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Indice

2012[modifica]

4 gennaio: Crystal Clear app kdict.png  Georgiche 100 percents.svg  di Publio Virgilio Marone (I secolo a.C.), traduzione dal latino di Clemente Bondi (1801)
4 marzo: Crystal Clear app kdict.png  Iliade 100 percents.svg  di Omero (Antichità), traduzione dal greco di Vincenzo Monti (1825)
11 marzo: Crystal Clear app kdict.png  Atti 100 percents.svg di Parlamento italiano (1861)
18 marzo: Crystal Clear app kdict.png  Disputa sull'idea del commercio 100 percents.svg  di Gian Domenico Romagnosi (1827)
25 marzo: Crystal Clear app kdict.png  Medea 100 percents.svg  di Lucio Anneo Seneca (61), traduzione dal latino di Ludovico Dolce (1560)
1 aprile: Crystal Clear app kdict.png  Guida di Pompei illustrata 100 percents.svg  di Francesco Morlicchio (1901)
8 aprile: Crystal Clear app kdict.png  Pastor Aeternus 100 percents.svg  di Papa Pio IX (1870), traduzione dal latino di L'Unità Cattolica (1870)
15 aprile: Crystal Clear app kdict.png  Odissea 100 percents.svg  di Omero (Antichità), traduzione dal greco di Ippolito Pindemonte (1822)
22 aprile: Crystal Clear app kdict.png  Statuto albertino 100 percents.svg di Regno di Sardegna (1848)
29 aprile: Crystal Clear app kdict.png  Lezioni elementari di numismatica antica 100 percents.svg  di Joseph Hilarius Eckhel (1787), traduzione dal tedesco di Felice Caronni (1808)
6 maggio: Crystal Clear app kdict.png  Le rane 100 percents.svg  di Aristofane (405 a.C.), traduzione dal greco di Bartolomio Rositini, Pietro Rositini (1545)
13 maggio: Crystal Clear app kdict.png  Le pitture notabili di Bergamo 100 percents.svg  di Andrea Pasta (1775)
20 maggio: Crystal Clear app kdict.png  Nostis et nobiscum 100 percents.svg  di Papa Pio IX (1849), traduzione dal latino di Anonimo (1850)
27 maggio: Crystal Clear app kdict.png  Gerusalemme liberata 100 percents.svg  di Torquato Tasso (1575)
3 giugno: Crystal Clear app kdict.png  Capitolato annesso alla Convenzione fra il Regno di Sardegna e le Ferrovie Lombardo-Venete e dell'Italia Centrale 100 percents.svg di Regno di Sardegna (1860)
10 giugno: Crystal Clear app kdict.png  L'imperatore Diocleziano e la legge economica del mercato 100 percents.svg  di Angelo Messedaglia (1866)
17 giugno: Crystal Clear app kdict.png  La tempesta 100 percents.svg  di William Shakespeare (1611), traduzione dall'inglese di Andrea Maffei (1869)
24 giugno: Crystal Clear app kdict.png  Carrozze a vapore per le strade ordinarie 100 percents.svg  di Anonimo (1836)
1 luglio: Crystal Clear app kdict.png  Vita del glorioso martire s. Secondo 100 percents.svg  di Anonimo (1823)
8 luglio: Crystal Clear app kdict.png  Myricae 100 percents.svg  di Giovanni Pascoli (1891)

15 luglio[modifica]

Coat of arms of the Kingdom of the Two Sicilies.svg

Crystal Clear app kdict.png  Decreto approvante modificazioni alla concessione per la strada di ferro da Napoli a Nocera 100 percents.svg di Regno delle Due Sicilie (1838)

Napoli, 3 Febbrajo 1838.

FERDINANDO II. PER LA GRAZIA DI DIO RE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE, DI GERUSALEMME ec. DUCA DI PARMA, PIACENZA, CASTRO ec. ec. GRAN PRINCIPE EREDITARIO DI TOSCANA ec. ec. ec.

Veduti il real decreto de’ 19 di giugno 1856 e gli annessi capitoli di concessione fatta al Signor Armando Giuseppe Bayard de la Vingtrie per costruire una strada di ferro da Napoli a Nocera e Castellammare, del pari che il foglio di modificazioni unite parimente allo stesso real decreto;

Sulla proposizione del nostro Ministro Segretario di Stato degli affari interni;

Udito il nostro Consiglio ordinario di Stato;

Abbiamo risoluto di decretare, e decretiamo quanto segue.

Art. 1. Approviamo i patti contenuti ne’ sei articoli di modificazioni a’ primitivi capitoli di concessione per la strada di ferro da Napoli a Nocera con un ramo per Castellammare annessi al nostro real decreto de’ 19 di giugno 1856.

I detti sei articoli di modificazioni sono uniti al presente decreto.



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22 luglio[modifica]

Importante scoperta del famoso tarèno di Amalfi p 12.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Importante scoperta del famoso tarèno di Amalfi 100 percents.svg  di Matteo Camera (1872)

Era riserbato a’ nostri giorni lo scoprimento del tanto raro e famigerato tarèno o tarì di Amalfi, invano da più secoli premurosamente ricercato dagli archeologi italiani e stranieri. Il solo nome di esso nummo ci richiama alla mente la grandezza dell’antica Amalfi, un dì famosa per ricchezze e mercatura, per giurisprudenza civile e marittima, e per la felice applicazione de’ fenomeni magnetici ai bisogni de’ grandi viaggi di mare.

Volgono oramai parecchi anni, da che fortunatamente scoprimmo questa singolarissima moneta patria, che gelosamente serbiamo qual inestimabile gioiello. Essa fu rinvenuta per avventura nella stessa Amalfi, scavandosi ivi il terreno presso le fondamenta di un vecchio e diruto edifizio.

Ineffabile fu la gioia che ne provammo in veder al fine dopo tanti secoli restituita dalle tenebre alla luce questa moneta cotanto rara e creduta finora siccome l’araba fenice! Non ebbe forse a gioire tanto Cicerone nel rinvenire la tomba di Archimede, quanto noi in tal inaspettato rincontro.



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29 luglio[modifica]

Vittorio Alfieri.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Agamennone 100 percents.svg  di Vittorio Alfieri (1783) è una tragedia che narra di Egisto che vuole vendicare i soprusi compiuti a suo padre Tieste dal padre di Agamennone, Atreo. Agamennone viene ucciso da sua moglie Clitennestra, innamorata di Egisto.

Egisto

A Che m’insegui, o sanguinosa, irata
D’invendicato Padre orribil’Ombra?
Cessa,... mi lascia,... và; le Stigie rive,
Vanne, Tieste, ad abitar ritorna.
Tutte ho in sen le tue Furie; entro mie vene
Scorre pur troppo il sangue tuo; nè forza
É ch’io ti veggia a rimembrarlo: Figlio
D’incesto, il so, nato a delitti io sono-
So, che il superbo Agamennòn da Troja
Riede in Argo di gloria, e orgoglio carco.
Io quì l’aspetto entro sua Reggia: ei torni;
Sarà il Trionfo suo breve, tel giuro.
Guida è vendetta ai passi miei: vendetta
D’ogni intorno mi suona al cor; l’avrai;
S’appressa il tempo; placati; più d’una
Vittima avrai, Tieste: a gorghi il sangue
D’Atreo berai: ma, pria che il ferro, l’arte
Conviemmi oprar: solo, ed inerme incontro
A Re possente stò: poss’io, se in petto
L’odio, e il furor non premo, averne palma?



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5 agosto[modifica]

Hippocrates LUMC Leiden.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Giuramento 100 percents.svg  di Ippocrate (Antichità), traduzione dal greco di Anonimo (1859)

Giuro per Apollo medico, per Esculapio, per Igea e per Panacea e per gli Dei tutti e le Dee, facendoli testimoni di adempire esattamente, secondo mia forza e intelligenza, questo giuramento e questa scritta. Pari a miei genitori stimerò chi mi imparava quest’arte; gli sarò compagno di vita; e se privo del bisognevole gliene farò parte; i suoi figli considererò come fratelli germani, e se ameranno apprendere quest’Arte io la insegnerò senza mercede od accordo. — Del precetto, delle istruzioni segrete, e di tutta la restante dottrina farò parte a’ miei figliuoli e a quelli del mio maestro, e ai discepoli inscritti e giurati nella Legge Medica; e non ad alcun altro. — Delle regole di vitto userò pel vantaggio dei malati, giusta il mio potere e giudizio, impedendo qualsia nocumento ed ingiuria. — A veruno che ne chieda porgerò medicina mortifera, nè proporrò consiglio tale; egualmente non darò a femmina alcun suppositorio corrompitore.

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12 agosto[modifica]

Luigi Amat di San Filippo e Sorso - Kardinal.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Solenni funerali di Pio papa ottavo 100 percents.svg  di Luigi Amat di San Filippo e Sorso (1831)

La perdita immatura del Sommo Pontefice PIO VIII, la quale fu pianta da tutta Roma e dai Fedeli dell’Universo, non poteva non essere vivamente sentita dal ragguardevole Personaggio, che aveva l’onore e la sorte di rappresentarlo con pubblico carattere in Napoli.

Sentimenti dunque di gratitudine, di venerazione e di esemplare pietà mossero Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor D. Luigi Amat, de’ Marchesi di S. Filippo e Sorso, Arcivescovo di Nicea, Abbate Commendatario di S. Michele di Salvenero, e di S. Maria di Cea, Nunzio Apostolico presso Sua Maestà il Re del Regno delle due Sicilie, a celebrarne con solenne pompa i funerali, come aveva fatto in morte del Papa Leone XII.

La lugubre cerimonia ebbe luogo li 23 dicembre dello cadente 1830 nella bella Chiesa di S. Giacomo degli Spagnuoli, immediatamente soggetta alla Santa Sede; ed al valente architetto Signor D. Raffaello Cappello fu affidata la cura di decorarla con quello splendore, che all’altissima dignità rispondesse dell’augusto defunto.



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19 agosto[modifica]

Saggio di rime.djvu

Crystal Clear app kdict.png  Saggio di rime devote e morali 100 percents.svg  di Marianne Santini (1788)

Tosto che, Nobilissima Dama, noi prima da noi stessi, appresso per avviso di giudiziosi Amici, risolvemmo di pubblicar colle stampe un saggio delle Rime di Marianne nostra madre, quelle volendo ad alcun dedicare, subito ci corse all’animo l’Illustre Persona vostra, verso la quale tanto di ossequio professiamo, quanto ce ne detta il debito, che moltissimo è, e la quale così l’Autrice mentre che visse, come gli studj suoi ch’eranvi cari, con singolar mercè dimostraste. Somigliante onore già procurammo alle Opere d’Alessandro suo Consorte, a personaggi indirizzandole in amplissima dignità costituiti. Non dovrebbe destar meraviglia in veruno se vede da’ figliuoli al buon nome, e decoro de’ lor genitori con quel più che si può d’attenzion, procurarsi. Tuttavolta siccome ci troviamo in tempi assai difficili, però se vi saran di quelli che non sapendo biasimare un tal fatto di per sè onestissimo, pur commendare non ci vorranno, nondimeno sappiano questi che in pace il si porterà da noi, contenti del bene operato; e qualora queste nostre determinazioni a Voi tornare in grado veggiamo.

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26 agosto[modifica]

Coat of arms of the Kingdom of Italy (1870).svg

Crystal Clear app kdict.png  Convenzione per eseguimento di lavori ferroviari nel Veneto 100 percents.svg di Regno d'Italia (1866)

Urgendo di procedere, nell’interesse generale dello Stato, sotto il rapporto militare e politico allo stabilimento di una strada ferrata dal Po a Rovigo allo scopo di congiungere le linee dell’Italia centrale colla rete Veneta e di assicurare il più sollecito ristauro delle linee esistenti nel territorio veneto, il Ministro dei Lavori pubblici, dopo aver proceduto sui luoghi ad apposita ricognizione in concorso coi Rappresentanti della Società dell’Alta Italia, addivenne ad accordi preliminari per affidare alla Società medesima l’eseguimento degli anzidetti lavori sotto determinate condizioni.

Allo scopo di far constare delle prese intelligenze fu ordinata la redazione del presente atto, che il signor Ministro dei Lavori pubblici, a nome dello Stato, ed i signori cavaliere Giulio Daigremont, direttore della costruzione e della manutenzione delle ferrovie dell’Alta Italia, e cavaliere Paolo Amilhau, direttore dell’esercizio delle ferrovie medesime, espressamente delegati dal Consiglio d’amministrazione della Società per atto del 21 corrente, dichiarano debba aver forza di formale contratto obbligatorio per le due Parti contraenti, salve le ratifiche ed approvazioni come infra.



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2 settembre[modifica]

L'Effigie di Roma p 63.jpg

Crystal Clear app kdict.png  L'Effigie di Roma 100 percents.svg  di Adolf Klügmann (1879)

Un profondo sentimento di gratitudine verso l’Instituto di corrispondenza archeologica mi consiglia a festeggiare il suo cinquantesimo anniversario con questo mio tenue lavoro, il quale, avendo per soggetto i monumenti più antichi della personificazione di Roma, ho creduto essere il meglio adatto alla circostanza.

Non parlerò che di poche monete del tempo della repubblica, alle quali però farò precedere, quasi come proemio, una di città italo-greca; ma essendochè quelle monete romane fanno parte di classe molto ricca e svariata di monumenti, così il tema non potrà essere svolto se non avuto riguardo a tutta quella classe. Chi conosce l’ampiezza e la fertilità dell’indicato campo, scuserà più facilmente il giro un po’ lungo di qualche osservazione.



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9 settembre[modifica]

Shakespeare.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Macbeth 100 percents.svg  di William Shakespeare (1623), traduzione dall'inglese di Andrea Maffei (1869), è una tragedia in cinque atti che narra del nobile Macbeth, il quale cerca di ottenere il trono scozzese uccidendo il re Duncan.

Nulla di più grande nè di più terribile del Macbeth di Guglielmo Shakespear seppe creare la musa tragica dopo l’Eumenidi di Eschilo. Così giudicava il primo de’ critici alemanni A. W. Schlegel. Poche pagine d’un’antica cronaca scozzese ne ha fornito al poeta l’argomento. Si legge in essa, che regnando in Inghilterra Odoardo il Confessore, ebbe la Scozia un re di nome Duncano, il cui stato fu sconvolto da guerre esterne e da interne ribellioni; e che un Macbeth, valente capitano, debellò così gl’interni come gli esterni nemici di questo re; che tornando il Macbeth da una vittoria si avvenne in parecchie streghe, dalle quali fu predetto e salutato re futuro di Scozia; e che, traviato dal vaticinio, adescò nel proprio castello Duncano e lo uccise mentre dormiva, e postasi in capo la corona usurpata, diventò tiranno atrocissimo; finchè caduto in abominio dei soggetti, perdette il regno e la vita.

