Sigillum Aureum

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Sigillum Aureum
1086


Decreto fatto da me RUGGIERO, Gran Conte di Calabria e di Sicilia e Protettore dei Cristiani, e dato a te, santissimo Vescovo di Mileto, signor Arnolfo, nel mese di ottobre, indizione decima.

Essendo ormai distrutte e abbandonate dagli abitanti le chiese vescovili di Bivona e di Tauriana, per i peccati degli uomini io Ruggiero, per grazia di Dio Conte di Calabria e di Sicilia, col consenso della divina provvidenza, venutone a conoscenza, ho voluto unificare queste due cattedre nella sola chiesa di Mileto, e ho voluto che questa, unificata, non si denominasse nè di Bivona, nè di Tauriana, ma di Mileto, e, con l’aiuto di Dio, la dedicai al nome della Madre di Dio e di S. Nicola Vescovo,nostro patrono. Pertanto, per la conferma di quanto disposto, mi son recato a conferire di presenza col Santissimo Papa Gregorio Settimo, che occupa la sede del glorioso principe degli Apostoli Pietro. Egli sanzionò le nostre giuste petizioni, e ci diede un uomo molto ragguardevole di nome signor Arnolfo, e lo costituì Vescovo della chiesa di Mileto. Da parte mia, io mi son compaciuto di concedere in perpetuo godimento e possesso tutti indistintamente i beni e i villani delle terre che furono di pertinenza della chiesa di Bivona e di Tauriana, e ogni altro diritto che queste a suo tempo godevano e possedevano, al predetto santissimo Vescovo e alla santa chiesa di Mileto, e tutto quello che è necessario per la vita a coloro che la servono nel culto divino, affinchè essi rivolgano assidue preghiere a Dio per i cristiani, e per la salvezza dei nostri (parenti) e nostra. A tal fine, per la salvezza dell’anima mia, ho donato alla predetta santa chiesa di Dio e di San Nicola nostro patrono, di Mileto, e al suddetto santissimo Vescovo Arnolfo e ai suoi chierici in perpetuo, e ai futuri Vescovi e chierici della stessa chiesa e successori:

-il podere che è dentro la città di Mileto, sopra il ruscello detto Perrera, tra il nostro castello e l’episcopio, donde scorre nel fiume chiamato Scatoplito: da dove questo ruscello affluisce e si mescolano le acque sotto il ponte, da là poi scorre il fiume.

-Ti ho donato pure il podere chiamato Pioce, avanti alla città di Mileto, situato vicino alla terra che ho donato alla SS. Trinità di Mileto, presso la strada pubblica e il fiume, e il podere o terra che sta di fronte a Mileto, presso il ruscello detto Scupini e il predetto fiume.

—Parimenti un’altra coltura detta Pioco, in territorio di Calabrò, unitamente agli ulivi e ai pioppi, presso la strada pubblica. —Parimenti un’altra coltura chiamata Scordale, con la montagnola che si estende fino al fiume Scattoplitti, presso le terre Parasceve e il ruscello chiamato Janno, che fluisce da Scordale. —Parimenti un’altra coltura nel piano del villaggio di Comparni, presso lo stesso villaggio e la strada. Parimenti un’altra coltura al Mesimello, presso la coltura detta Parvicrimi, vicino allo stesso fiume.

