molti che, staccandone le particelle, amavano legarle in oro e formarne anelli amorosi.

Non sono pochi per altro coloro i quali tengono che questa generale e perenne tenerezza del nostro cuore verso quegli infelici amanti si debba credere assai più nutrita dal prestigio delli romanzi, e delle opere di poesia e di pittura, le quali ne usurparono l’argomento; che non dalla certezza di un caso, il quale avrebbe dovuto appartenere alla santità dell’istoria.

O consultino in fatti gli annali, o ne cerchino le reliquie, o ne leggano le novelle, essi non vi trovano che implicanze da non poter sciogliere, e per essi tutto aiuta la tenera fiducia che nasce in cuore di ognuno alla visita di quella tomba, che i fieri casi di Giulietta e di Romeo sieno, come scrive il Carli, una favoletta coronata dalla fantasia degli scrittori.

12 aprile[modifica]

Scarica in formato ePub Crystal Clear app kdict.png  Lo zuavo 100 percents.svg  di Anonimo (1865)

Verso il tramonto d’un bel giorno di settembre del 1846, in un villaggio della Fiandra francese, in una piccola riunione di amici che attento prestavano l’orecchio, Francesco, giunto appena dalla città, vestito ancora della sua divisa, abbellito dalla stella del coraggio, incominciò così a ragionare al suo uditorio, di quella terra d’Africa, illustrata da tanti fatti d’armi.

Onde conservare alla narrazione tutta la sua naturalezza, lascierò parlare Francesco lo Zuavo:

«La coscrizione mi colpì nel 1839, sett’anni or sono. Sul bel principio dovetti fare trentatre tappe, da Bavay ad Aix in Provenza, poichè si è in questa città ch’io dovea raggiungere il mio battaglione allora in Algeria. Traversai la Francia dall’una all’altra estremità. Imparai facilmente l’esercizio delle armi, e tre mesi dopo sbarcai in Algeri. L’aspetto della metropoli dell’Algeria è veramente fatto per abbagliare un povero campagnuolo, abituato alla vista delle monotone pianure del nostro nebbioso paese. Questa città, dalle bianche case disposte a guisa d’anfiteatro sulle spiaggie del mare, è circondata da una lunga giogaia d’altissimi monti; poi, altri monti di colore azzurro più discosti, formano la cornice di questo quadro magnifico e sublime. [...]»

19 aprile[modifica]

Scarica in formato ePub Crystal Clear app kdict.png  Il perdono 100 percents.svg  di Antonietta Pozzolini (1864)

Il giorno di S. Giovanni del 1859 sarà sempre un giorno memorabile nei fasti i più gloriosi della storia d’Italia. La battaglia di Solferino e di S. Martino, che decise della liberazione della Lombardia, che fece acquistar tanto vanto agli Italiani, che più d’ogni altra manifestò il diritto che ha questo popolo a divenir nazione, fu in quel giorno combattuta e vinta dagli alleati su gli Austriaci. Erano tre eserciti che stavano a fronte, era una giornata di sangue, una giornata da lungo tempo attesa, sospirata!..... La notte colla sua oscurità copriva quelle vaste estensioni di terreno, sparse di sangue e di cadaveri. Quanti valorosi caddero nel cimento terribile; quante famiglie attesero ansiosi, trepidanti i loro cari, e più non li rividero! La terra, per cui si erano battuti, la quale aveva bevuto il loro sangue li copriva per sempre, mentre le loro anime volavano a Dio martiri e preconizzatrici del futuro completo riscatto!

26 aprile[modifica]

Scarica in formato ePub Crystal Clear app kdict.png  Senso 100 percents.svg  di Camillo Boito (1883)

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Il prete aveva i gomiti poggiati sul davanzale; stava immobile, con lo sguardo fisso. Era la prima volta in dieci anni che vedeva dalla canonica del villaggio (il più alto villaggio del Trentino) la tempesta sotto i suoi piedi, intanto che il sole, un sole pallido, quasi intimorito, brillava sulle case del paesello e sulle cime delle montagne circostanti. Il giovine prete, a intervalli, tossiva. Il suo collo scoperto era candido e magro; la sua bella faccia affilata in quel momento sembrava impassibile. Eppure, studiando bene i lineamenti del volto, si avrebbe potuto indovinare il di dentro: tra le narici e gli angoli delle labbra pallide nascevano due solchi dritti; la fronte alta ed aperta aveva una ruga profonda, che contrastava con la espressione dolce, quasi infantile degli occhi d’un colore celeste d’oltremare, simile a quello dell’acqua nel Lago di Garda. L’arteria del collo batteva forte; le mani delicate si stringevano febbrilmente; i capelli biondi, cacciati indietro dal vento, coprivano la chierica.

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