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16 settembre[modifica]

Benedetto Castelli.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Alcuni opuscoli filosofici 100 percents.svg  di Benedetto Castelli (1669)

IN quale stima siano appresso i professori di lettere le Opere del Dottissimo Padre Abbate D. Benedetto Castelli, Discepolo dell’ammirabile Galileo, non fà di mestieri, ch’io vi faccia manifesto, cortesi Lettori; essendo notissimo à tutta Europa, che la felice memoria di Papa Urbano Ottavo, il cui giudicio intorno alle persone virtuose era veramente esquisito, non sì tosto vide i pochi fogli, in cui questo maraviglioso ingegno spiegò con tanta chiarezza la non mai fin’allora osservata Misura delle acque correnti, che ne formò il concetto, che meritava l’Autore, e con giusto premio lo dichiarò Matematico Pontificio. Onde egli colla stanza, che fermò in Roma, ebbe in varie occasioni à scrivere le presenti Operette. Le quali con quanto desiderio siano state ricercate da’ Letterati, con quanto applauso accolte, e con quanta ansietà copiate, e ricopiate, altro testimonio non voglio, che l’Università de gli Studiosi, che anno gareggiato continuamente trà loro nel leggerle, e nel trascriverle.

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23 settembre[modifica]

Pope Innocent XII.PNG

Crystal Clear app kdict.png  Editto sopra la Musica 100 percents.svg  di Papa Innocenzo XII (1698)

A-edittosopralamusica.pngNcorché da’ Sacri Canoni, e diverse Ordinationi Apostoliche, e particolarmente di quelle della sa. me. d’Alessandro VII. sotto li 23. di Aprile 1657. che incomincia Piæ sollicitudinis Studio nel Bollario tom. 6. constitutione 36. E dall’Editti della Sacra Visita, e particolarmente da quello emanato sotto li 30. Luglio 1667. & altri nostri Editti precisamente quello publicato d’Ordine espresso della Santità di Nostro Signore à 3. Settembre 1678. si prescriva il modo da tenersi nelle Musiche, che si fanno in tutte le Chiese di quest’alma Città di Roma, in ogni modo con sommo nostro dispiacere ci è stato riferito, che poco, ò niente s’osserva di quanto è stato sù questo altre volte come di sopra giustamente disposto.

Che però volendo noi, come siamo tenuti per obligo del nostro Officio togliere simili inconvenienti, e rimettere il tutto nella primiera, e dovuta osservanza, per ordine speciale datoci sopra di questo da Nostro Signore habbiamo fatto il presente Editto, col quale rinovando primieramente quanto è stato sopra a ciò ordinato, & inherendo à detti ordini, e quelli confermando, di nuovo commandiamo.



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30 settembre[modifica]

Giovanni Pascoli.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Primi poemetti 100 percents.svg  di Giovanni Pascoli (1907)

Maria, dolce sorella: c’è stato tempo che noi non eravamo qui? che io non vedevo, al levarmi, la Pania e il Monte Forato? che tu non udivi, la notte, il fruscìo incessante del Rio dell’Orso? Il campaniletto di San Niccolò, bigio e scalcinato, che mi apparisce tra i ciliegi rosseggianti de’ loro mazzetti di bacche, e i peri e i meli; quel campaniletto, c’è stato tempo in cui non lo sentivamo annunziare la festa del domani? Din don... Din din don Din din don... Non fu quel prete smunto e cereo, che viene su per la viottola col breviario in mano, non fu esso il rettore che ci battezzò? non era Mère il buon contadino che ci rallegrava fanciulli col suo parlare a scatti, coi suoi motti e proverbi curiosi? «Il cane fa ir la coda, perchè non ha cappello da cavarsi»: ecco una sua osservazione sottile a proposito del nostro Gulì.

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7 ottobre[modifica]

Coat of arms of the Kingdom of Italy (1870).svg

Crystal Clear app kdict.png  Decreto che approva la Convenzione per la costruzione e l'esercizio di un tronco di strada ferrata da Pontelagoscuro a Rovigo e da Rovigo a Padova 100 percents.svg di Regno d'Italia (1866)

In virtù dell’autorità a Noi delegata;

Viste le Leggi 1° maggio 1866, n° 2872, e 28 giugno 1866, n° 2987; [...]

Vista la deliberazione presa dal Consiglio d’Amministrazione della Società ferroviaria dell’Alta Italia in seduta del 31 luglio corrente colla quale vengono per parte della Società a termini della riserva fatta nell’articolo 16 di detta Convenzione, ratificati gli stipulati accordi;

Sulla proposta dei Nostri Ministri Segretari di Stato dei Lavori pubblici, della Guerra, delle Finanze, di Grazia e Giustizia;

Sentito il Consiglio dei Ministri; [...]

Abbiamo decretato e decretiamo:

Art. 1. ― È approvata l’annessa Convenzione conchiusa nel 28 luglio 1866 fra il Nostro Ministro dei Lavori pubblici e la Società ferroviaria dell’Alta Italia per la costruzione e l’esercizio entro quattro mesi dalla data predetta di un tronco di strada ferrata da Ponte-Lagoscuro a Rovigo con ponte provvisorio sul Po, e per l’eseguimento immediato delle opere provvisorie occorrenti per riattivare il servizio delle strade ferrate nel territorio veneto state interrotte per danni cagionati in dipendenza della guerra.



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14 ottobre[modifica]

Giovanni Pascoli.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Nuovi poemetti 100 percents.svg  di Giovanni Pascoli (1909)

IL PITTIERE
I

Oh! tutti i giorni e tante volte al giorno
s’erano visti! L’uno era in orecchi
sempre che udisse spittinire intorno.

E s’ei tornava a casa con due stecchi
o due vincigli, l’altro lo seguiva
da ramo a ramo. Erano amici vecchi.

Ma oggi, tutto maraviglia viva
nel petto rosso, l’uno alzava a scatti
la coda al dosso di color d’uliva.

Parea dicesse: — O dunque fa di fatti!? —
Ora alïava in terra tra lo sfagno,
ora volava in cima a gli albigatti.

Con gli occhi tondi aperti sul compagno
molleggiava sul cesto e su l’ontano.
L’altro sedeva al calcio d’un castagno,

con una vetta e un coltelluccio in mano...



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21 ottobre[modifica]

FlorenceCoA.svg

Crystal Clear app kdict.png  Rime 100 percents.svg  di Cino Rinuccini (XIV secolo)

Venuto sono or uom di duro sasso
     Per la fe ch’a Amor porto; e dentro al core
     Non parla altri se non il mio signore,
     Che di lei ragionando tiemmi a spasso.

Così senza pensier la vita passo,
     Mia fortuna obliando e ’l mio dolore,
     Nè penso altro che perla, rosa o fiore
     Con che s’adorni; e così qui trapasso.

Ond’io ringrazio te, serena Dea,
     Che scendesti dal ciel sol per conforto
     Di chi riguarda il tuo vezzoso viso.

E poi ringrazio Amore, che d’uom morto
     Fatto m’ha vivo, per la fe ch’avea
     Fitta in mio cor di voi, di paradiso.



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28 ottobre + 9 dicembre[modifica]

Le Vicinie di Bergamo.djvu

Crystal Clear app kdict.png  Le Vicinie di Bergamo 100 percents.svg  di Angelo Mazzi (1884)

L’argomento, che imprendo a trattare, non è che lo svolgimento di quel brevissimo cenno che si trova nella Storia del Diritto Italiano del Pertile, dove, dopo essersi passate in rassegna tutte le magistrature del Comune, si avverte: «Oltre alle quali — ve ne aveva pei singoli quartieri, o per le diverse parrocchie, la cui missione era principalmente la tutela degli interessi del proprio riparto, la locale polizia e la denunzia dei delitti che vi venivano commessi». Che fossero le Vicinie, dette altrove parochiae, come a Milano ed a Novara, ovvero capellae, come a Pisa; qual parte avessero nell’ordinamento della nostra città; come esercitassero le loro funzioni, mi parve dovesse essere una ricerca tanto più interessante, per questo, che fra noi, s’io non erro, non vi fu alcuno che particolarmente si occupasse di un tale subbietto, e il nome stesso sia diventato quasi un enimma, sebbene le Vicinie, quali organi della amministrazione cittadina, non abbiano cessato di esistere che coi mutamenti avvenuti nel nostro paese sulla fine del secolo scorso.

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4 novembre + 2 dicembre[modifica]

Coat of arms of the Kingdom of the Two Sicilies.svg

Crystal Clear app kdict.png  Capitoli di concessione per la strada di ferro da Napoli a Nocera 100 percents.svg di Regno delle Due Sicilie (1836)

De’ 19 di Giugno 1836.

Art. 1. Il Sig. Armando Giuseppe Bayard de la Vingtrie ingegnere francese, e sua compagnia, è autorizzato ad eseguire una strada di ferro da Napoli a Nocera, che passerà per Portici, Torre del Greco, e Torre dell’Annunziata, con un ramo per Castellamare, coll’obbligo di compiere fra lo spazio improrogabile di anni quattro, a meno che non venga impedito da forza maggiore, o da fatto indipendente dal concessionario, tanto il tronco principale, quanto il detto ramo, e colle altre condizioni espresse ne’ seguenti articoli.

2. La strada di ferro non occuperà in menoma parte le strade comuni esistenti che menano a Nocera ed a Castellamare; potrà però attraversarle, ma sarà tenuto a far ciò in modo che lasci la libertà al commercio di valersi pel passaggio, come pe’ trasporti di qualsivoglia natura, o delle strade comuni, o delle nuove di ferro. Sarà lasciato del pari libero il passaggio per le strade traverse, che quella di ferro potrà intersecare; nè quest’ultima potrà attraversare l’antica città di Pompei.



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11 novembre + 25 novembre[modifica]

Giovanni Pascoli.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Pensieri e discorsi 100 percents.svg  di Giovanni Pascoli (1914)

È dentro noi un fanciullino che non solo ha brividi, come credeva Cebes Tebano che primo in sè lo scoperse, ma lagrime ancora e tripudi suoi. Quando la nostra età è tuttavia tenera, egli confonde la sua voce con la nostra, e dei due fanciulli che ruzzano e contendono tra loro, e, insieme sempre, temono sperano godono piangono, si sente un palpito solo, uno strillare e un guaire solo. Ma quindi noi cresciamo, ed egli resta piccolo; noi accendiamo negli occhi un nuovo desiderare, ed egli vi tiene fissa la sua antica serena maraviglia; noi ingrossiamo e arrugginiamo la voce, ed egli fa sentire tuttavia e sempre il suo tinnulo squillo come di campanello. Il quale tintinnio segreto noi non udiamo distinto nell’età giovanile forse così come nella più matura, perchè in quella occupati a litigare e perorare la causa della nostra vita, meno badiamo a quell’angolo d’anima d’onde esso risuona.

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18 novembre[modifica]

Wappen Kaisertum Österreich 1815 (Klein).png

Crystal Clear app kdict.png  Convenzione concernente l’assunzione, la costruzione e l’esercizio delle ferrovie nel Regno Lombardo-Veneto 100 percents.svg di Impero Austriaco (1856)

Allo scopo di compiere, nell’interesse del Commercio, al più presto possibile la rete delle Strade ferrate del Regno Lombardo-Veneto e di semplificare possibilmente l’esercizio e l’amministrazione delle Strade di ferro, appartenenti all’I. R. Erario e formanti parte della rete medesima, venne conchiusa fra gl’II. RR. Ministri delle Finanze e del Commercio da una parte, ed i Signori [...] d’altra parte, sotto riserva della Sovrana approvazione di S.M.I.R.A., la seguente convenzione:

Art. 1 L’I.R. Erario cede ai detti signori le II. RR. Strade ferrate dello Stato situate nel Regno Lombardo-Veneto con tutte le loro pertinenze, si mobili che immobili, eccettuandone soltanto quel tronco che partendo da Verona s’inoltra verso il Titolo meridionale, onde abbiano ad esercitarle ed usufruttuarle per la durata di 90 anni.

Art. 2. Col diritto all’esercizio ed usufrutto delle II. RR. Strade ferrate Lombardo-Venete vengono pure ceduti ai surripetuti Signori, tutti i diritti ed obblighi dell’Erario verso terze persone, in quanto codesti diritti ed obblighi sieno inerenti all’esercizio ed usufrutto delle dette strade, o connessi al terreno sul quale sono situate, oppure consistano finalmente nell’obbligo di manutenzione e costruzione di ponti, strade e consimili.



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16 dicembre[modifica]

Coat of arms of the Kingdom of the Two Sicilies.svg

Crystal Clear app kdict.png  Decreto e capitoli di concessione perché la strada ferrata da Napoli a Nocera sia prolungata per Sanseverino ad Avellino 100 percents.svg di Regno delle Due Sicilie (1846)

FERDINANDO II. PER LA GRAZIA DI DIO RE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE, DI GERUSALEMME ec. DUCA DI PARMA, PIACENZA, CASTRO ec. ec. GRAN PRINCIPE EREDITARIO DI TOSCANA ec. ec. ec.

Veduti i nostri reali decreti de’ 19 di giugno 1836 e de’ 3 di febbrajo 1838, co’ quali accordammo al Signor Armando Giuseppe Bayard de la Vingtrie concessione di costruire a sue spese, rischi e pericoli una strada dì ferro da Napoli a Nocera e Castellammare, con facoltà di prolungarla cogli stessi patti e condizioni verso Salerno, Avellino ed altri siti; [...]

Abbiamo risoluto di decretare, e decretiamo quanto segue.

Art. 1. Approviamo che il Signor Cavaliere Armando Giuseppe Bayard de la Vingtrie, ingegnere francese, ora prolunghi secondo la sopraddetta facoltà già concedutagli, a sue spese, rischi e pericoli la strada di ferro da Napoli a Nocera, proseguendola con un nuovo tronco da Nocera stessa per Sanseverino ad Avellino, ed a condizione che egli debba terminarla tra anni quattro.



