Sonetti romaneschi/Pare una favola!

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Pare una favola!

Sonetti romaneschi/Tutte a ttempi nostri Sonetti romaneschi/Li richiami IncludiIntestazione 3 maggio 2010 75% Sonetti

Tutte a ttempi nostri Li richiami

 
     Appena er Papa disse chiaramente
che, ssenza arimedià ssubbito ar male,
la Santa-Sede annava a lo spedale,
cuanno nun je pijjassi un accidente;
              5
     de posta oggni prelato e ccardinale,
oggni patrasso e oggnantra bbona ggente, [1]
cùrzeno[2] tutti cuanti istessamente
co la lingua de fora ar Qui-orinale. [3]
              
     E ttutti, incomincianno dar Vicario,
10disseno[4] ar Papa: «Io do la mi’ abbazzia
pe rriempicce[5] er vòto de l’orario». [6]
              
     Cuest’è una storia che nnun è bbuscía.
Sor Indovinagrillo[7] der Diario, [8]
dite la vostra, c’ho ddetto la mia.[9]


Roma, 28 dicembre 1832 - Der medemo


Note

  1. Nell’Ordine Circolare, dato il 20 dicembre 1832 sotto il N. 30571 dalla Segreteria di Stato a tutti i Capi-di-ufficio, onde avvertissero i loro impiegati subalterni della diminuzione degli stipendi, era espresso che l’alto Clero era spontaneamente andato ad offerire i suoi emolumenti ed averi pei pubblici bisogni.
  2. Corsero.
  3. Il Monte Quirinale, su cui è uno de’ palazzi pontifici.
  4. Dissero.
  5. Riempirne.
  6. Erario.
  7. Così è chiamato dal popolo l’Indovinala-grillo, libercolo di sorti, che se ne cavano mercé un facile calcolo guidato da una bussola aritmetica che rimanda a tanti versi divinatòri.
  8. Foglio ufficiale di Roma.
  9. Formula con la quale terminansi le favole da fanciulli.