Sonetti romaneschi/La riliggione spiegata e indifesa

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La riliggione spiegata e indifesa

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Er deposito der Conte Er zagramento ecolòmico

 
     S’io fussi prete o ffrate, e avessi vosce
deggna de fà ddu’ strilli a le missione,
e de sputamme un’ala de pormone
in onor de la grolia de la crosce,
              5
     sfoderería[2] ’na predica ferosce
pe spiegà cche la Santa Riliggione
se pò[3] arissomijjalla a un tavolone
de sceraso, de mògheno[4] o de nosce.
              
     Tutto sta avé bbon stommico e bbon braccio
10da maneggiajje la pianozza[5] addosso
e ddajje er lustro a fforza de turaccio.
              
     E siccome a le vorte pò ssuccede [6]
d’imbatte[7] in quarche nnodo un po’ ppiú ggrosso,
sciarimedia[8] lo stucco de la fede.


11 ottobre 1834


Note

  1. Abbiamo qui un secondo Alessandro Tassoni, mutatis mutandis.
  2. Sfodererei.
  3. Si può.
  4. Il legno mahogoni, che da qualche nostro concittadino ho udito chiamare anche Morghen, facendolo parente del famoso calcografo.
  5. Pialla.
  6. Succedere.
  7. D’imbattere.
  8. Ci rimedia.