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23 dicembre[modifica]

Giuseppe Zanardelli iii.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Circolare concernente i procedimenti penali per contraffazioni delle opere dell’ingegno 100 percents.svg  di Giuseppe Zanardelli (1881)

Per tutelare anche con sanzioni penali i diritti spettanti agli autori delle opere dell’ingegno, la legge 25 giugno 1865, n. 2337, stabilisce nell’articolo 30 che «la pubblicazione abusiva o la contraffazione di un’opera, consumata in uno dei modi indicati nell’articolo 29 della legge stessa, è punita con multa che può estendersi sino alle lire 5000, salvo il risarcimento dei danni ed interessi, e salve le pene maggiori nei casi di furto o di frode secondo le leggi penali.»

Non ostante questa disposizione legislativa, si muovono da ogni parte continui e vivi reclami per le molte e svariate contraffazioni che vanno ripetendosi con frequenza sempre maggiore, e che attestano come la proprietà letteraria non sia ancora presso di noi tenuta in quel rispetto al quale ha incontestabile diritto. È noto anzi che, per avvisare ai modi più efficaci di impedire tali abusi, molti letterati ed editori si riunirono più volte in congressi, per mezzo dei quali indirizzarono al Governo collettive e ragionate domande.



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30 dicembre[modifica]

Agnus Dei 01.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Rito ed uso delle cere sagre volgarmente chiamate Agnus Dei 100 percents.svg

Antichissimo nella chiesa Romana è il rito di benedirsi, e consagrarsi dai Sommi Pontefici quelle forme di Cera, che Agnus Dei volgarmente si appellano. Nell’ordine Romano, il quale per sentimento degli Eruditi è più antico dell’ottavo secolo, si accenna tal Rito, e nel Ceremoniale della Chiesa di Roma si prescrive la materia, e la forma della mentovata consagrazione, la quale è piena di sagre, e misteriose significazioni.

Formansi gli Agnus Dei di Cera bianca, pura, e vergine per dinotare l’Umana natura assunta da Gesù Cristo per opera sola, e virtù Divina nell’utero purissimo di Maria Vergine senza veruna infezione di colpa. S’imprime in detta Cera la figura di un’Agnello, simbolo di quell’innocentissimo Agnello, che per l’umana riparazione si sagrificò su la Croce. Si fa uso dell’acqua, elemento segnalato da Dio nell’antica, e nella nuova alleanza con molti prodigj e misterj. S’infonde in essa il balsamo, nel qual simboleggiasi il buon’odore di santità che sparger deve il Cristiano nella sua conversazione, e costumi.



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2013[modifica]

6 gennaio[modifica]

Luigi Arnaldo Vassallo.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Dodici monologhi 100 percents.svg  di Luigi Arnaldo Vassallo (1909)

LA PAURA DEL CORAGGIO.

(Entra sulla scena a precipizio, con tutti i segni del panico. Fa cenno agli spettatori di conservare un silenzio assoluto. Guarda, cauto, dalla parte dove è sbucato e con la mimica sembra accennare che due brutti ceffi gli avevano teso un agguato, ma che ora si allontanano.... sono scomparsi.... respira!... No, ritornano!... Altro spavento. Ah no! è un falso allarme. Altro respiro di sollievo.)

— Ora, ora, un momento e poi vi conto tutto. (guarda ancora di dentro) Si sono squagliati.... Dio, che cosa! sembravo un velocipede: il guaio si è che mi sento (si tasta i ginocchi) sgonfiare i pneumatici. Che cosa facevo? Scappavo a rotta di collo. Per paura? Oh come vi sbagliate! Scappavo per troppo coraggio. Tremo tutto? Sfido! tremo per troppo coraggio. (guarda c. s.) Oh Dio, ritornano!... No: è uno spazzino. Ma guardate che fatalità! Alla distanza di un anno preciso, lo stesso giorno, la stessa ora, nello stesso punto, identico, trovo due faccie da galera; sto per dire gli stessi grugni. Che cosa avreste fatto al mio posto? Affrontarli? affrontarli, dopo quello che mi è successo un anno fa?... Ma siete matti o non sapete nulla. Ah! non sapete?... E allora vi dico tutto, perchè impariate, cari miei, che a questo mondo non si scappa mai abbastanza.



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13 gennaio[modifica]

Francesco De Sanctis ritratto.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Storia della letteratura italiana 100 percents.svg  di Francesco De Sanctis (1870)

Il più antico documento della nostra letteratura è comunemente creduta la Cantilena o Canzone di Ciullo (diminutivo di Vincenzo) di Alcamo, e una Canzone di Folcacchiero da Siena.

Quale delle due canzoni sia anteriore, è cosa puerile disputare, essendo esse non principio, ma parte di tutta un’epoca letteraria, cominciata assai prima, e giunta al suo splendore sotto Federico II da cui prese il nome.

Federico II, Imperatore d’Alemagna e Re di Sicilia, chiamato da Dante cherico grande, cioè uomo dottissimo, fu, come leggesi nel Novellino, nobilissimo signore, nella cui corte a Palermo venìa la gente che avea bontade, sonatori, trovatori e belli favellatori. E perciò i rimatori di quel tempo, ancorchè parecchi sieno d’altra parte d’Italia, furono detti siciliani.

Che cosa è la cantilena di Ciullo?

È una tenzone, o dialogo tra Amante e Madonna, Amante che chiede, e Madonna che nega e nega, e in ultimo concede, tema frequentissimo nelle Canzoni popolari di tutti i tempi e luoghi, e che trovo anche oggi a Firenze nella Canzone tra il Frustino e la Crestaia.



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20 gennaio[modifica]

Giovanni Pascoli.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Poesie varie 100 percents.svg  di Giovanni Pascoli (1913)

LA NOTTE DI NATALE

Sopra la terra le squille suonano
 il mattutino. Passa una nuvola
 candida e sola.
 L’Italia! L’Italia che vola!

che passa in alto con tutte l’anime
nostre com’una sola grande anima!
          Dice: — Là, io
          trascorra la notte di Dio!

Là non le squille suonano a gloria;
non le zampogne querule cantano
          la pastorale
          che suscita un battere d’ale,

non lumi a festa per tutto brillano
come se a cena tutti il lor angiolo
          ci abbiano, biondo,
          dei tanti discesi sul mondo,

non arde il ceppo che s’apre e crepita
quando col bimbo viene la Vergine,
          ch’entra e soave,
          ciò che le fu detto, dice: Ave!

Là balenare d’armi, là subite
luci, là rotte grida, là murmuri
          come da tombe,
          là squilli improvvisi di trombe.



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27 gennaio[modifica]

Contributo alla storia della letteratura romanesca.djvu

Crystal Clear app kdict.png  Contributo alla storia della letteratura romanesca 100 percents.svg  di Tito Morino (1899)

La più antica letteratura romanesca ha avuto la fortuna di richiamare su di se l’attenzione e di eccitare le ricerche del prof. E. Monaci, e i saggi che già egli ne ha dati non fanno che suscitare un impaziente desiderio dell’intera illustrazione.

Il primo monumento, che si offre alla indagine di chi studia le manifestazioni del volgare romanesco oltre il s. XIII, è quella interessante raccolta di frammenti, cui il Muratori, pubblicandola, dette impropriamente il nome di «Fragmenta historiæ romanæ.» L’importanza di questi frammenti non è sfuggita ad alcuno, sia perchè rappresentano la sola cronaca romanesca del s. XIV, sia perchè in mezzo a molte ingenuità e a molti errori ci sono pure lunghi brani pieni di sentimento vivace, dove lo stile assurge ad altezze veramente artistiche, sia perchè in quei frammenti è narrata per intero la vita di Cola di Rienzo, intorno al quale scarseggiano documenti sincroni.



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3 febbraio[modifica]

Vita di monsignor Giacomo Goria vescovo di Vercelli (Cusano).djvu

Crystal Clear app kdict.png  Vita di monsignor Giacomo Goria vescovo di Vercelli 100 percents.svg  di Marco Aurelio Cusano (1676)

DELLA Vita, et Attioni di Monsignor Giacomo Goria Vescovo di Vercelli degnamente n’havrebbe scritto un Padre Panigarola di somma Eloquenza, ò pur il Padre Fedele da San Germano nel Vercellese, Religioso Cappuccino, e Predicatore di maravigliosi effetti, e di non ordinaria facondia, ed assieme certissimo Testimonio di molti Operati del medesimo Monsignor Goria. In mancanza dunque di sì pregiati Scrittori, e per accennare in parte le memorie di sì degno Prelato, convien dirsi, come il nascer suo si fosse nel Luogo di Villafranca Diocesi d’Asti, nel Piemonte, l’anno mille cinquecento settant’uno, d’honestissimo Linaggio, e Religiosi Parenti. Questi, mentre che potè scioglier la lingua, e formar i primi accenti, si dilettava assieme di conoscer i primi Elementi delle Lettere; indi sollevato all’intendimento della latinità, e poscia divenuto rafinato Rettorico, volendo dimostrare l’animo suo inclinato a più perfetto stato, si prese l’Habito d’Ecclesiastico, che le fù conceduto da Monsignor Vescovo d’Asti, il Padre Frà Francesco Panigarola, Religioso de’ Minori Osservanti:

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10 febbraio[modifica]

Edmondo de Amicis.jpg

Crystal Clear app kdict.png  La maestrina degli operai 100 percents.svg  di Edmondo De Amicis (1895)

Una delle più belle scuole suburbane di Torino, che son tutte nuove e di bell’aspetto, è quella del piccolo sobborgo di Sant’Antonio, posto un miglio fuor di porta e abitato in gran parte da contadini e da operai di due grandi fabbriche di ferramenti e di acido solforico, che lo riempion di rumore e lo copron di fumo. Il sobborgo è formato da una sola strada dritta, fiancheggiata di piccole case e d’orticelli dalla quale si spicca un largo viale, che corre nella campagna aperta: in fondo a questo v’è la chiesa, solitaria, e dall’un dei lati, sul confine d’un campo, la scuola. L’edifizio, piccolo e grazioso, ha cinque stanzoni al pian terreno, per le cinque classi elementari, e due camerette per il cantoniere e sua moglie che servon da bidelli, e al pian di sopra i quartierini per le quattro maestre e un maestro, che hanno ciascuno due camerette e una cucina.

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17 febbraio[modifica]

Emilio Salgari ritratto.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Una sfida al Polo 100 percents.svg  di Emilio Salgari (1909)

Hurràh for miss Ellen!...

Hurràh for Montcalm!...

Hurràh for Torpon!...

Queste grida uscivano da diecimila petti se non di più, con un fragore assordante, quasi spaventevole.

Se le acque del lago Ontario avessero rotto gli argini e si fossero rovesciate, con impeto irrefrenabile, attraverso la piccola e graziosa città canadese di Kingston, non avrebbero prodotto maggior fracasso.

Pareva che una subitanea follia si fosse impadronita di quelle diecimila persone composte di americani, di canadesi e d’inglesi, accorsi dal di qua e dal di là del S. Lorenzo, e che si stipavano entro un vastissimo recinto, improvvisato alla meglio con rozzi panconi, ma ben fornito di banchi dove facevano bella mostra infiniti reggimenti di polverose bottiglie.

— È la bionda miss!...

— Sì, sì, è lei, che giunge sul suo automobile di ottanta cavalli!...

— No, sono i due aspiranti alla sua mano.

— Cento dollari che è miss Perkins!... Chi accetta?

— Mille che sono Montcalm e Torpon!...

— Cinquecento che sono dei noiosi policemen che verranno a proibire anche qui la partita di boxe!...



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24 febbraio[modifica]

RitrattoGMaironiDaPonte.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Osservazioni sopra alcune particolari petrificazioni nel Monte Misma 100 percents.svg  di Giovanni Maironi da Ponte (1812)

Mentre i più ingegnosi ed arditi indagatori della Natura disputano sul modo, sui mezzi, sui materiali e sulle epoche, in cui è stato conformato il globo, che abitiamo, io, che misuro le mie forze, e ne sento la debolezza, lontano dal decidere se le valli e i monti e l’acqua e l’atmosfera opera sieno di Plutone, di Vulcano o di Nettuno, mi limito ad esaminare i luoghi a me più vicini, per offerire ai geologi qualche osservazione più o meno nuova, più o meno importante, ma sempre veridica ed esatta, che eglino sapranno attaccare a qualche anello della loro sistematica catena, al quale meglio convenga. Io mi reputo fortunato, se posso sollevare un piccol angolo del velo, onde Natura si copre; ma ben mi guardo dal volerne dal poco, che ne veggo, disegnare l’intera figura. Con questo principio, siccome altre volte ho ragionato di alcune di quelle sostanze, per le quali i monti e le valli del nostro Dipartimento si distinguono e si apprezzano, così ora, il mio costume seguendo, parlerò di alcuni corpi particolari, che nel nostro Misma si trovano degni per mio avviso d’essere illustrati.

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3 marzo[modifica]

Delle strade ferrate e della loro futura influenza in Europa.djvu

Crystal Clear app kdict.png  Delle strade ferrate e della loro futura influenza in Europa 100 percents.svg  di Antonio Piola (1838)

Allorchè l’Europa, uscendo dalle tenebre del medio evo, vedeva crescere e consolidarsi il sistema delle riunioni municipali, e quivi introdursi il proficuo metodo della divisione del lavoro, l’industria guidata da più esperte mani, fomentata dal lusso, e concitata dall’incostanza delle mode, moltiplicava e perfezionava le sue produzioni. L’agricoltura allettata dal maggior consumo delle derrate, estese anch’essa i suoi lavori su più ampj terreni; sorsero allora dal benefico suolo più copiose e più variate produzioni, che porsero all’industria mezzi ragguardevoli e preziosi; l’agricoltura e l’industria con vicendevoli soccorsi furono così l’una all’altra di scala a più alta fortuna.

Ond’è, che le produzioni aumentando in ragione degli utili che i produttori ricevevano per causa di maggior consumazione, venne il bisogno di smerciare nelle altre contrade ciò che soprabbondava ed eccedeva la consumazione interna, e la sagacità del commercio assunse siffatta impresa, la estese in ragione della facilità dei trasporti, ed ebbe un utile ad essa corrispondente.



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10 marzo[modifica]

Crystal Clear app kdict.png  Bergamo e sue valli, Brescia e sue valli, Lago d'Iseo, Valcamonica 100 percents.svg  di Anonimo (1910)

Bergamo (380 m.; 55,000 ab.) giace a guisa di anfiteatro, sopra tre poggi, allo sbocco delle due valli: Seriana e Brembana, così chiamate dai fiumi Serio e Brembo che da dette valli discendono. È città eminentemente commerciale ed industriale, essendo il mercato al quale si provvedono tutte le circostanti vallate.