—Inoltre ti ho donato, nella stessa città di Mileto, novantacinque villani unitamente ai loro eredi e i loro averi, e cioè: Colloca Cusatone coi fìgli; Niceforo suo nipote; Teodoro Condò coi figli; la vedova Maria; Giovanni Anafaga; Leone suo cognato; Nicola Milerano; Condò Maria coi figli, Nicola Strattopodi (Staropoli?); la vedova Coletta coi figli; Melagrino coi figli; Nicola Silipo coi figli; Nicola coi figli; i figli del sacerdote Alessio; il prete Nicola coi figli; la vedova Anna coi figli; Nicola Fistonico; Gregorio coi figli; Costantino fratello di Fistonico; Giovanni Careri; Giorgio Fistonico; Giovanni del sacerdote Leone coi figli; Niceforo di Amantea, coi figli; Arcontissa di Filippo coi figli; Stefano cognato di Niceforo; Giovanni cognato di Silipo; Andrea Cosentino; il sacerdote Costantino di Troina; i figli del sacerdote Giovanni Fagullini; Nicola figlio di Gregorio Pinincleto con Giovanni Gruballito; i figli del sacerdote Gregorio Drellipo; -i figli del sacerdote Fotino; il prete Mulcuse coi figli; la vedova del sacerdote chiamato Cheli; il sacerdote Andrea Filippachio; il sacerdote Pietro di Gionata; il prete Nicola di Mesiano; il sacerdote Pietro di Vena; il prete Nicola coi figli; il prete Elia coi figli; il prete Pancallo coi figli; il prete Pietro di San Cono; il prete Leopardo; il prete Giovanni; la vedova Presbitera coi figli; Giovanni del prete Eugenio; il prete Nicola di Gusi coi figli; i figli del sacerdote Euprazzi; Antonio nipote del Sacerdote Antonio; il sacerdote Pietro; Ortodelle; Filippo prete degli Angeli; il sacerdote che si chiama Scannaci coi figli; il prete Nicola Misiti; il sacerdote Nicola di Longobardi; i figli del sacerdote detto Clido; la vedova del sacerdote Leone Mesosila coi figli; il prete Giovanni suocero di Galati; il prete Giovanni de Minniti coi figli, il prete Filippo del prete Gregorio con suo fratello; il prete Assezio Zacati, il prete Basilio Sculcami; il prete Basilio Colloride; la vedova del prete Basilio del diavolo; il prete Pietro di Longobardi; il prete Borsillo coi figli; Giovanni Cafaro Attisano; Giovanni Lecone; il prete Costantino Crisianne; Giovanni di Potami; Nicola Cancari suo cognato; Panteleone coi figli; la vedova del prete Giovanni Bulgi coi figli; il prete Nicola Condò, il prete Filippo cognato di Rematisi; la vedova del prete Achille coi figli; il sacerdote Basilio Colocenti; Basilio Cuzzocheri di Pancallo; Pancallo coi figli; Basilio Carisano il romano; Giovanni Capogale; Nicola Calcomato; Giovanni Buchilo; Arcode Bandigena; il prete Nicola di Leopardo; Gregorio Melonico; Giovanni Concari; Giovanni di Amalfi; Leone Scolzeri; Nicola Fluzzuni; Nicola di Pietro col fratello; Nicola Salenico coi figli; Teodoro Salvari.

Inoltre diamo facoltà alla stessa Chiesa, e allo stesso reverendissimo Vescovo, di poter costruire molini e cisterne dove vorrà, nel territorio del vescovato , con libero uso delle acque senza alcuna molestia e tributo. Dono e concedo ancora alla stessa santissima chiesa di poter esigere in perpetuo da Noi e dai nostri successori,e dai nostri sudditi, baroni,borghesi e militari, e dai nostri sudditi ,e dalle chiese, sia greche che latine,esistenti nella stessa provincia,l’intera decima su qualsiasi frutto sia di beni immobili, sia di parti di animali, per come ha comandato Dio misericordioso.

-Parimenti dono e mi compiaccio di prescrivere che la santissima chiesa di Dio abbia , da oggi ed in perpetuo, tutti quei diritti che avevo io, o i baroni, borghesi e militari, sudditi del nostro dominio, sulle chiese di Bivona e di Tauriana,della Provincia di Mileto ,dal distretto di Maida fino a Reggio,per quel che si riferisce alle decime ed altri diritti. E voglio che tutte queste donazioni possegga e goda la stessa santissima Chiesa e i titolari successori a proprio uso e beneficio.

