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Dante Alighieri (Firenze, 1265 – Ravenna, 13 settembre 1321) è stato un poeta, scrittore e politico italiano. È considerato il primo e più grande poeta della lingua italiana e per questo definito "il sommo poeta", o "il vate" (ovvero "il profeta").
Per aver tenuto a battesimo l'utilizzo letterario della lingua volgare viene anche considerato "Il Padre" della lingua italiana. La sua opera principale, la Divina Commedia, è il maggior poema della letteratura italiana ed è considerata uno dei capolavori della letteratura mondiale.
Giosuè Carducci dedicò a Dante Alighieri uno dei suoi Juvenilia:
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...
Ei per entro l'oscura
caligine de' secoli ondeggiante
Rifuggí tra le antiche ombre famose,
Ch' ebbe sé in odio e le presenti cose,
Ed usci, nel crepuscolo, gigante.
Ed ombra apparve ei stesso; ombra crucciosa,
Che ad una ad una interroga le tombe
Nel deserto, e le abbraccia ad una ad una;
Fin che dinanzi a lui tra le ruine
Barbariche e la polve
Fumò il vigor de le virtú latine,
E tutto quel che una ruina involve
Ferì l'aura siliente
Di un grido alto e possente.
...
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—leggi il resto...
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...Cecco Angiolieri era ingombrante amico di Dante Alighieri a cui dedicò un paio di beffardi sonetti (il 101 e il 102)?
- Dante Alighier, i’ t’averò a stancare;
- ch’eo so lo pungiglion, e tu se’ 'l bue.
... Leon Battista Alberti nel giocare alla palla, nel lanciar dardi, nel danzare, nel correre, nella lotta e nel salire sopra erti monti, non avea chi lo pareggiasse. Saltava a piè giunti al disopra di un uomo ritto in piedi E non è tutto!
...Galileo Galilei ha scritto due lezioni che studiano scientificamente le dimensioni dell'Inferno di Dante?
- Se è stata cosa difficile e mirabile .... l'aver potuto gli uomini per lunghe osservazioni, con vigilie continue, per perigliose navigazioni, misurare e determinare gl'intervalli de i cieli, i moti veloci ed i tardi e le loro proporzioni, le grandezze delle stelle, non meno delle vicine che delle lontane ancora, i siti della terra e de i mari, cose che, o in tutto o nella maggior parte, sotto il senso ci caggiono; ...
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avvi poi d'Adria ancor canoro mostro,
purpureo cigno e nobile e gentile,
che la lingua ha di latte e'l manto d'ostro,
rossa la piuma e candido lo stile.
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—Allegoria del Bembo
di Giovan Battista Marino, Adone, IX,179
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Autori citati in opere pubblicate
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