Sonetti romaneschi/La riliggione der tempo nostro

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La riliggione der tempo nostro

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Una fettina de Roma La pietra de carne

 
     Che rriliggione! è rriliggione questa?
Tuttaquanta oramai la riliggione
conziste in zinfonie, ggenufressione,
seggni de crosce, fittucce a la vesta, [1]
              5
     cappell’in mano, cenneraccio in testa,
pessci da tajjo, razzi, priscissione,
bbussolette,[2] Madonne a ’ggni cantone,
cene a ppunta d’orloggio,[3] ozzio de festa,
              
     scampanate, sbasciucchi,[4] picchiapetti,
10parme,[5] reliquie, medajje, abbitini, [6]
corone, acquasantiere e mmoccoletti.
              
     E ttratanto er Vangelo, fratel caro,
tra un diluvio de smorfie e bbell’inchini,
è un libbro da dà a ppeso ar zalumaro.[7]


11 ottobre 1835


Note

  1. Fettucce che le donne scampate da qualche malore proprio o altrui, o da qualunque altra disgrazia, sogliono per voto attaccare a una veste di prammatica.
  2. Bussolette da questua nelle chiese.
  3. Cene di vigilia, col timore della mezzanotte.
  4. Baciucchi.
  5. Palme.
  6. Piccolissimi scapolari benedetti.
  7. Al salumaio.