Trattato della Pittura (da Vinci)
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Trattato della Pittura
Leonardo da Vinci
XVI secolo
Indice
Parte prima
Trattato della Pittura (da Vinci)/Parte prima
1. Se la pittura è scienza o no
2. Esempio e differenza tra pittura e poesia
3. Quale scienza è piú utile, ed in che consiste la sua utilità
4. Delle scienze imitabili, e come la pittura è inimitabile, però è scienza
5. Come la pittura abbraccia tutte le superficie de' corpi, ed in quelli si estende
6. Come la pittura abbraccia le superficie, figure e colori de' corpi naturali, e la filosofia sol s'estende nelle lor virtú naturali
7. Come l'occhio meno s'inganna ne' suoi esercizi, che nessun altro senso, in luminosi, o trasparenti, ed uniformi, e mezzi
8. Come chi sprezza la pittura non ama la filosofia, né la natura
9. Come il pittore è signore d'ogni sorta di gente e di tutte le cose
10. Del poeta e del pittore
11. Esempio tra la poesia e la pittura
12. Qual è di maggior danno alla specie umana, o perder l'occhio o l'orecchio
13. Come la scienza dell'astrologia nasce dall'occhio, perché mediante quello è generata
14. Pittore che disputa col poeta
15. Come la pittura avanza tutte le opere umane per sottili speculazioni appartenenti a quella
16. Differenza che ha la pittura con la poesia
17. Che differenza è dalla pittura alla poesia
18. Differenza infra poesia e pittura
19. Della differenza ed ancora similitudine che ha la pittura con la poesia
20. Dell'occhio
21. Disputa del poeta col pittore, e che differenza è da poesia a pittura
22. Arguizione del poeta contro il pittore
23. Risposta del re Mattia ad un poeta che gareggiava con un pittore
24. Conclusione infra il poeta ed il pittore
25. Come la musica si dee chiamare sorella e minore della pittura
26. Parla il musico col pittore
27. Il pittore dà i gradi delle cose opposte all'occhio, come il musico dà delle voci opposte all'orecchio
28. Conclusione del poeta, del pittore e del musico
29. Quale scienza è meccanica, e quale non è meccanica
30. Perché la pittura non è connumerata nelle scienze
31. Comincia della scultura, e s'essa è scienza o no
32. Differenza tra la pittura e la scultura
33. Il pittore e lo scultore
34. Come la scultura è di minore ingegno che la pittura, e mancano in lei molte parti naturali
35. Dello scultore e del pittore
36. Comparazione della pittura alla scultura
37. Escusazione dello scultore
38. Dell'obbligo che ha la scultura col lume, e non la pittura
39. Differenza ch'è dalla pittura alla scultura
40. Della pittura e della poesia
Parte seconda
Trattato della Pittura (da Vinci)/Parte seconda
41. Del primo principio della scienza della pittura
42. Principio della scienza della pittura
43. Del secondo principio della pittura
44. In che si estende la scienza della pittura
45. Quello che deve prima imparare il giovane
46. Quale studio deve essere ne' giovani
47. Quale regola si deve dare a' putti pittori
48. Della vita del pittore nel suo studio
49. Notizia del giovane disposto alla pittura
50. Precetto
51. In che modo deve il giovane procedere nel suo studio
52. Del modo di studiare
53. A che similitudine dev'essere l'ingegno del pittore
54. Del giudizio del pittore
55. Discorso de' precetti del pittore
56. Precetto del pittore
57. Precetti del pittore
58. Dell'essere universale nelle sue opere
59. Precetto
60. Precetti del pittore
61. Precetto intorno al disegno dello schizzare storie e figure
62. Dell'operatore della pittura e suoi precetti
63. Modo d'aumentare e destare l'ingegno a varie invenzioni
64. Dello studiare insino quando ti desti, o innanzi tu ti dormenti nel letto allo scuro
65. Piacere del pittore
66. De' giuochi che debbono fare i disegnatori
