Storia d'Italia/Libro XVIII
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Francesco Guicciardini - Storia d'Italia (1540)
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Indice
- L’anno mille cinquecento ventisette ricco di avvenimenti e di sciagure. Movimenti delle milizie imperiali riunitesi nell’Emilia. Vicende di guerra nello stato pontificio. Richieste di aiuti del pontefice ai collegati e al re d’Inghilterra; dubbi dei collegati per le trattative del pontefice col viceré.
- Inutili tentativi del viceré contro Frosinone. Tregua fra il pontefice e il viceré, e offerte di Cesare al pontefice. Ritirata dell’esercito del viceré da Frosinone.
- Deliberazione dei collegati di assalire il regno di Napoli. Princìpi dell’impresa; irresoluzione del pontefice; azioni dell’armata dei veneziani contro la Campania e dell’esercito negli Abruzzi. Ragioni per cui non procede l’impresa contro il regno di Napoli.
- Piano d’azione propostosi dal duca d’Urbino. Fazioni militari in Emilia e defezione del conte di Gaiazzo. Gli imperiali muovono il campo dalla Trebbia; meravigliosa costanza dei soldati. Movimenti degli eserciti avversari. Occupazione di Monza da parte del duca di Milano, e subito abbandono della città da parte dei suoi. Difficoltà dell’esercito tedesco in Emilia; inattività delle milizie dei collegati e del duca d’Urbino. Malattia del Frundsperg.
- Sfiducia del pontefice per l’esito della guerra e per gli scarsi aiuti del re di Francia e degli altri collegati; suoi timori per Firenze e per lo stato della Chiesa; suoi accordi con i rappresentanti di Cesare. Incauti provvedimenti del pontefice, troppo fiducioso negli accordi conchiusi; ostinazione dell’esercito imperiale nel volere seguitare la guerra. Inosservanza della tregua da parte dell’esercito imperiale. Il viceré, rassicurato il pontefice, tratta a Firenze con inviati del Borbone.
- Vanità delle speranze del pontefice per la conclusione della tregua; opera del suo luogotenente perché non sia abbandonato dai collegati; incertezza di questi. Terre di Romagna prese dal Borbone; comunicazione del viceré al Borbone della conferma della capitolazione conchiusa a Roma. Il Borbone passa l’Apennino; il luogotenente del pontefice convince i collegati a passare in Toscana; maggior sicurezza di Firenze e maggior pericolo per Roma. Il pontefice fiducioso nella tregua licenzia le milizie.
- Il Borbone presso ad Arezzo; deliberazioni dei collegati. Tumulto in Firenze; pericolosa condizione della città; come il tumulto viene sedato; calunnie contro il luogotenente del pontefice. Gravi conseguenze del tumulto per le operazioni dei collegati. Nuova confederazione del pontefice col re di Francia e coi veneziani.
- Deliberazione del Borbone di marciare contro Roma, e lentezza del pontefice nel prendere provvedimenti. Scarsa sollecitudine dei romani alla richiesta d’aiuti del pontefice. Deliberazioni dei collegati di inviare milizie a Roma; fiducia di Renzo da Ceri nella possibilità di difendere Roma, e fiducia del pontefice in lui. Assalto dell’esercito tedesco a Roma, morte del Borbone; sacco della città. Milizie de’ collegati sotto Roma, donde subito si ritirano.
- Avanzata dell’esercito dei collegati verso Roma; fallimento del tentativo di liberare il pontefice. Lentezza dell’esercito dei collegati; indugi nella conclusione degli accordi per la resa fra il pontefice e gli imperiali. Inattività dell’esercito dei collegati; inutili istanze del luogotenente del pontefice.
- Accordi fra il Pontefice e gli imperiali; stretta sorveglianza del pontefice in Castel Sant’Angelo. Città che malgrado l’accordo rimangono alla devozione del pontefice; il duca di Ferrara occupa Modena, i veneziani Ravenna e Cervia, e Sigismondo Malatesta Rimini. Restaurazione del governo popolare in Firenze. Ragioni di odio dei fiorentini contro i Medici, e persecuzione ai loro fautori.
- Disordine e pestilenza fra le milizie imperiali in Roma; invio di milizie francesi in Italia. Confederazione tra i re di Francia e d’Inghilterra; accordi fra i collegati contro Cesare. Pestilenza in molte parti d’Italia. Partenza dell’esercito francese per l’Italia. Fazioni di guerra in Lombardia.
- Azione di príncipi presso Cesare per la liberazione del pontefice. Il cardinale eboracense in Francia e suoi accordi col re. Condizioni ed inattività degli eserciti avversari in Italia. Atto degno d’infamia compiuto a Perugia dai capitani dei confederati. Azioni dei collegati nel Lazio e nell’Umbria.
- Scarsa attività degli eserciti in Lombardia. Azioni del Lautrech in Piemonte. Resa di Genova al re di Francia. Resa di Alessandria ai francesi. L’acquisto di Alessandria causa di discordia fra i collegati. Presa e sacco di Pavia; deliberazione del Lautrech di marciare verso Roma e verso il reame di Napoli. Condizioni poste da Cesare per la concordia e sue speranze di lieti successi.
- Indugi di Lautrech per ordini del re di Francia. Condizioni con cui il duca di Ferrara si allea ai confederati; entrata del marchese di Mantova nella confederazione. Posizioni degli eserciti nemici nell’Italia centrale; ancora della lentezza del Lautrech. Accordi per la liberazione del pontefice dalla prigionia. Il pontefice a Orvieto.
- Fazioni di guerra in Lombardia. Sfortunata impresa delle navi dei collegati contro la Sardegna; il Lautrech a Bologna e sue trattative col pontefice. Condotta contradditoria del pontefice verso gli alleati. Vane pratiche di pace fra gli ambasciatori dei collegati e Cesare; intimazione di guerra.
- Il Lautrech muove con l’esercito da Bologna per il regno di Napoli. Ragioni di diffidenza fra il pontefice e i collegati. Il Lautrech sul Tronto; accordi fra il re di Francia e quello d’Inghilterra restio a portare la guerra in Fiandra. Sfida dei re di Francia e d’Inghilterra a Cesare. Desiderio del re d’Inghilterra che sia annullato il matrimonio suo con Caterina d’Aragona e sue richieste al pontefice. Atteggiamento del pontefice.
- Difficoltà delle armate alleate; cause di malcontento del Doria e dei genovesi verso il re di Francia. Progressi delle milizie di terra; deficienza di danari; occupazione dell’Abruzzi. Partenza delle milizie imperiali da Roma; condizioni della città. L’esercito dei collegati in Puglia. Azioni di guerra; presa di Melfi. Il papa a Viterbo; occupazione dei castelli già appartenenti a Vespasiano Colonna.
- Resa di Monopoli ai veneziani. Il duca di Ferrara invia il figliuolo in Francia per la perfezione del matrimonio. Raccolta di nuove milizie imperiali da inviarsi in Italia; provvedimenti dei collegati per far fronte ad esse. Miserrime condizioni e sofferenze dei milanesi; defezione del castellano di Mus. Il Lautrech nella Campania; la flotta dei Doria davanti al porto di Napoli; l’esercito dei collegati sotto le mura della città.