È rinomata la fiera di S. Alessandro che vi si tiene, dalla metà d’agosto alla metà di Settembre, in una località chiamata Fiera.


Bergamo e sue valli, Brescia e sue valli, Lago d'Iseo, Valcamonica p008.jpg


BERGAMO — PANORAMA.




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17 marzo[modifica]

Lorenzo Mascheroni.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Invito a Lesbia Cidonia ed altre poesie 100 percents.svg  di Lorenzo Mascheroni (1887)

Perchè, con voce di soavi carmi,
Ti chiama a l’alta Roma inclito Cigno,
Spargerai tu d’obblio dolce promessa,
Onde allegrossi la minor Pavia?
Pur lambe sponda memore d’impero,
Benchè del fasto de’ trionfi ignuda,
Di Longobardo onor pago il Tesino:
E le sue verdi, o Lesbia, amene rive
Non piacquer poi quant’altro al tuo Petrarca?
Qui l’accogliea gentil l’altro Visconte
Nel torrito Palagio; e qui perenne
Sta la memoria d’un suo caro pegno.
Te qui Pallade chiama, e te le Muse;
E l’Eco che ripete il tuo bell’inno
Per la rapita a noi, data alla Dora,
Come più volle Amor, bionda donzella.



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24 marzo[modifica]

Garibaldi e Medici.djvu

Crystal Clear app kdict.png  Garibaldi e Medici 100 percents.svg  di Antonio Picozzi (1888)

Sul declinare di giugno del 1848 il popolo Lombardo, disingannato dagli effimeri trionfi delle armi regie intorno al quadrilatero: venuto a cognizione del continuo ingrossare dell’Austriaco all’agognata riscossa; accortosi, un po’ tardi, della penuria d’uomini atti a guidare lo sbattuto naviglio della testè conquistata indipendenza: misurò con giustificata trepidanza il pericolo d’un generale rovescio e quindi del ritorno dell’abborrito oppressore.

E ne aveva ben d’onde. Poichè l’esercito regio, travagliato dalle moltiformi peripezie di parecchi mesi d’assedio intorno alle inespugnabili fortezze, frustrato nelle prime sorridenti speranze di facile vittoria, demoralizzato dalla sempre più rivelantesi incapacità de’ Condottieri, sentiva menomata, sfiduciata l’anima al segno che, da baldo aggressore qual s’era in sulle prime spiccato dal Regno Subalpino, dopo varie scaramuccie e battaglie non sempre felici, assunse a poco a poco le sembianze e l’attitudine di aggresso che si para a difesa.

E fu somma sventura per Italia nostra il non aver saputo trar profitto dell’abnegazione, del buon volere, dell’eroismo: virtù delle quali diede in quella sciagurata campagna luminose prove il soldato Piemontese.



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31 marzo[modifica]

Leone Duodecimo e Pio Ottavo (Baraldi).djvu

Crystal Clear app kdict.png  Leone Duodecimo e Pio Ottavo 100 percents.svg  di Giuseppe Baraldi (1829)

Leone XII! Pio VIII! — . Leone che per un lustro governò la Chiesa cattolica, Pio che dopo trentasei giorni di conclave viene da Dio nella sua misericordia prescelto a nuovo e sommo Gerarca: oh nomi! oh memorie! oh argomento insieme di lutto e di conforto, di timore e di speranza! oh soggetto profondo di adorare gli alti imperscrutabili disegni d’una celeste e ognor presente e mirabile Providenza!

......... Primo avulso non deficit alter
Aureus et simili frondescit virga metallo.

Per diciannove secoli si avverò sempre questo non favoloso, ma sacro e vaticinato e lieto portento. Al ramo d’oro, che portò scritto un nome caro all’Italia e alle Lettere, a Roma e alla Religione, il bel nome di Leone, successe e spuntò sollecito a coronar la mistica pianta un altro aureo ramo, che di nuova luce sfolgorante altro nome mostrava ugualmente caro del primo, ma reso più glorioso e tenero da indelebili e recenti memorie, e da quella venerazione che ispira la persecuzione e un prolungato martirio, l’augusto e caro nome di Pio.



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7 aprile[modifica]

Davide Riccardi 01.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Il laicismo 100 percents.svg  di Davide Riccardi (1893)

L’influenza del prete nella società è grandissima, non solo per ciò che opera nell’esercizio del sacro ministero, ma anche fuori di esso.

Egli influisce dapprima, e non poco, con la semplice sua presenza. La comparsa d’un sacerdote in una casa, in una conversazione, in luogo dove siano più individui insieme, produce sui presenti un cotale effetto che tutti risentono e che ben trapela nel loro contegno ed in certo riserbo, quale subito s’impone anche ai meno corretti dei cattolici. Certe proposizioni, certi giudizi, certi motti equivoci che si azzarderebbero forse fra soli laici, non si pronunciano più al cospetto del prete. Perchè questo, io domando? — Perchè il prete rappresenta qualche cosa che gli altri non rappresentano: rappresenta l’idea religiosa, il principio religioso, la fede religiosa. Non fa punto bisogno che egli si esprima e parli. La sua presenza parla per lui e vale per una professione, che nessun uomo educato vorrebbe offendere.

E questo che avviene nei privati ritrovi, nei caffè, negli alberghi, nei convogli e simili luoghi, si verifica parimenti nelle pubbliche adunanze, negli uffizi amministrativi, nelle assemblee e via discorrendo.



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14 aprile[modifica]

Memorie storiche della città e marchesato di Ceva.djvu

Crystal Clear app kdict.png  Memorie storiche della città e marchesato di Ceva 100 percents.svg  di Giovanni Olivero (1858)

Parlando delle antichità di Ceva sarebbe pregio dell’opera il tener discorso pur anche degli antichi popoli che abitarono queste contrade, quali furono i Liguri, i Stazielii, i Vagienni, i Galli Cispadani, i Romani, ecc., ma siccome di questi scrissero diffusamente tanti eruditi scrittori di cose patrie, tra i quali tiene un luogo distinto il Jacopo Durandi per le sue elaborate ricerche sugli antichi popoli d’Italia, e sul Piemonte Cispadano antico, dato alle stampe in Torino negli anni 1769 e 1774 io per non ripetere le stesse cose mi restringerò a parlar di Ceva.

Molto si disputò e molto si scrisse sull’origine di questa Città, ma non si riuscì fin ora a nulla di certo, e di positivo. Bisogna confessare che non si trova in Ceva un monumento anteriore al Medio Evo, ed è gratuita asserzione che fosse una volta Colonia Romana: tutti sanno quanto fossero i Romani solleciti nell’ergere monumenti, o incider lapidi che ricordassero ai posteri la loro potenza e i loro nomi [...]



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21 aprile[modifica]

Cavallotti.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Italia e Grecia 100 percents.svg  di Felice Cavallotti (1898)

Con la precedente lettera ricevetti, infatti, la seguente, dell’ottobre 1887, che l’on. Cavallotti allora diresse al Ministro di Grecia in Roma, signor Papagiropoulo, in risposta all’annunzio ufficiale che gli dava di aver ricevuto da Atene per lui il diploma e le insegne di Commendatore dell’Ordine del Salvatore.


On. signor Ministro
e caro amico,

Quando, nei dì che la Grecia, con l’impeto dei sacri entusiasmi, accingevasi al compimento dei propri destini, io venni a chiederle, se per un poeta italiano e per una schiera di compagni suoi ci era un poco di posto sotto le greche bandiere, e la di lei mano strinse con fraterna effusione la mia; e quando nella Camera italiana, innanzi agli egoismi europei, evocavo per la causa di Grecia l’apostrofe del grande livornese: «O perchè dal turbante dell’infedele non isbarraste tanto di tela che bastasse a coprire le sue membra cristiane?» — in quei giorni, signor ministro, parlava in me semplicemente una gratitudine antica.



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28 aprile[modifica]

Cavallotti.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Commemorazione di Paolo Ferrari 100 percents.svg  di Felice Cavallotti (1892)

Illustre Sindaco!

La memoria grande e cara che quì ci raduna mi toglie di rispondere alle di Lei parole, troppo gentili per me ed immeritate, con altre, che potrebbero parere di convenzione, e non rispecchierebbero se non ciò che io sento di me. Ma quando ieri sotto le volte del Famedio di Milano, Ella con voce commossa dichiarava di ricevere per la sua cara Città natale il sacro deposito che Milano le restituì, io, ascoltandola, lessi nel di lei cuore: e sento ch’Ella ora legge nel mio, mentre ringrazio il primo magistrato di Modena di avermi chiamato, nel nome della sua Città, a scioglierò verso la memoria di Paolo Ferrari un debito che per me non è solo d’Italiano, non è solo di artista e di poeta, ma è anche un debito di discepolo ed è un debito del cuore.

Perchè, Signor Sindaco, saran quasi vent’anni che un giovane poeta, il quale per la prima volta affacciavasi dalle battaglie della politica alle battaglie della scena, ricercava di consigli un maestro [...]



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5 maggio[modifica]

Giacomo Leopardi.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Canti 100 percents.svg  di Giacomo Leopardi (XIX secolo) a cura di Alessandro Donati

I

ALL’ITALIA

     O patria mia, vedo le mura e gli archi
e le colonne e i simulacri e l’erme
torri degli avi nostri,
ma la gloria non vedo,
non vedo il lauro e il ferro ond’eran carchi
i nostri padri antichi. Or fatta inerme,
nuda la fronte e nudo il petto mostri.
Oimè! quante ferite,
che lividor, che sangue! oh, qual ti veggio,
formosissima donna! Io chiedo al cielo
e al mondo: — Dite, dite;
chi la ridusse a tale? — E questo è peggio,
che di catene ha carche ambe le braccia;
sí che sparte le chiome e senza velo
siede in terra negletta e sconsolata,
nascondendo la faccia
tra le ginocchia, e piange.



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12 maggio[modifica]

Matania Edoardo - Ritratto giovanile di Carlo Cattaneo - xilografia - 1887.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Ricerche sul progetto di una strada di ferro da Milano a Venezia 100 percents.svg  di Carlo Cattaneo (1836)

1.

L’impresa di una strada ferrata vuolsi considerare sotto due aspetti distinti. L’uno riguarda l’utilità da conseguirsi; l’altro riguarda la material costruzione dei lavori.

Ma siccome tutta l’impresa mira unicamente a conseguire un lucro, e non a compiere un’opera di difesa o d’ornamento: così la costruzione divien pedissequa e subalterna alla utilità. Laonde il primo quesito da sciogliersi non deve esser questo: Qual è la linea che ammette la più breve, più facile, men dispendiosa e più durevole di tutte le costruzioni? Poichè la miglior costruzione potrebbe tuttavia riescire la meno adatta al guadagno. Ma il primo quesito dev’esser questo: Qual è la linea che promette maggiore ampiezza di privato lucro e publica utilità? Sciolto questo quesito, si vuol poi accomodarlo e contemperarlo coll’altro; ma l’uno è il padrone e l’altro è il servitore.

2.

Lo spazio da percorrersi è un vasto piano che insensibilmente si declina al mare. Da Milano a Venezia si discende braccia 215, ossia circa 70 metri. Da Milano a Verona il declivio generale è di poco più d’un mezzo metro o vogliam dire d’un braccio per miglio; e da Verona a Venezia è circa il doppio.



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19 maggio + 16 giugno[modifica]

Crystal Clear app kdict.png  Da Quarto al Faro 100 percents.svg  di Giuseppe Cesare Abba (1882)

Da Quarto al Faro p011.jpg

Parma 3 maggio 1860. Notte.

LE ciance saranno finite. Se ne intesero tante che parevano persino accuse. — Tutta Sicilia è in armi; il Piemonte non può muoversi; ma Garibaldi? — Trentamila insorti accerchiano Palermo: non aspettano che un capo, Lui! Ed egli se ne sta chiuso in Caprera? — No è in Genova. — E allora perchè non parte? — Ma Nizza ceduta? dicevano alcuni. E altri più generosi: — Che Nizza? Partirà col cuore afflitto, ma Garibaldi non lascierà la Sicilia senza aiuto.

I più generosi hanno indovinato. Garibaldi partirà, ed io sarò nel numero dei fortunati che lo seguiranno.

Poco fa, parlavo di quest’impresa coll’avvocato P.... Egli che l’anno scorso, nella caserma dei cavalleggieri d’Aosta, pregava con noi che nascesse la rivoluzione nel Pontificio o nel Napoletano, dacchè Villafranca aveva troncata la guerra di Lombardia; non potrà venire con noi e si affligge. Ha la madre ammalata.



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26 maggio + 9 giugno[modifica]

Componimenti scritti per chiarire taluni punti oscuri della fisica arcana.djvu

Crystal Clear app kdict.png  Componimenti scritti per chiarire taluni punti oscuri della fisica arcana 100 percents.svg  di Salvatore Fenicia (1856)

POCHE PAROLE

DI PREFAZIONE

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Scrissi questi Sonetti, e l’inviai al mio dotto amico Arago in Francia accompagnati dalla lettera che siegue; ma sventuratamente quel luminare cessò di vivere mentre l’invio era per strada, e non poterono perciò esser fatti di ragion pubblica. Ora che talune mie persuadenti teorie cominciano ad essere bene accolte dappertutto, sembrami necessario non più tenerli nel segreto; ed è perciò che li publico: come publico ancora quanto scrissi al chiarissimo francese.

All’Onor.mo filosofo Arago in Parigi

A Voi, chiarissimo Amico, che avete ben spinto lo sguardo ne’ secreti latiboli della magna Natura, a Voi indirigo questi componimenti che, sebbene poetici, a me sembran più veritieri delle gravi composizioni prosaiche. Esaminate Voi con la vostra profonda sagacia le teorie in essi contenute; ed alle considerazioni dei sommi, come Voi dagli occhi d’Argo veggenti, di grazia Vi benigniate di metterle: [...]



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2 giugno[modifica]

Stecchetti.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Postuma 100 percents.svg  di Lorenzo Stecchetti (1877)

AL LETTORE

A
ME che pongo il mio nome sotto queste poche righe d’introduzione, come ad uno de’ più intimi amici dell’autore ed a lui congiunto per sangue, a me che più di tutti fui a parte delle sue gioie e de’ suoi dolori è toccato il triste incarico di tesserne la biografia. Non abuserò certo della pazienza di chi legge, tanto più che le vicende del mio povero amico non offrono nulla di così straordinario da tentare il narratore od il lettore. La sua storia è tutta in quattro parole: morì a trent’anni.