67. Che si deve prima imparare la diligenza che la presta pratica
68. S'egli è meglio disegnare in compagnia o no
69. Modo di bene imparare a mente
70. Come il pittore non è laudabile s'egli non è universale
71. Della trista suasione di quelli che falsamente si fanno chiamare pittori
72. Come il pittore dev'esser vago di udire, nel fare dell'opera, il giudizio di ognuno
73. Come nelle opere d'importanza l'uomo non si deve mai fidare tanto nella sua memoria, che non degni ritrarre dal naturale
74. Di quelli che biasimano chi disegna alle feste, e che investiga le opere di Dio
75. Delle varietà delle figure
76. Dell'essere universale
77. Dell'errore di quelli che usano la pratica senza la scienza
78. Dell'imitare pittori
79. Ordine del disegnare
80. Del ritrarre di naturale
81. Del ritrarre una qualunque cosa
82. Come deve essere alto il lume da ritrarre di naturale
83. Quali lumi si debbono eleggere per ritrarre le figure de' corpi
84. Delle qualità del lume per ritrarre rilievi naturali o finti
85. Del ritrarre i nudi
86. Del ritrarre di rilievo finto o di naturale
87. Modo di ritrarre un sito col vetro
88. Dove si debbono ritrarre i paesi
89. Del ritrarre le ombre de' corpi al lume di candela o di lucerna
90. In che termine si debba ritrarre un volto a dargli grazia d'ombre e lumi.
91. Modo di ritrarre d'ombra semplice e composta
92. Del lume dove si ritraggono le incarnazioni de' volti, o ignudi
93. Del ritrarre figure per istorie
94. A imparare a far bene un posato
95. In qual tempo si deve studiare la elezione delle cose
96. Delle attitudini
97. Per ritrarre un ignudo dal naturale od altra cosa
98. Misure o compartizioni della statua
99. Modo di ritrarre di notte un rilievo
100. Come il pittore si deve acconciare al lume col suo rilievo
101. Della qualità del lume
102. Dell'inganno che si riceve nel giudizio delle membra
103. Come al pittore è necessario sapere l'intrinseca forma dell'uomo
104. Del difetto che hanno i maestri di replicare le medesime attitudini de' volti
105. Del massimo difetto de' pittori
106. Precetto, che il pittore non s'inganni nell'elezione della figura in che esso fa l'abito
107. Difetto de' pittori che ritraggono una cosa di rilievo in casa a un lume, e poi la mettono in campagna ad altro lume
108. Della pittura e sua divisione
109. Figura e sua divisione
110. Proporzione di membra
111. Del fuggire le calunnie de' giudizi varî che hanno gli operatori della pittura
112. De' movimenti e delle operazioni varie
113. Fuggi i profili, cioè i termini espediti delle cose
114. Come nelle cose piccole non s'intendono gli errori come nelle grandi
115. Perché la pittura non può mai parere spiccata come le cose naturali
116. Perché i capitoli delle figure l'uno sopra l'altro è opra da fuggire
117. Qual pittura è meglio usare nel far parer le cose spiccate
118. Qual è piú di discorso ed utilità, o i lumi ed ombre de' corpi, o i loro lineamenti
119. Qual è di maggiore importanza, o il movimento creato dagli accidenti diversi degli animali, o le loro ombre e lumi
120. Qual è di piú importanza, o che la figura abbondi in bellezza di colori, o in dimostrazioni di gran rilievo
121. Qual è piú difficile, o le ombre e i lumi, o pure il disegno buono
122. Precetti del pittore
123. Memoria che si fa l'autore
124. Precetti di pittura
125. Precetti di pittura
126. Come fu la prima pittura
127. Come la pittura dev'essere vista da una sola finestra
128. Delle prime otto parti in che si divide la pittura
129. Come la pittura si divide in cinque parti
130. Delle due parti principali in che si divide la pittura
131. Della pittura lineale
132. Della pittura, cioè delle ombre
133. Delle parti e qualità della pittura
