Supplemento alla Storia d'Italia/Lettere da LXXVI a C
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Carlo Botta - Supplemento alla Storia d'Italia
(contenente la corrispondenza del Governo francese col generale Bonaparte) (1825)
(contenente la corrispondenza del Governo francese col generale Bonaparte) (1825)
Lettere da LXXVI a C
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Indice
- LXXVI - Cacault espone a Bonaparte la condotta del Governo di Roma, e la necessità, e convenienza di allontanarsene

- LXXVII - Cacault fa conoscere a Bonaparte l'incerta situazione della Corte di Roma, e la condotta equivoca della corte di Napoli

- LXXVIII - Bonaparte si duole con Carnot delle dicerie sparse sul suo conto: gli espone la situazione dell’armata in Italia, e gli accenna le ulteriori operazioni

- LXXIX - Il Direttorio si congratula con Bonaparte della presa di Mantova, gli parla delle ulteriori operazioni militari per Roma, e per la Germania, e gl'invia una nota di M. Quirini intorno a Venezia, II General Perignon comunica al Direttorio le operazioni dell'Inquisizione, presso la corte di Spagna, e di Roma la necessità di sostener nel suo posto il Principe della Pace

- LXXX - Bonaparte si duole col Sen. Battaglia delle turbolenze suscitate nello stato Veneto contro i Francesi, o assicura della lealtà della Repubblica, e gli domanda un abboccamento

- LXXXI - Lallement dipinge lo stato periclitante della Repubblica Veneta scrivendo a Bonaparte, e gli spedisce una nota del Senato. Nota annessa. Vi si descrive la condotta di Ottolini, e si accennano i movimenti preparati contro i Francesi

- LXXXII - Il Direttorio scrive a Bonaparte le pretensioni affacciate dai deputati della Repub., Lombarda e Cispadana, e le massime adottate su tale obietto

- LXXXIII - Bonaparte risponde alla municipalità di Brescia sulle vertenze di essa col Senato di Venezia, ed inculca il mantenimento dell'ordine

- LXXXIV - Balland comunica a Bonaparte i provvedimenti presi contro l'insurgenza concertata de’Veronesi

- LXXXV - Bonaparte si duole aspramente col Senato Veneto degli assassinj commessi contro i Francesi, e della perfidia colla quale si corrispondeva alla lealtà della Repubblica

- LXXXVI - Bonaparte scrivendo a Lallement gli adduce le prove, che rendono innegabile la perfidia del Senato di Venezia, e gli da le corrispondenti istruzioni

- LXXXVII - Kilmaine assicura Bonaparte che gli assassinj e le turbolenze continuano nello stato Veneto, e fa qualche parola di ciò che dovrebbe farsi per prevenirli

- LXXXVIII - Junot da conto a Bonaparte della sua missione presso il Senato di Venezia, e delle operazioni da lui fatte

- LXXXIX - Kilmaine rapporta a Bonaparte la sommossa di Verona, tutti i disordini commessivi da’briganti, e le operazioni da lui fatte per ripristinarvi l'ordine

- XC - Bonaparte riferisce al Direttorio l'assassinio di Laugier e di altri Francesi, e come pensa di comportarsi per punire la perfidia de’ Veneziani

- XCI - Bonaparte rimprovera a Lallement la sua condotta, e lo sollecita a presentare una nota energica, e dignitosa al Senato di Venezia

- XCII - Bonaparte risponde con indignazione alla lettera degl’inviati del Senato Veneto, e non li riceve

- XCIII - Bonaparte rimette al Direttorio i preliminari di pace conchiusi coll'Imperatore

- XCIV - Il Direttorio rinvia ratificati i preliminari di pace coll'Imperatore a Bonaparte, e gli addita le operazioni che gli rimangono a fare

- XCV - Bonaparte decreta un'ordinanza a carico di Verona per punirla della sua rivolta, e degli eccessi che vi furon commessi . Latourneur a nome del Direttorio da un istruzione ai Generali Bonaparte, e Clarke intorno alla pace definitiva che si desidera conchiudere nel più breve tempo possibile coll’Imperatore

- XCVI - Augereau descrive a Bonaparte le dilapidazioni fatte a Verona, ed a Vicenza da’Commissarj francesi, le requisizioni arbitrarie, i furti etc. e mostra l’impossibilità di eseguire la sua ordinanza

- XCVII - Bonaparte a’Cittadini di Venezia: li dichiara messi sotto la protezione della Repubblica francese, ed ordina agli Schiavoni di evacuar Venezia sotto pena di esser trattati come ribelli

- XCVIII - Victor da conto a Bonaparte dell'ordine ripristinato in Venezia dopo disastrosi sconvolgimenti, e come il Governo deposta la berretta di S. Marco vi sia costituito in municipalità