Lorenzo Stecchetti mio cugino (le nostre madri furono sorelle) nacque il 4 ottobre 1845 in Fiumana, piccolo comune del Forlivese, che giace in una di quelle fertili valli cui sovrastano i primi contrafforti dell’Appennino e precisamente nel villino chiamato Casella. Di famiglia non ricca ma agiata, nel 1847 gli mancò il padre, nel 1850 la madre, e mio padre assunse la tutela dell’orfano.



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23 giugno[modifica]

I precursori di Lombroso.djvu

Crystal Clear app kdict.png  I precursori di Lombroso 100 percents.svg  di Giuseppe Antonini (1900)

Cesare Lombroso, colla pubblicazione dell’Uomo delinquente in rapporto alla antropologia, giurisprudenza e discipline carcerarie, nel 1876, determinava una nuova orientazione del diritto penale, ed iniziava un’êra gloriosa per la scienza italiana, facendosi centro di un vasto movimento scientifico nel campo di tutte le discipline biologiche e giuridiche.

Il lavoro compiuto in quest’ultimo quarto di secolo, dietro l’impulso dell’opera assidua, tenace, feconda del grande Maestro, fu enorme; i principî che egli sosteneva con ardore d’apostolo e con la sicurezza del documento sperimentale dello scienziato, si imposero, ed attrassero elettissimi ingegni che gli si misero a lato, collaboratori più che discepoli, portando le applicazioni dell’antropologia criminale nel diritto e nella procedura penale. E così si venne affermando l’esistenza di quella Nuova Scuola, che coi nomi di Lombroso, Ferri o Garofalo ha portato oltre le alpi le energie del pensiero italiano, agitando per ogni terra civile la bandiera della giustizia e della scienza; ammonendo i governi di portare efficace e pronto rimedio alla codificazione penale attuale, basata soltanto su forme di astrazioni giuridiche, impropria e pericolosa per eccessivo e metafisico individualismo, nella severità e nell’indulgenza.



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30 giugno[modifica]

La cavalleria italiana e le sue riforme.djvu

Crystal Clear app kdict.png  La cavalleria italiana e le sue riforme 100 percents.svg  di Achille Boccanera (1868)

I cambiamenti arrecati al sistema di guerra dalle nuove armi di precisione e dagli altri trovati della scienza hanno addotto la necessità d’adattarvi la tattica delle varie armi e gli ordinamenti loro.

Molto si è scritto in questi ultimi tempi, ma le conclusioni numerose, varie e per lo più contraddittorie, non furono quasi mai giuste per la cavalleria, su cui una critica tutt’altro che benevola si sforza per così dire di mettere all’indice, particolarmente presso di noi, ove trovò sempre in alto il maggiore ostacolo al suo incremento.

Contro essa si citano a sproposito le nostre guerre del 1859 e 1866, e poichè in vero non l’ebbe quella parte luminosa che in altri tempi, condotta da generali illustri, le valsero altrove il glorioso appellativo d’arma della vittoria, si accusò d’insufficienza nelle guerre attuali.

Niuno contesta che plotoni e squadroni, adoperati come a guerra minuta, v’ebbero parte gloriosa di combattimento; ma il grosso della cavalleria — l’instrumento produttore dei grandi effetti morali — non gravitò mai del suo pondo nelle nostre battaglie per mancanza di mano maestra atta a maneggiarla,



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7 luglio + 29 settembre[modifica]

Giovanni Pascoli.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Odi e inni 100 percents.svg  di Giovanni Pascoli (1906)

LA PICCOZZA

Da me!.. Non quando m’avviai trepido,
c’era una madre che nel mio zaino
     ponesse due pani
          per il solitario domani.

Per me non c’era bacio nè lagrima,
nè caro capo chino su l’omero
     a lungo, nè voce
          pregante, nè segno di croce.

Non c’eri! E niuno vide che lacero
fuggivo gli occhi prossimi, subito,
     o madre, accorato
          che niuno m’avesse guardato.

Da me, da solo, solo e famelico,
per l’erta mossi rompendo ai triboli
     i piedi e la mano,
          piangendo, sì, forse, ma piano:

piangendo quando copriva il turbine
con il suo pianto grande il mio piccolo,
      e quando il mio lutto
            spariva nell’ombra del Tutto.



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14 luglio + 22 settembre[modifica]

Epigrammi di Dafnide Eretenia.djvu

Crystal Clear app kdict.png  Epigrammi di Dafnide Eretenia 100 percents.svg  di Vittoria Madurelli Berti (1824)

EPIGRAMMI




I.

Lidia dice ogni sera
     Veder nella sua stanza la versiera:
     Che stolta creatura!
     Egli è lo specchio che le fa paura.


II.

A bella.

Perchè sei ricca e bella,
     Tu sei superba, o Bella;
     Ma donna ricca, bella ed orgogliosa,
     O Bella, è brutta cosa.


III.

alla stessa.

Perchè sei bella, un epigramma bello
     Mi chiedi; ma s’è bello, tu non sai
     Che più di tua bellezza ei vale assai?



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21 luglio + 4 agosto[modifica]

Emilio Salgari ritratto.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Le Aquile della steppa 100 percents.svg  di Emilio Salgari (1907)

CAPITOLO I.

Un supplizio spaventevole.

— All’armi Sarti!... Eccolo!... —

Un urlìo assordante fece eco a quel grido; poi un’onda di uomini si rovesciò attraverso le strette viuzze del villaggio fiancheggiate da casette d’argilla grigia, di meschino aspetto come già lo sono tutte quelle che abitano i turcomanni non nomadi della grande steppa turanica.

— Fermatelo con una palla nel cranio!

— Lesti, giovanotti!

— Addosso a quel cane!

— Fuoco! —

Una voce imperiosa, che non ammetteva replica, dominò tutto quel baccano:

— Guai a chi fa fuoco! Cento tomani a chi me lo porta vivo! —

Chi aveva dato quell’ordine era un bel vecchio, uno dei più belli che si potessero trovare nelle steppe turchestane, che doveva aver già varcata la sessantina, di forme piuttosto tozze e robuste con spalle ampie e braccia muscolose e la pelle fortemente abbronzata e resa ruvida dagli ardori intensi del sole e dai venti frizzanti della grande steppa, gli occhi neri e ancora pieni di fuoco, il naso un po’ adunco, come il becco dei pappagalli, ed una lunga barba bianca che gli scendeva fino a metà del petto.



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28 luglio + 18 agosto[modifica]

ClementinoVannetti.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Memorie sulla dimora del sig. Cagliostro in Roveredo 100 percents.svg  di Clementino Vannetti (1788), traduzione dal latino di Anonimo (1789)

I.

NEll’ottavo anno dell’Impero di Giuseppe Cesare, entrato in Roveredo Cagliostro, ivi fermossi. E chi scrive, di là passando il vide da una finestra, ed era con lui sua moglie, circa le ore sette pomeridiane. E tutto il popolo lo riguardava con ammirazione. E alcuni dicevano esser egli l’Anticristo, altri un Mago, e così a vicenda disputavano. Egli poi gli derideva, dicendo, ignoro io stesso chi mi sia, so bene che curo gli infermi, che giovo agli ignoranti col consiglio, e somministro danaro ai poveri. Molte cose sono scritte di me con vanità e bugia, perchè il vero è a tutti celato. È necessario poi ch’io muoja, e allora si farà chiaro dalla mia penna ciò che io feci. Ed essendosi fatta notte, da lui molti radunavansi, e di molte cose l’interrogavano. E similmente la mattina riceveva tutti coloro, che cercavan parere sui loro incomodi. Molto poi essi temevano. Vennero da lui di notte alcuni amatori di cose nuove e recondite, cui manifestò le sue azioni: Battista fratello di Nicola, e Luigi, ed altri.



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11 agosto + 15 settembre[modifica]

Bernardino Baldi.jpeg

Crystal Clear app kdict.png  Cronica de Matematici 100 percents.svg  di Bernardino Baldi (1707)

EUFORBO di Frigia fù il primo de nominati fra Greci, che instituì le contemplationi Matematiche, e come scrive Laertio, trovò le specolationi delle linee, e de triangoli scaleni.

TALETE accrebbe le cose di Euforbo; indi passato nell’Egitto imparò da Sacerdoti le dette discipline; onde tornato in Grecia seminò fra suoi le cose Geometriche, & Astronomiche.

AMERISTO fratello di Stesicoro Poeta, di natione Siciliano, successe à Talete, e fù il primo, che ponesse insieme gl’Elementi Geometrici.

ANASSIMANDRO discepolo di Talete, gran Geometra, & Astrologo, fù il primo fra Greci, che cominciasse ad osservare le grandezze, e distanze del Sole, e della Luna, le declinationi del Zodiaco, gl’Horologgi solari, e le Carte Geografiche.

PITAGORA diede forma alla Geometria; separolla da la materia, e fecela più nobile; fù inventore de corpi regolari, e d’alcune propositioni famose. I Musici ancora riconoscono da lui i fondamenti di quella disciplina. Fù il primo assertore dell’harmonia de Cieli.



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25 agosto + 8 settembre[modifica]

Crystal Clear app kdict.png  Colpo d'occhio a Roma 100 percents.svg  di Adone Palmieri (1862)

Colpo d'occhio a Roma p007.jpg

Piazza del Popolo


Roma, sua popolazione

Se il Viaggiatore entra Roma dal Popolo, a 2 miglia innanzi passa il superbo ponte Emilio a 7 archi, ove nel sottoposto Tevere affogò Massenzio combattendo contro Costantino l’anno 311 dell’era Cristiana.



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1 settembre + 27 ottobre[modifica]

Armoiries Sardaigne 1831.png

Crystal Clear app kdict.png  Regolamento degli uffizi di notaio e d'insinuatore 100 percents.svg di Regno di Sardegna (1770)

Nelle Regie Costituzioni S. M. ha prescritto quelle Leggi generali, colle quali, fissate le basi della validità degli atti, e contratti, non meno che de’ principali doveri di coloro, che vorranno esercitare l’importante uffizio di Notaio, fossero sempre più assicurati gl’interessi de’ suoi Sudditi, e si serbasse incontaminata la pubblica fede: ha pure esteso a quelle Provincie, dove non erasi per anco introdotto, lo stabilimento della Insinuazione, affinché tutti gli Stati potessero ugualmente partecipare de’ riguardevoli vantaggi, che derivano dalla esatta cura, e custodia in pubblici Archivj degli Atti, e Contratti, dalla facilità di farne le ricerche, e di averne con leggiere spesa le copie d’incontrastabile autenticità rivestite. Si è però riserbata di comprendere in particolare Regolamento le Leggi tutte, sotto cui dovranno esercitarsi in avvenire gli uffizj di Notaio, e d’Insinuatore; quindi, avendo fatto raccogliere i provvedimenti dati per l’addietro dalla medesima M. S., e da suoi Predecessori, con avervi fatto le variazioni, ed aggiunte, che al lume della sperienza le sono parute più proprie pel conseguimento del fine propostosi, [...]

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6 ottobre + 20 ottobre[modifica]

Archimede reintegrato.djvu

Crystal Clear app kdict.png  Archimede reintegrato - Idrolibra 100 percents.svg  di Agatino Daidone (1720)

NEll’anno 1716. si scoprivano in Sicilia molte Monete d’oro falsificate, e cercandone gli Orefici la mistione col loro modo usato, diedero motivo di attaccarsi una questione in una assemblea di uomini dotti, e virtuosi: alcuni tra questi si lamentavano de’ Siciliani di oggidì, come inferiori nell’ingegno a’ Siciliani de’ tempi antichi, e facevansi ragione, arringando moltissime di quelle ingegnose invenzioni, ritrovate da’ famosi antichi Siciliani, tra’ quali celebravano più quelle di Archimede Siracusano, di cui si dice, che col mezzo dell’acqua avesse scoperta la mistione dell’argento, che l’Orefice aveva frapposto nella corona lavorata per il Re Jerone. Questo artificio, ripigliarono allora alcuni tra quei della dotta assemblea, da nessuno è stato a’ tempi nostri pratticato: altri aggiunsero, che questa invenzione di Archimede non corrispondeva all’esperienza, nello scoprimento della mistione dell’oro coll’argento, e pretendevano essi cavar diverse conseguenze sì dalla dottrina del Galileo, come dalla dimostrazione fatta dal Dot. D. Gio:Battista Odierna nel suo Archimede Redivivo.

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13 ottobre[modifica]

Baldassarre Boncompagni.png

Crystal Clear app kdict.png  Andrea Conti Matematico ed Astronomo 100 percents.svg  di Baldassarre Boncompagni (1840)

Nel discorrer la vita e le opere de’ valentuomini, due fini sommamente utili possono raggiugnersi: l’uno di onorarne la memoria, l’altro d’animar que’ che rimangono a seguitarne la virtù ed il sapere. Argomento opportuno a ciò ne porge quell’illustre Andrea Conti testè rapito alle scienze. Ed in vero all’eminente suo merito ben si conviene un tributo d’ammirazione e di lode: e la sposizione di una vita passata tutta ne’ buoni studi, e in far fiorire le matematiche, e massimamente l’astronomia, potrà esser forse all’animo de’ giovani di alcuno stimolo per coltivare gloriosamente sì nobili e sì utili discipline. Abbiamo quindi cagione a sperare che queste notizie di lui e de’ suoi scritti non torneranno discare a’ nostri lettori.

Andrea Conti nacque nel 1777 in Riofreddo, piccola terra della diocesi di Tivoli. Inviato a Roma fino da’ primi suoi anni, fu affidato alle cure di un prete suo zio, il quale veggendo oltremodo vago di dottrina l’animo del giovanetto, non mancò d’avviarlo alle scuole del collegio romano, affinchè ivi desse opera ai consueti studi di grammatica e di belle lettere.



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3 novembre[modifica]

Francesco Hayez 040.jpg

Crystal Clear app kdict.png  I promessi sposi 100 percents.svg  di Alessandro Manzoni (1840)

INTRODUZIONE.

