Sonetti romaneschi/Li mortorj

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Li mortorj

Sonetti romaneschi/Le Lègge Sonetti romaneschi/Er prete I IncludiIntestazione 3 maggio 2010 75% Sonetti

Le Lègge Er prete I

 
     Voi sete furistiere, e nnun zapete
come a Rroma se cosceno le torte. [1]
Un omo cor cappuccio[2] è ccome un prete
che jje piasce d’avé ppiene le sporte. [3]
              5
     Cuanno a pportà li morti voi vedete
o er Zoffraggio, o le Stimite, o la Morte, [4]
avete d’abbadà, ssor coso, avete
si er fratellume canta piano o fforte.
              
     Nun v’ha da intenerí la pinitenza
10der zacco, de la corda e dde li zoccoli:
cuelle sò ttutte smorfie d’apparenza.
              
     Li fratelloni nun zò ttanto bbroccoli [5]
da seppellí li morti pe ccusscenza:
ma cce vanno p’er peso de li moccoli.


Roma, 15 gennaio 1833


Note

  1. Cuocer la torta: agire occultamente e con ipocrisia.
  2. Confratelli che portano il capo e il volto coperto con un cappuccio, nel quale sono praticati due piccoli fori avanti agli occhi.
  3. Viver lautamente: lucrar molto.
  4. Il Suffragio, le Stimmate di S. Francesco, e la Morte: tre delle principali Confraternite di Roma.
  5. Sciocchi.