Sonetti (Foscolo)/Te nudrice alle Muse
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Te nudrice alle Muse
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Te nudrice alle muse[1], ospite e Dea
le barbariche genti che ti han doma
nomavan tutte; e questo a noi pur fea
4lieve la varia, antiqua, infame soma.
Ché se i tuoi vizi, e gli anni, e sorte rea
ti han morto il senno ed il valor di Roma,
in te viveva il gran dir che avvolgea
8regali allori alla servil tua chioma.
Or ardi, Italia, al tuo Genio ancor queste
reliquie estreme di cotanto impero;
11anzi il Toscano tuo parlar celeste
ognor più stempra nel sermon straniero,
onde, più che di tua divisa veste,
14sia il vincitor di tua barbarie altero.
Note
- ↑ Per la sentenza capitale proposta nel gran consiglio cisalpino contro la lingua latina.
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