-Parimenti voglio,ed è mio beneplacito che la stessa santissima Chiesa entri in libero possesso senza alcun gravame,da oggi, di tutti quei beni,villani e poderi che possano donare ed offrire, per la salvezza spirituale delle loro anime , i nostri sudditi,baroni borghesi e militari. -Voglio e comando espressamente a tutti i sudditi del nostro Stato, che la stessa santissima chiesa possa ritenere tutte le persone e i villani che possiede, e che noi abbiamo donato e confermato, unitamente a tutte le loro sostanze e pertinenze, senza alcuna servitù o tributo, sia quel che era di nostro diritto, sia dei baroni, dei borghesi e dei loro soggetti; sicché siano posseduti con ogni libertà e immunità, in pace e tranquillità, dalla stessa Chiesa. -Vogliamo soltanto che si faccia carico e corrisponda tutti i diritti dei Vescovi e dei chierici che dimorano nella stessa Chiesa. - Vogliamo e concediamo ai vescovi della predetta Chiesa, e ai futuri loro successori, la potestà di alzare Banco per pronunziare giudizi dovunque abbiano fedeli, sia nel territorio di nostro dominio, sia di tutti i nostri sudditi, e di giudicarli, cosicché nessun altro ardisca giudicarli; e perciò vogliamo ed è nostro beneplacito, che essi abbiano la potestà di assumere a loro arbitrio e dipendenza uomini incombenzati per tutte queste cose, nella loro giurisdizione. -Inoltre pressantemente e cordialmente comandiamo a tutti i baroni, borghesi, militari, arcivescovi, vescovi e amministratori del nostro dominio di Calabria, che qualora il reverendissimo Vescovo di Mileto, o i suoi successori, o i suoi chierici, vogliano tagliare legname dagli alberi delle nostre montagne per la santissima Chiesa, possano abbattere e trasportare liberamente senza alcun tributo. -Parimenti si possono menare ai pascoli e ai prati tutti gli animali del Vescovo e dei suoi chierici. cioè: pecore, buoi, cavalli, suini, per tutto il territorio della Calabria, con esenzione di qualsivoglia tributo. -In aggiunta a tutto questo. comandiamo che esso vescovo sia libero da ogni tributo passivo e molestia, sicché non sia tenuto a pagare nemmeno un soldo ad alcuno. -Così pure che possa prendere il fieno trovato nei campi, e avvolgerlo in fasci e uscire liberamente dal campo, come una volta facevano i vescovi di Bivona.

Inoltre comando a tutti i baroni, borghesi, militari e amministratori del nostro dominio, che riveriscano, onorino e obbediscano al reverendissimo vescovo di Mileto e ai suoi successori, come a padre spirituale: e se alcuno oserà contrastare in materia attinente al vescovato, o non obbedire al santissimo Vescovo, comando che quest’uomo sia scomunicato: parimenti, se alcuno volesse ricusare, alterare anche minimamente, o oserà sottrarre tutti questi privilegi da me donati, confermati, e sanciti, se non si emendasse immediatamente, sia colpito d’anatema dal Padre, Figlio e Spirito Santo, e dai trecentodieci e otto Padri Deiferi, e sia dannato col diavolo nel fuoco eterno, e sperimenti il nostro sdegno.

A maggior conferma e forza, ho firmato e sigillato questo decreto col mio proprio sigillo aureo, e lo diedi ai sopradetti. nel predetto mese e indizione. Il presente Sigillo è stato scritto e stilato da Nicola e Nicocle, Ostiari e Mistocleti. Ruggiero, Conte Calabria e di Sicilia Nell’anno 6595 dalla creazione del mondo

Bibliografia

SIGILLUM AUREUM Con questo atto (a.1086) il Conte Ruggero dona alla Diocesi di Mileto beni, terreni e contadini con le loro famiglie, ed inoltre una serie di ampi diritti sul territorio detto della Provincia di Mileto, dal distretto di Maida fino a Reggio Calabria . La diocesi era stata fondata dallo stesso Ruggero nel 1073 e la ratifica era intervenuta nel 1081 ad opera del Papa Gregorio VII .

I testi latino e greco sono alle pagg. 124-135 delle MEMORIE per servire alla storia della Santa Chiesa Miletese di Vito Capialbi (Napoli,1835), ristampa anastatica di V.F. Luzzi, Polistena-RC 1980).

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