L’Historia si può veramente deffinire una guerra illustre contro il Tempo, perchè togliendoli di mano gl’anni suoi prigionieri, anzi già fatti cadaueri, li richiama in vita, li passa in rassegna, e li schiera di nuovo in battaglia. Ma gl’illustri Campioni che in tal Arringo fanno messe di Palme e d’Allori, rapiscono solo che le sole spoglie più sfarzose e brillanti, imbalsamando co’ loro inchiostri le Imprese de Prencipi e Potentati, e qualificati Personaggj, e trapontando coll’ago finissimo dell’ingegno i fili d’oro e di seta, che formano un perpetuo ricamo di Attioni gloriose.



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10 novembre[modifica]

Francesco Hayez 040.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Storia della colonna infame 100 percents.svg  di Alessandro Manzoni (1840)

INTRODUZIONE.

Ai giudici che, in Milano, nel 1630, condannarono a supplizi atrocissimi alcuni accusati d’aver propagata la peste con certi ritrovati sciocchi non men che orribili, parve d’aver fatto una cosa talmente degna di memoria, che, nella sentenza medesima, dopo aver decretata, in aggiunta de’ supplizi, la demolizion della casa d’uno di quegli sventurati, decretaron di più, che in quello spazio s’innalzasse una colonna, la quale dovesse chiamarsi infame, con un’iscrizione che tramandasse ai posteri la notizia dell’attentato e della pena. E in ciò non s’ingannarono: quel giudizio fu veramente memorabile.

In una parte dello scritto antecedente, l’autore aveva manifestata l’intenzione di pubblicarne la storia; ed è questa che presenta al pubblico, non senza vergogna, sapendo che da altri è stata supposta opera di vasta materia, se non altro, e di mole corrispondente.



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17 novembre[modifica]

Gli amori pastorali di Dafni e Cloe.djvu

Crystal Clear app kdict.png  Gli amori pastorali di Dafni e Cloe 100 percents.svg  di Longo Sofista (III secolo), traduzione dal greco di Annibale Caro, Sebastiano Ciampi (XVI secolo)

Nell’isola di Lesbo cacciando, e per lo bosco delle ninfe attraversando, mi si scoperse nel mezzo di esso uno a lor sacro, solitario e venerando tempietto: e già dalla caccia affannato, per alquanto riposarmi, e per le Dee visitare entrandovi, mi s’offerse nella prima giunta una vista bellissima sopra quante ne vedessi giammai. Vidi attaccata alla parete d’incontro una Tavola dipinta; la sua dipintura rappresentava una istoria d’Amore. Era il bosco ancor esso bellissimo, ombroso, erboso, fiorito e d’acque d’ogn’intorno rigato, e tutti insieme l’erbe, gli alberi, ed i fiori erano per molti rivi da una fontana sola nutriti. Ma sopra modo piacevolissima si mostrava l’istoria della pittura, copiosa, artificiosa ed amorosa tanto, che molti forestieri, per fama, da ogni banda vi concorrevano, mossi e dalla devozione delle Ninfe, e dalla vaghezza della pittura. Il componimento dell’istoria erano donne che partorivano, altre che i lor parti adornavano, e certe che in deserto li gittavano.

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24 novembre[modifica]

Crystal Clear app kdict.png  Il Castello di Malpaga 100 percents.svg  di Carlo Fumagalli (1893)

Il castello di Malpaga p005.jpg

La viva impressione che l’artista e lo studioso ritrae in Venezia, dinanzi alla imponente statua equestre del Colleoni, modellata dal Verocchio, torna a ridestarsi nel visitare il Castello di Malpaga, che fu la residenza favorita di quella grandiosa figura, venuta in fama nel XV secolo quale Capitano Generale delle Venete armate.

Il parlare di lui e tesserne gli episodi della vita, dopo le dotte pagine dello storico Pietro Spino, del Bonomi, del Corio e del Muoni, e recentemente dell’inglese Browing, non può essere lo scopo del presente volumetto, che — mi affretto a dichiararlo fin d’ora — si presenta semplicemente come una memoria illustrata del Castello di Malpaga, ancora poco noto fra noi.



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1 dicembre[modifica]

Bartolomeo Borghesi - Imagines philologorum.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Memoria sullo scavo della via Appia 100 percents.svg  di Agostino Jacobini, Bartolomeo Borghesi (1851)

Quei, che istruito nelle antiche memorie delle classiche latine lettere uscito di Roma inoltrandosi per l’Appia via voglia immaginarsi quale essa fosse ne’ prischi tempi della repubblica e dell’impero, grandi cose ad ogni istante vede che gli si parano agli occhi dell’immaginazione. Dove si presentano orti ameni con magnifici ninfei portici e palaggi, dove ampie ville con ogni genere di delizie e private e pubbliche, dove templi eretti alle antiche bugiarde deità, e ad ogni passo lungo te via inalzati sepolcri in tutte ragioni di specie di tempi di nomi. Meravigliandosi che tale incantevole scena sia del tutto sparita, che de’più grandiosi sepolcrali monumenti ne restino miseri avanzi ove s’abbarbica l’edera e annidansi i corbi e che su la famosa regina delle vie sepolta vi pascoli l’armento, cercando in sua mente la causa di sì variata fortuna, vede che nel moribondo e spento Romano impero pel corso di dieci secoli con varie incursioni Goti, Longobardi e Saraceni spogliarono e devastarono la misera Roma e suoi contorni, depredando quanto v’avea di prezioso agli occhi loro, e devastando quanto avea saputo creare l’arte Greco-Romana alimentata da ricchezze e da lusso incredibile, vede a tanta decadenza avervi posto mano l’odio delle sempre malaugurate fazioni cittadine, spopolando il paese e distruggendo e cambiando i più cospicui e robusti monumenti in fortezze, alle quali cose vi vede unita la distruzione del tempo vorace e del male inteso particolare interesse.

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8 dicembre[modifica]

Silvio Pellico.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Le mie prigioni 100 percents.svg  di Silvio Pellico (1832)

Ho io scritto queste Memorie per vanità di parlar di me? Bramo che ciò non sia, e per quanto uno possa di sè giudice costituirsi, parmi d’avere avuto alcune mire migliori: — quella di contribuire a confortare qualche infelice coll’esponimento de’ mali che patii e delle consolazioni ch’esperimentai essere conseguibili nelle somme sventure; — quella d’attestare che in mezzo a’ miei lunghi tormenti non trovai pur l’umanità così iniqua, così indegna d’indulgenza, così scarsa d’egregie anime, come suol venire rappresentata; — quella d’invitare i cuori nobili ad amare assai, a non odiare alcun mortale, ad odiar solo irreconciliabilmente le basse finzioni, la pusillanimità, la perfidia, ogni morale degradamento; — quella di ridire una verità già notissima, ma spesso dimenticata: la Religione e la Filosofia comandare l’una e l’altra energico volere e giudizio pacato, e senza queste unite condizioni non esservi nè giustizia, nè dignità, nè principii securi.

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15 dicembre[modifica]

Ercole Luigi Morselli.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Favole per i Re d'oggi 100 percents.svg  di Ercole Luigi Morselli (1909)

«Un giorno la Verità, nuda così, com’è solita andare pe’ ’l mondo, si presentò al trono di un re. Appena si seppe chi era e quel che voleva dire, subito le piovvero addosso mille villanie, e il re, più inviperito di tutti, ordinò alle guardie che cacciassero incontanente quella spudorata dal suo palazzo.

Allora la Verità andò in cerca della Fantasia.

Come l’ebbe trovata, da lei si fece prestare una bella veste tessuta d’oro e stellata di gemme: e così vestita ritornò alla Corte di quel re, e mescolando sorrisi a parole, disse quello che voleva dire, e il re l’ascoltò, questa volta, serenamente. Anzi in poco tempo sgombrò la Corte d’una buona quantità di scrocconi e volle cercar da sè le piaghe del suo regno, e fu benedetto dal popolo e il nome suo andò glorioso per la Terra».

Così il favolista russo Ismailow, in una graziosa favoletta, spiega l’origine e le ragioni della Favola. Nè meglio si potrebbe.



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22 dicembre[modifica]

Crystal Clear app kdict.png  Della scoperta del nuovo pianeta Cerere Ferdinandea 100 percents.svg  di Giuseppe Piazzi (1802)

Della scoperta del nuovo pianeta Cerere Ferdinandea p5.jpg

§. I.


Le scoperte eccitando generalmente la curiosità, l’emulazione, lo zelo, danno un nuovo vigoroso impulso allo spirito, per cui sono esse ben tosto ponderate, discusse, sviluppate, e stabilite. Tanto avvenne nella casuale felicissima combinazione di due lenti all’estremità di un tubo; nelle maravigliose conseguenze, che ne furono i primi risultati; e tanto si è veduto nel 1781, allora quando giunse Guglielmo Herschel a mostrare agli Astronomi un nuovo Astro in cielo.



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29 dicembre[modifica]

Crystal Clear app kdict.png  Novelle rusticane 100 percents.svg  di Giovanni Verga (1883)

Novelle Rusticane - 17.jpg


IL REVERENDO

Di reverendo non aveva più nè la barba lunga, nè lo scapolare di zoccolante, ora che si faceva radere ogni domenica, e andava a spasso colla sua bella sottana di panno fine, e il tabarro colle rivolte di seta sul braccio. Allorchè guardava i suoi campi, e le sue vigne, e i suoi armenti, e i suoi bifolchi, colle mani in tasca e la pipetta in bocca, se si fosse rammentato del tempo in cui lavava le scodelle ai cappuccini, e che gli avevano messo il saio per carità, si sarebbe fatta la croce colla mano sinistra.



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2014[modifica]

5 gennaio[modifica]

Ida Baccini.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Lezioni e racconti per i bambini 100 percents.svg  di Ida Baccini (1882)

Una donnina.

L’Eduvige era una bambina proprio sgomenta. Volere un gran bene alla mamma e vedersela là, in un fondo di letto, con una tossaccia ostinata che non le dava pace nè giorno nè notte, era una gran passione. Almeno avesse potuto prestarsi in qualche cosa e aiutare il babbo, pazienza! Ma di che cosa può esser ella capace una bambinuccia di otto o nov’anni?

C’erano tanti bisogni in quella casa! Il babbo andava all’uffizio la mattina alle dieci e tornava alle cinque. È vero che prima d’andar via, metteva la carne al fuoco, dava una ripulitina alla casa e custodiva la malata: ma la sera avrebbe avuto bisogno di trovar tutto all’ordine. E invece doveva rifarsi da una parte: riattizzare il fuoco, far bollire il brodo, buttar la minestra e disimpegnare insomma tutte quelle minute faccenduole, alle quali non si suol dare una grande importanza, ma che nonostante portano via il loro tempo! L’Eduvige s’ingegnava, poverina.



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12 gennaio[modifica]

Pietro Verri crop.png

Crystal Clear app kdict.png  Notizie sulla vita del conte Pietro Verri 100 percents.svg  di Pietro Custodi (1843)

Nacque il conte Pietro Verri in Milano ai 12 dicembre dell’anno 1728. Il di lui padre Gabriele dovette in gran parte ai personali suoi meriti l’essere stato successivamente promosso a diverse eminenti cariche; e fu per ultimo Reggente del Senato. Egli si è pure distinto nelle lettere; e si hanno di lui un quadro storico delle leggi municipali, dei commenti al principal codice di esse, varie dotte consultazioni politico-legali, e una voluminosa compilazione della storia della Lombardia, che rimase manoscritta.

Chi bramasse di conoscere tutti i più minuti tratti della fanciullezza e della prima gioventù del nostro autore, potrà riscontrarli nell’Elogio che ne ha pubblicato l’abate Isidoro Bianchi, già per altre opere benemerito de’ buoni studj. Egli ha seguito un’altra via da quella che io tengo, essendosi proposto di esporre esattamente tutte le notizie delle quali ha trovato traccia; invece fu mio scopo di limitarmi a riferir di Verri quel solo che può servire a far distinguere il suo carattere, o che gli ha meritato di tramandare la sua memoria alla posterità.



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19 gennaio[modifica]

Crystal Clear app kdict.png  Piccolo mondo antico 100 percents.svg  di Antonio Fogazzaro (1895)

Piccolo Mondo Antico 01.jpg
PARTE PRIMA


CAPITOLO I.

Risotto e tartufi.

Soffiava sul lago una breva fredda, infuriata di voler cacciar le nubi grigie, pesanti sui cocuzzoli scuri delle montagne. Infatti, quando i Pasotti, scendendo da Albogasio Superiore, arrivarono a Casarico, non pioveva ancora. Le onde stramazzavano tuonando sulla riva, sconquassavan le barche incatenate, mostravano qua e là, sino all’opposta sponda austera del Doi, un lingueggiar di spume bianche. Ma giù a ponente, in fondo al lago, si vedeva un chiaro, un principio di calma, una stanchezza della breva; e dietro al cupo monte di Caprino usciva il primo fumo di pioggia.



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26 gennaio[modifica]

Alcuni discorsi sulla botanica.djvu

Crystal Clear app kdict.png  Alcuni discorsi sulla botanica 100 percents.svg  di Santo Garovaglio (1865)

La Botanica


Belle, utili, amene sono le scienze Naturali, e bella e utilissima fra molte la Botanica. Ampio quanto l’orbe terrestre è il suo campo: dall’oriente all’occidente, dall’equatore ai poli, non vi ha recesso sì ascoso sulla faccia della terra, né caverna sì impenetrabile negli abissi delle acque, che non alberghi qualche vegetale ricchezza. «Varie d’aspetto secondo il suolo che le produce, l’aere che le alimenta, il sole che le riscalda, le piante colla vaghezza delle forme, colla pompa dei colori, colla soavità dei profumi abbelliscono, animano e ricreano tutta quanta la terra.» Acconciandosi esse a tutti i climi, e a tutte le posture dei luoghi, le vediamo, sotto forma di licheni polverosi o fogliacei, rivestire di variopinto mantello la nudità delle aride rocce; vellutare di morbido musco le grotte ombrose; ravvivare la morta superficie delle acque stagnanti, e delle fangose maremme.



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2 febbraio[modifica]

Vincenzo bellini.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Vincenzo Bellini 100 percents.svg  di Calcedonio Reina (1902)

Se ai tempi felici della Grecia due semplici e meravigliosi pastori con la tibia e col verso trassero improvvise soavi armonie, ispirandosi a questa natura sempre maestosa e pittoresca, dopo lungo volgere di secoli e di sventare ai nostri giorni, successe a Dafni e a Tirsi chi rinnovò con le note musicali gli antichi incanti. Teocrito, intitolando del nome di Tirsi il primo dei suoi più leggiadri idilli, rapito di entusiasmo, esclamava:

    «Incipite buculicon, o dalces Musae, incipite carmen;
Tyrsis hic ille ai Aetna, et Tyrsidis haec vox est....
Dulcior, o pastor; tuus cantus, quam que resonaus
Illa a petra distillat superqe aqua.»

