Sovra i mirti e fra le rose

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Sovra i mirti e fra le rose[1]
Traduzione di Ugo Foscolo
Antichità


  Sovra i mirti e fra le rose,
    Sovra molli erbe odorose
    Adagiato io voglio ber.
Deh, t'annoda al collo il manto,       5
Bell'Amore! e mentr'io canto,
Corri a farmi da coppier.
  Ahi! l'umana vita fugge
    Come ruota che si strugge
    Più che gira, e sempre va.       10
Sonno eterno in poca fossa
Sulla polvere e fra l'ossa
Il mio corpo dormirà.
  A che i balsami e i conforti
    Sulle tombe? A che su' morti       15
    Tanto vino e tanti fior?
A me il nappo e la corona
Or ch'io spiro, or che risuona
La mia lira e m'arde il cor.
  Vieni e meco ti trastulla;       20
    Qui m'invita la fanciulla
    Che sa ridere e trescar.
  Ah, Cupido! è meglio, innanzi
Che fra' morti ignudo io danzi,       25
Dar gli affanni ai venti e al mar.

Note

  1. Circa a questa ed alla seguente traduzione da Saffo, seguiamo la lezione adottata dal Foscolo nel suo libro intitolato Essays on Petrarch. London, 1821.
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