Per Alinda Brunamonti

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Per Alinda Brunamonti
1903

maggio 1903.

Non senza dolore ho appreso la notizia della morte di Alinda Brunamonti. Perugia ha perduto il suo migliore ornamento, Italia la sua prima poetessa: prima, delle presenti e, oserei dire, delle passate, non esclusa Vittoria Colonna tortoreggìante alla petrarchesca: prima, per profondità di pensiero, per finezza d'arte, per italianità di lingua e di stile.

La sua mente, osservatrice malinconica dei fenomeni della vita universale, coglieva rapporti inaspettati fra gli oggetti del mondo visibile e invisibile, armonie nuove tra la ragione e il sentimento, tra la scienza e la fede, e li esprimeva con tal delicatezza di colori e di suoni, da lasciare nell' animo del lettore un senso misterioso come di una voce di altre sfere.

Ad Alinda Brunamonti daranno i posteri quella gloria che ella non cercò, né avrebbe voluto ottenere in tempi, in cui la gloria si scambia con la nomea, e per ottenerla son necessarie quelle arti che uomini generosi ripugnano più della perpetua oscurità.

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