Questi esametri potrebbero racchiudere l’indole melodiosa, l’elegia e l’idillio che tutta comprese l’anima del Bellini; ed opportuni luoghi furono questi ove si svolsero i primi germi di quell’arte, che nata con Dafni e con Tirsi, trovò in lui il Maestro più ispirato e più sapiente.



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9 febbraio[modifica]

Thomas Gray.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Elegia sopra un cimitero di campagna 100 percents.svg  di Thomas Gray (1750), traduzione dall'inglese di Melchiorre Cesarotti (1772)

P
Arte languido il giorno: odine il segno

Che ’l cavo bronzo copritor del foco
Al consueto rintoccar diffonde:
Va passo passo il mugolante armento
Per la piaggia avviandosi: dal solco
Move all’albergo l’arator traendo
L’affaticato fianco, e lascia il mondo
Alle tenebre e a me.
                          Già scappa al guardo
Gradatamente e più e più s’infosca
La faccia della terra, e l’aer tutto
Silenzio in cupa maestade ingombra.
Se non che alquanto lo interrompe un basso
Ronzar d’insetti e quel che il chiuso gregge
Tintinnio soporoso al sonno alletta.



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16 febbraio[modifica]

Rime (Gianni).djvu

Crystal Clear app kdict.png  Rime 100 percents.svg  di Lapo Gianni (XIII secolo-XIV secolo)

I.

     Amore, i’ prego la tua nobiltade
ch’entri nel cor d’esta donna spietosa
e lei facci’ amorosa
sì che la spogli d’ogni crudeltate.
     Odi la nimistà mortal che regna
tra lo suo cor e ’l meo novellamente,
Amor, ch’esser solevan ’una cosa!
Con sì fieri sembianti mi disdegna
che par che ’l mondo e me aggi’ a niente,
e se mi vede fugge e sta nascosa:
onde non spero ch’i’ mai aggia posa
mentre che ’n lei sarà tanta ferezza,
vestita d’un’asprezza
che par che sia nemica di pietate.



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23 febbraio[modifica]

Monsignor Celestino Cavedoni.djvu

Crystal Clear app kdict.png  Monsignor Celestino Cavedoni 100 percents.svg  di Placido Brandoli (1870)

Ben degna cosa si è, che fra noi si mantenga in osservanza il nobilissimo costume tramandatoci dai maggiori, d’encomiare qualche insigne nostro concittadino, nel giorno sacro al solenne rinnovamento dei corsi scientifici. Non è necessario vagare fra le tenebre d’età remote, per incontrarvi le sembianze di un personaggio memorabile, a cui la posterità riconoscente debba ravvivare la luce di quell’aureola che gli cinsero intorno al capo i secoli passati. In breve volger di tempo, la città nostra rimase orbata di uno splendido drappello di dotti che ne formavano la gloria: in pochi anni, ha veduto rapirsi celebri scienziati, letterati valorosi, giureconsulti prestantissimi. Fra tanti nomi che offrirebbero argomento di ben meritato encomio, io trascelsi, non senza grandissima trepidazione, quello di Mons. Celestino Cavedoni, precarissimo ornamento ad un tempo della città nostra e di questo Ateneo.

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2 marzo[modifica]

Angelo De Gubernatis.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Alessandro Manzoni - studio biografico 100 percents.svg  di Angelo De Gubernatis (1879)

Il Discorso che segue, col quale tentai di studiare la vita del primo tra i nostri moderni scrittori, fu letto in tre giorni consecutivi dello scorso maggio in una sala della Taylorian Institution di Oxford, innanzi ad eletto uditorio che mi è venuto intorno, fino all’ultimo, crescendo per numero e benevolenza.

Dovendo ogni lettura restringersi al breve giro di un’ora, dovetti pure, per non abusare della pazienza de’ miei cortesi uditori, sopprimere parecchie parti del Discorso che io avea preparato per la importante e splendida occasione, e che un’ora non avrebbe bastato a svolgere. Desidero ora dunque ricolmare nella stampa le inevitabili lacune di que’ discorsi, lieto d’offrire, per intiero, ai dotti e gentili Curatori dell’Istituto Oxoniano e a’ miei proprii concittadini il frutto di que’ pochi studii da me fatti sopra lo scrittore italiano, che ho più ammirato nell’età nostra e dal nome del quale tolse pure il proprio il carissimo fanciullo, nel quale io ho riposto le mie migliori speranze.



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9 marzo[modifica]

Ritratto di Pietro Thouar.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Saggio di racconti 100 percents.svg  di Pietro Thouar (1840)

ILARIO

La natura ci ha dato il padre e la madre e le dolcezze del loro amore. Il quale amore incomincia dal momento che la madre ci dà il suo latte per mantenerci una vita ricevuta da lei; questo amore accresce e regge le forze e le fatiche del padre per educarci e per istruirci; questo amore ci protegge contro i pericoli dai quali è sempre minacciata la nostra infanzia.

Beati quei figliuoli che sanno meritare l’amore e l’assistenza dei genitori!

Ma ohimè! non tutti i bambini godono sempre di questi beni! I genitori di un fanciullo potrebbero diventare tanto poveri, od essere tanto malati da non aver più mezzo di mantenerlo, o da doverlo abbandonare all’altrui carità perchè non perisca!



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16 marzo[modifica]

Cesare Cantù.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Novelle lombarde 100 percents.svg  di Cesare Cantù (1878)

LA MADONNA D’IMBEVERA

L’esame dei luoghi e alcuni storici riscontri convincono che, sedici o diciotto secoli fa, quel tratto della Brianza che chiamasi il Pian d’Erba e le bassure circostanti erano occupate da un lago, chiamato l’Eupili, il quale, alimentato dagli scoli delle montagne, per la Valmadrera doveva comunicare con quello di Lecco e coll’Adda; e versavasi pel Lambro, di cui basta osservare il letto per accertarsi come un tempo corresse più ricco di acque. A foggia d’isole o penisole qui e qua sporgevansi in asciutto alcuni dossi, sui quali erano fabbricati villaggi e casali, i cui abitatori campavano pescando nei luoghi, dove i loro discendenti oggi fendono colla marra le gratissime glebe.

Quando e come questo lago sparisse, mal si potrebbe dire; nè qual violenta crisi abbia sollevato il suolo così, da interromperne la comunicazione con quello di Lecco, e sprofondatolo in alcune parti per modo che, ivi raccogliendosi le acque dapprima diffuse, venissero a formarsi i laghetti di Pusiano, di Annone, di Alserio, lasciando in secco il restante.



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23 marzo[modifica]

Francesco Acri.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Del sistema in genere 100 percents.svg  di Francesco Acri (1867)

DEL
SISTEMA IN GENERE
DISCORSO
LETTO NELL’UNIVERSITÀ DI PALERMO
addì 15 gennaio 1867
Professori onorandi e carissimi giovani,

Avanti ch’io incominci l’insegnamento della filosofia specolativa che mi venne commesso, giudico essere bene dire alcune opinioni mie intorno al sistema pigliato in significazione generale. Esso è la rappresentazione che persona fa dell’universo a sè medesimo; ed è ciò che il filosofo vagheggia con inestimabile costanza, e cerca di raggiungere con tutte le più efficaci industrie dello affetto; ed è la essenza stessa della filosofia. Le vulgari persone non sanno rappresentarsi l’universo per alcun modo, ma soltanto vedono le parvenze di quello senza isvolgimento interiore: e quegli poi che cultivano l’altre scienze sono soddisfatti di guardare e di considerare non l’intero universo, bensì alcuna sua parte nella quale s’asconde come la immagine della concordia del tutto.



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30 marzo[modifica]

Antonio Fogazzaro2.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Leila 100 percents.svg  di Antonio Fogazzaro (1911)

CAPITOLO PRIMO.
Preludio mistico.
I.

«Signorina» disse Giovanni, il domestico, entrando frettoloso, ansante, nella sala da pranzo. Aveva cercato inutilmente la signorina Lelia nel giardino, nel salone, nella sua camera. Erano le nove di sera, il padrone e la signorina avevano finito di pranzare prima delle otto, il padrone si era chiuso quasi subito nel suo studio, la signorina era uscita in giardino, a Giovanni non poteva venire in mente che fosse ritornata nella sala da pranzo. Ella era lì, alla finestra.

Pareva guardare l’oscuro bosco di castagni, a levante della villa, oltre il borro dove un’acquicella querula scende dal piccolo lago nascosto, più su, dietro un giro di erbosi dorsi, cinto alla grande, severa montagna di Priaforà. Tendeva in fatto l’orecchio a un remoto fragore che cresceva e mancava collo spirare del vento: al fragore di un treno ancora lontano, in corsa verso quella conca della Val d’Astico che la villa signoreggia.



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6 aprile[modifica]

Boethius.jpeg

Crystal Clear app kdict.png  Della consolazione della filosofia 100 percents.svg  di Anicio Manlio Torquato Severino Boezio (VI secolo), traduzione dal latino di Benedetto Varchi (1551)

LIBRO PRIMO
Si duole e rammarica in questo libro Boezio colla Filosofia dell’acerbità delle sue sventure, inasprite ancora più dalla rammemorazione delle grandezze e felicità passate.
LE PRIME RIME.

Io che, già lieto e verde, alto cantai
     Nel mio stato fiorito, or tristo e bianco
     Pianger convegno i miei dolenti guai.
Ecco le Suore meste, e Febo stanco,
     Versi mi dettan lagrimosi; ond’io
     Bagno scrivendo il destro lato e ’l manco.
Queste pur nè speranza, nè desio,
     Nè tema spaventò, che meco tutte
     Il cammin fide non seguisser mio.



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13 aprile[modifica]

Giovanni-Verga.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Mastro-don Gesualdo 100 percents.svg  di Giovanni Verga (1889)

PARTE PRIMA.

I.

Suonava la messa dell’alba a San Giovanni; ma il paesetto dormiva ancora della grossa, perchè era piovuto da tre giorni, e nei seminati ci si affondava fino a mezza gamba. Tutt’a un tratto, nel silenzio, s’udì un rovinìo, la campanella squillante di Sant’Agata che chiamava aiuto, usci e finestre che sbattevano, la gente che scappava fuori in camicia, gridando:

— Terremoto! San Gregorio Magno!

Era ancora buio. Lontano, nell’ampia distesa nera dell’Àlia, ammiccava soltanto un lume di carbonai, e più a sinistra la stella del mattino, sopra un nuvolone basso che tagliava l’alba nel lungo altipiano del Paradiso. Per tutta la campagna diffondevasi un uggiolare lugubre di cani. E subito, dal quartiere basso, giunse il suono grave del campanone di San Giovanni che dava l’allarme anch’esso; poi la campana fessa di San Vito; l’altra della chiesa madre, più lontano; quella di Sant’Agata che parve addirittura cascar sul capo agli abitanti della piazzetta. Una dopo l’altra s’erano svegliate pure le campanelle dei monasteri, il Collegio, Santa Maria, San Sebastiano, Santa Teresa: uno scampanìo generale che correva sui tetti spaventato, nelle tenebre.



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20 aprile[modifica]

Gasparo Gozzi 2.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Novellette e racconti 100 percents.svg  di Gasparo Gozzi (1841)

I.
La Dote.

Nella contrada di San..... fecesi a’ passati dì un pajo di nozze sì sontuose e di sì nuova invenzione, che merita di aver luogo nel presente foglio. Abitava quivi M. R., sartorella di professione, la quale nell’esercizio dell’arte sua essendo molto perita, avea perciò acquistate molte avventore e pratiche, ch’erano vestite da lei con ogni qualità di abiti alla francese, alla prussiana, e in somma in qualunque modo avessero voluto. La celebrità sua le arrecava per le continue faccende un gran guadagno a casa, tanto che la vicinanza, come si fa, quando ragionava di lei, chiamavala fortunata, e dicea ch’ella aveva un monte di oro, e che l’era pazza a non cominciar ad investire per apparecchiarsi un ozioso stato al tempo della sua vecchiaja. Un gondoliere non fu sordo alle cose che venivano dette; e forse pensando fra sè che lo investire si riduce ad una piccola entrata, e ch’egli è meglio godere un tratto del capitale, che stentare a poco a poco col frutto, volle ajutare la povera sartorella col suo consiglio.



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27 aprile[modifica]

Rivista di Scienza - Vol. I.djvu

Crystal Clear app kdict.png  Rivista di Scienza - Vol. I 100 percents.svg  di Autori vari (1907)

LA SCUOLA CLASSICA INGLESE

DI ECONOMIA POLITICA.

Nessuno può giustamente comprendere ed apprezzare la Scuola classica inglese di Economia Politica, se non ha prima capito quale sia stato lo scopo e il fine dei suoi studi. Nella controversia, accesasi vent’anni or sono, intorno alla questione del metodo in economia, si trascurò frequentemente, anzi generalmente, il fatto che le scuole rivali ebbero anzitutto scopi alquanto diversi e volevano acquistare cognizioni di genere diverso: sicchè era inevitabile che impiegassero anche metodi differenti. Per non avere riconosciuto questo fatto iniziale, gran parte della discussione intorno al metodo proprio della scienza economica è stata fatta del tratto fuor di proposito. In ciò peccarono specialmente coloro che assalirono la scuola classica inglese, caratterizzando il metodo di questa come metafisico ed astratto, come a priori e dedutivo.

Il fatto è che i primi scrittori inglesi e scozzesi di economia politica, s’interessavano direttamente dei problemi dell’arte pratica di governo che allora occupavano l’attenzione di cotesti popoli praticissimi.



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4 maggio[modifica]

Biagio Camagna.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Il momento politico 100 percents.svg  di Biagio Camagna (1900)

Caro Meduri,

Avrei accettato senz’altro l’invito fattomi nella Luce da un gruppo di elettori, se l’invito stesso non fosse stato preceduto da dubbi e da diffidenze che debbo altamente respingere, e perfino da affermazioni che nessuna buona fede può avere dettato.

