Alcuni fragmenti de le rime/XLIV - Torcete pur il viso, e gli occhi ancora

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XLIV - Torcete pur il viso, e gli occhi ancora
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Torcete pur il viso, e gli occhi ancora
volgete altrove acciò non miri mai
ver me girarsi que' soavi rai,
sí che di doglia lagrimando i' mora.

Fuggite com'il vento irata ognora,       5
e piú crudel ch'un'aspra tigre assai,
prendete a gioia i miei tormenti e guai,
e sia di vostra grazia in tutto fòra.

Se 'n mezzo 'l cor l'immagin vostra porto,
che giorno e notte sempre adoro e veggio,       10
perché dinanzi a me, Donna, fuggire?

Ma se morir in tanta pena deggio,
almen ritrovi in voi questo conforto,
che mi veggiate innanzi a voi morire.

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