Rime dell'avvocato Gio. Batt. Felice Zappi e di Faustina Maratti, sua consorte
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1723
Indice
- Dolce sollievo dell'umane cure

- Che? non credevi forse, anima schiva

- Io porto, ahimè, trafitto il manco lato

- Pensier, che vuoi, che in così torvo aspetto

- Qualora il tempo alla mia mente riede

- Non so per qual ria sorte, o qual mio danno

- Questo è il faggio, o Amarilli, e questo è il rio

- Da poi che il mio bel sol s'è fatto duce

- Allor, che oppressa dal gravoso incarco

- Ahi, che si turba, ahi che s'innalza e cresce

- Bacio l'arco, e lo strale, e bacio il nodo

- Dov'è, dolce mio caro, amato figlio

- Cadder preda di morte, e in pena ria

- Bosco caliginoso, orrido, e cieco

- Se è ver, c'a un cenno del crudel Caronte

- Invido sol che riconduci a noi

- Per non veder del vincitor la sorte

- Se mai degli anni in un col corso andranno

- Quando l'almo mio Sol fra gli altri appare

- Poichè il volo dell'Aquila latina

- Or qual mai darem lode al pregio vostro

- Io non so come a questa età condotte

- Io mi credea la debil navicella

- Prese per vendicar l'onta e l'esiglio

- Chi veder vuol come ferisca Amore

- Questa che in bianco ammanto, e in bianco velo

- Ahi ben me 'l disse in sua favella il core

- Muse, poichè il mio Sol gode e desìa

- Donna che tanto al mio bel Sol piacesti

- Ombrose valli, e solitari orrori

- Ovunque il passo volgo, o il guardo io giro

- Amato figlio, or che la dolce vista

- Poiché narrò la mal sofferta offesa

- Fra cento d'alto sangue illustri e conte

- Ah rio velen delle create cose

- Nuovo al bel Tempio suo crescendo onore

- Donna real che d'Imeneo la legge

- Scrivi, mi dice un valoroso sdegno