Si dice di volermi sostenere, mentre si dubita delle mie intenzioni; si fa le viste di volere palpitare con me, mentre si diffida dei voti da me apertamente e ripetutamente dati; si parla di diserzioni a mio danno, mentre queste sono sconosciute nel campo dei miei amici ed elettori, i quali, dal 1892 ad oggi, in quattro votazioni, crebbero sempre di affetto e di numero, con la coscienza e con l’entusiasmo che solamente il popolo può avere per i suoi figli.

Il mio programma fu sempre di fede illimitata nella libertà di stampa, di associazione, di riunione e di parola - soli beni dalla rivoluzione e dall’unità venuti all’Italia - sole franchigie per la nazione.



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11 maggio[modifica]

Ida Baccini.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Il diamante di Paolino 100 percents.svg  di Ida Baccini (1901)

Coloro, e non sono pochi, che hanno trascorso qualche tempo tra i pittoreschi monti di B... devono aver sentito parlare spesso della volùta, serpente alato, creatura magica, che traversa il cielo, simile ad una stella cadente, si tuffa nelle onde, e porta in fronte un diamante fulgentissimo, grosso come una noce. Molti credono che la volùta non sia altro che il simbolo della fortuna che essa raffigura con la rapidità del suo volo, lo splendore della sua gemma e le contorsioni capricciose del suo corpicino elegante.

Ciò che i vecchi nonni affermano si è che la volùta prima di tuffarsi nelle sorgenti solitarie e ne’ ruscelli misteriosi, lascia sulla sponda il magnifico diamante che è il suo cuore, la sua pupilla, la luce sua. Se nel momento in cui ella s’abbandona al piacere dell’immersione, qualcuno potesse destramente impadronirsi di quel diamante senza prezzo, celato nel cespuglio più folto, questo qualcuno non avrebbe più bisogno di lavorare: poichè nessuna miniera terrestre ha mai svelato allo sguardo avido dell’operaio e dello studioso un diamante più splendido.



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18 maggio[modifica]

Daniel Defoe Kneller Style.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Avventure di Robinson Crusoe 100 percents.svg  di Daniel Defoe (1719), traduzione dall'inglese di Gaetano Barbieri (1842)

Primi anni di gioventù.

Avventure di Robinson Crusoe p013b.jpgNacqui l’anno 1632 nella città di York d’una buona famiglia, benchè non del paese, perchè mio padre, nativo di Brema, da prima venne a mettere stanza ad Hull; poi venuto in buono stato col traffico e lasciato il commercio, fermò sua dimora in York; nella qual città sposò la donna che fu poi mia madre. Appartiene questa alla famiglia Robinson, ottimo casato del paese; onde io fui chiamato da poi Robinson Kreutznaer: ma per l’usanza che si ha nell’Inghilterra di svisar le parole, siamo or chiamati, anzi ci chiamiamo noi stessi e ci sottoscriviamo Crusoe, e i miei compagni mi chiamarono sempre così.



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25 maggio[modifica]

Biagio Camagna.jpg

Crystal Clear app kdict.png  Difesa del sig. Raffaele Colarusso 100 percents.svg  di Biagio Camagna (1888)

Il 14 luglio 1888, alla stazione della Ferrovia in Bagnara Calabra era moltissima gente in attesa della partenza del treno e si affollava allo sportello per la distribuzione de’ biglietti.

Tra quella gente era il signor Raffaele Colarusso fu Pasquale, egregio gentiluomo di Palmi, Consigliere Provinciale, conosciutissimo nella nostra città e nella intera provìncia, dove ha molti parenti ed amici che lo stimano e lo amano. Con lui erano sua moglie e tre suoi figliuoletti. Dovevano recarsi in Cannitello per la stagione de’ bagni.

Ad un tratto, dal fianco del signor Colarusso cade a terra il revolver e parte un colpo. Il revolver fu ripreso da terra e nessuno dei presenti s’era accorto che da quel colpo era stato ferito un certo Tegani Raffaele da Polistena, il quale a poco a poco si ripiegò su se stesso e in brevi minuti spirò. Gli astanti e lo stesso signor Colarusso non potevano credere a tanta sventura e, quando compresero la dolorosa realtà, non sapevano darne conto a se stessi.



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1 giugno[modifica]

Vangelo di Nicodemo.djvu

Crystal Clear app kdict.png  Vangelo di Nicodemo 100 percents.svg  di Anonimo (II secolo), traduzione dal greco di Anonimo (XV secolo)

Il Passio o Vangelo di Nicodemo (noto anche sotto il titolo di Acta Pilati) è una narrazione di fatti precedenti e susseguenti alla morte del nostro Redentore. Quantunque in molte parti si trovi conforme a quella lasciataci dagli Evangelisti, devesi ritenere per commentizia; e tra i libri apocrifi del Nuovo Testamento la pubblicò nel testo latino il dotto Fabricio. A lui rimando chi volesse conoscere i pareri e le critiche che ne furono scritte da’ tempi di san Giustino martire fino al secolo decimosettimo; bastandomi d’accennare, che se ne conosce il testo greco (traduzione dell’originale ebraico), che se ne hanno stampe molto antiche, e versioni in varie lingue.

Nel nostro volgare, stando al Lami (De eruditione Apostolorum, pag. 636), non si conosceva che una parafrasi di questo Passio, in un codice Riccardiano: e veramente nel manoscritto cartaceo, anticamente segnato P. iii, n. xiv, e odiernamente n. 1362, sta dalla carta 16 alla 26 El Vangielo di Nicchodemo, o più tosto un sunto di quel Vangelo, diviso in queste sette rubriche: [...]



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8 giugno[modifica]

Novella di Dioneo e Lisetta.djvu

Crystal Clear app kdict.png  Novella di Dioneo e Lisetta 100 percents.svg  di Anonimo (XVI secolo)

Perocchè gli accidenti del lusinghevole amore, gli avvenimenti della instabile fortuna sono varii molto, avviene che malagevolmente da’ suoi colpi si possono i mortali schermire, onde spesse fiate, come nelle istorie antiche si legge, avvenne che di coloro eziandio, li quali dagli abitanti di questo secolo erano per Dei riputati, altri nelle amorose panie invescati, altri dagli empiti della ingiuriosa fortuna percossi rimasero. Non doverà dunque maraviglia parere a chiunque la presente novella leggerà, che lo Giovane di carne e d’ossa essendo, e oltre a ciò, naturalmente alle ardentissime fiamme del concupiscibile amore soggetto, ne’ lacci suoi strabocchevolmente caduto sia, come chiaramente in essa appare: la quale cosa ho voluto, quanto più semplicemente per me s’è potuto, in carte stendere, non già perchè io ne speri nè utile nè gloria alcuna conseguire, nè altro che forse pietà appo coloro agli orecchi de’ quali questo mio amoroso e fortunevole caso perverrà.

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15 giugno[modifica]

Ricordi di Londra.djvu

Crystal Clear app kdict.png  Un'escursione nei quartieri poveri di Londra 100 percents.svg  di Louis Laurent Simonin (1862), traduzione dal francese di Anonimo (1882)

Era il mese di luglio 1862. Io mi trovava a Londra col mio amico M. D. B. pittore, ed un suo allievo. Ritornavamo dalle miniere di Cornovaglia e dai distretti industriali tanto curiosi del paese di Galles.

Londra era allora popolata da dieci volte più di forastieri che non ne contenga d’ordinario; era tutta intenta alla grande Esposizione, che per la seconda volta in undici anni riuniva nelle sue mura i popoli ed i prodotti dell’universo.

Io avevo già visitato a più riprese la gran navata e le traverse, le gallerie e gli annessi del palazzo di Kensington, ammirate le mostre dell’industria dell’uno e dell’altro emisfero, riunite colà in sì poco tempo come sotto il colpo d’una bacchetta magica. In sulle prime i miei amici mi avevano seguito; ma poi, stanchi più presto di me di questo spettacolo sempre uguale, non avevano tardato a domandare a Londra altre distrazioni; [...]



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22 giugno[modifica]

Ricordi di Londra.djvu

Crystal Clear app kdict.png  Ricordi di Londra 100 percents.svg  di Edmondo De Amicis (1882)

Pioveva, il mare era agitato, il bastimento ballava come una barchetta; a una mezz’ora appena da Dièppe, provai, per la prima volta in vita mia, i sintomi del mal di mare. C’erano a bordo molte signore, la maggior parte inglesi, che sgranocchiavano allegramente cacio e prosciutto, senza neppur mostrarsi d’accorgersi di quel tremendo ballottìo che sconvolgeva le viscere a me e ad altri, qualcuno dei quali s’era già lasciato sfuggire dalla bocca più che dei lamenti. Ebbene, è proprio vero che il mal di mare rende l’uomo superiore a tutte le vanità umane. Se una mezz’ora prima m’avessero detto: — Guarda qui c’è tanto denaro da stare a Londra un mese invece di quindici giorni, come ci starai tu; e poi da fare un giro in Scozia, e poi una scappata in Irlanda; questo denaro è tuo, se tu pigli davanti a queste signore un atteggiamento che ti renda ridicolo; — confesso la mia vanità, l’avrei rifiutato. Una mezz’ora dopo, invece, stavo con un infinito disprezzo di me medesimo, sopra due sacchi sucidi, un piede a oriente e uno a occidente, [...]

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29 giugno[modifica]

Vita di Omero.djvu

Crystal Clear app kdict.png  Vita di Omero 100 percents.svg  di Giovanni Bonfanti (1823)

Quanto è grande la fama di Omero, altrettanto è incerta la condizione di Lui. Molti scrissero la storia della sua vita, e niuno seppe darne un esatto racconto senza frammischiarvi delle favolose tradizioni. Gli Egiziani ed i Greci idearono cose prodigiose sulla nascita sua, e questi ultimi ne presentarono un’assai lunga genealogia. Diciannove Città, al detto di Suida, si contrastarono l’onore d’esser patria di Omero. Sembra però che Smirna e Chio abbiano più titoli onde reclamarlo per suo; ma resta ancora dubbioso a quale di queste due appartenga; perciocchè sì dall’una che dall’altra parte mostransi monumenti eretti alla sua gloria. Alcuni poi vollero che il nome di Lui fosse Meonide, ed altri Melesigene, e di soprannome Omero: chi ancor disse, esser egli un idolo immaginario ed un nome senza soggetto; ma certamente un uomo immaginario non avrebbe prodotto due poemi, se questi non sieno di più autori come la intesero alcuni, ai quali ragionevolmente ripugna un saggio letterato, dicendo: “sia che si riguardi al soggetto, o al piano, o alla condotta, o alle macchine; sia che si riguardi allo stile, al ritmo, all’armonia, si sente ben tosto che tutto è in Omero, tutto è di lui„: [...]

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6 luglio[modifica]

Gabriele Rosa busto.JPG

Crystal Clear app kdict.png  Scavo di miniere di piombo nella Valsassina 100 percents.svg  di Gabriele Rosa (1863)

Dopo l’invenzione del fuoco, che per la sua importanza primordiale si disse divina, venne seguace l’arte di cavare e trattare i metalli, strumento indispensabile ed efficacissimo di civiltà, segno sicuro d’intelligenza, di ricchezza, di forza. Onde i popoli più civili si distinsero dall’arte di produrre e lavorare i metalli, ed i Fenici che recarono all’Europa i primi semi di coltura, furono metallurgici per eccellenza, come ora sono gli Inglesi che rappresentano quelli ne’ tempi moderni. La squisita civiltà de’ Greci e de’ Romani ci è dimostrata dai lavori finissimi d’ogni maniera di metalli che sapeano condurre, e che restano ancora sparsi per l’antico mondo, documento di loro prevalenza materiale e morale.

In Italia, come è molto remota la civiltà, è vetusta la metallurgia; ed il venerando poeta ricorda come trenta secoli sono sulle coste della Calabria si cambiassero rame e ferro. Ma quando Roma convocò al banchetto della sua civiltà i vari popoli assisi sul Mediterraneo, volle allontanare dal seno della antica madre Italia lo spettacolo degli schiavi dannati allo scavo de’ metalli, [...]



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13 luglio[modifica]

Francesco Acri.jpg

Crystal Clear app kdict.png  In memoria di Alfonso della Valle di Casanova 100 percents.svg  di Francesco Acri (1872)

La notizia della morte del più dolce e caro amico ch’io aveva, di Alfonso casanova, non mi maravigliò. L’ultima volta ch’io fui a Napoli, è un anno, a vederlo dimagrato, e che, parlando, una tosse lenta interrompevagli la parola, subito un presentimento tristo m’occupò l’animo. Persico, Bonanno, Bernardi, la famiglia Fornari, io, chè tutti l’amavamo, e quanto! ragionando insieme dicevamo: tra breve questa preziosa vita ci si dileguerà dagli occhi. E già sono cinque giorni che Alfonso ci si è dileguato, e per volgere di anni non ci comparirà mai più.

Questo giovine, di nobile casato, ricco, bello, vivace di modi e d’aspetto, visse amando principalmente due cose, i bambini, per amore di Cristo, e Dante. Abbattendosi in bambini soleva per ordinario mettersi a ragionare con essi, e, accomodandosi alla capacità loro, fare interrogazioni molte a fine di destare gentili e nuovi pensieri nella loro mente; e di questa conversazione prendeva grande diletto più che se ragionato avesse con grandi uomini.



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20 luglio[modifica]

Monete medaglie e sigilli dei principi Doria.pdf

Crystal Clear app kdict.png  Monete medaglie e sigilli dei principi Doria 100 percents.svg  di Agostino Olivieri (1858)

LA FAMIGLIA DORIA

Sin dal principio del Comune genovese veggonsi ricordati nelle pubbliche e private contrattazioni individui, cui il cognome si attribuisce di Auriae. Essi sono tra i primi, che ottengono l’onore del Consolato, e la Repubblica non compie alcuna grande impresa senza che vi prendano parte principalissima. Chi fossero, donde venuti, la storia nol dice; nè ciò dee recar meraviglia, che l’origine delle più antiche ed illustri famiglie è tuttavia involta nelle tenebre, nè più valgon oggi le invenzioni dei Genealogisti per innalzare alle stelle i primordi di esse.

Nei secoli scorsi da molti, da taluno oggidì, si sostien tuttavia, che la casa dei Doria avesse a suo stipite un Ardoino Conte di Narbona, che, recatosi in Genova nel 960, come afferma il Giustiniani, togliesse in moglie un’Orietta dell’illustre famiglia dei Della Volta, e che i figli di costei, soprannominati filii Auriae, tramandassero ai discendenti tal nome.



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