134. Della elezione de' bei visi
135. Della elezione dell'aria, che dà grazia ai volti
136. Delle bellezze e bruttezze
137. Delle bellezze
138. De' giudicatori di varie bellezze in varî corpi, e di pari eccellenza
139. Come si debbono figurare i putti
140. Come si debbono figurare i vecchi
141. Come si debbono figurare le donne
142. Come si debbono figurare le vecchie
143. Come si deve figurare una notte
144. Come si deve figurare una fortuna
145. Come si deve figurare una battaglia
146. Del modo di condurre in pittura le cose lontane
147. Come l'aria si deve far piú chiara quanto piú la fai finire bassa
148. A fare che le figure spicchino dal loro campo
149. Del figurare le grandezze delle cose dipinte
150. Delle cose finite, e delle confuse
151. Delle figure che sono separate, acciocché non paiano congiunte
152. Se il lume deve esser tolto in faccia alle figure, o da parte, e quale dia piú grazia
153. Della riverberazione
154. Dove non può essere riverberazione luminosa
155. De' riflessi
156. De' riflessi de' lumi che circondano le ombre
157. Dove i riflessi de' lumi sono di maggiore o minor chiarezza
158. Qual parte del riflesso sarà piú chiara
159. De' colori riflessi della carne
160. Dove i riflessi sono piú sensibili
161. De' riflessi duplicati e triplicati
162. Come nessun colore riflesso è semplice, ma è misto con le specie degli altri colori
163. Come rarissime volte i riflessi sono del colore del corpo dove si congiungono
164. Dove piú si vedrà il riflesso
165. De' riflessi
166. Riflessione
167. De' colori de' riflessi
168. De' termini de' riflessi nel loro campo
169. Del modo d'imparar bene a comporre insieme le figure nelle istorie
170. Del porre prima una figura nell'istoria
171. Del collocar le figure
172. Modo del comporre le istorie
173. Del comporre le istorie
174. Varietà d'uomini nelle istorie
175. Dell'imparare i movimenti dell'uomo
176. Come il buon pittore ha da dipingere due cose, l'uomo e la sua mente
177. Del comporre le istorie in prima bozza
178. Di non far nelle istorie troppi ornamenti alle figure
179. Della varietà nelle istorie
180. Dell'istoria
181. Convenienze delle parti delle istorie
182. Del diversificare le arie de' volti nelle istorie
183. Del variare valetudine, età e complessione dei corpi nelle istorie
184. De' componimenti delle istorie
185. Precetto del comporre le istorie
186. Dell'accompagnare i colori l'uno con l'altro, in modo che l'uno dia grazia all'altro
187. Del far vivi e belli i colori nelle tue pitture
188. De' colori delle ombre di qualunque colore
189. Delle varietà che fanno i colori delle cose remote o propinque
190. In quanta distanza si perdono i colori delle cose integralmente
191. In quanta distanza si perdono i colori degli obietti dell'occhio
192. Colore d'ombra del bianco
193. Qual colore farà ombra piú nera
194. Del colore che non mostra varietà in varie grossezze d'aria
195. Della prospettiva de' colori
196. Del colore che non si muta in varie grossezze d'aria
197. Se i colori varî possono parere di una uniforme oscurità mediante una medesima ombra
198. Della causa de' perdimenti de' colori e figure de' corpi mediante le tenebre che paiono e non sono
199. Come nessuna cosa mostra il suo vero colore, se essa non ha lume da un altro simil colore
200. De' colori che si dimostrano variare dal loro essere mediante i paragoni de' loro campi
201. Della mutazione de' colori trasparenti dati o misti sopra diversi colori con la loro diversa relazione
202. Qual parte di un medesimo colore si dimostra piú bella in pittura
203. Come ogni colore che non lustra è piú bello nelle sue parti luminose che nelle ombrose
204. Dell'evidenza de' colori
205. Qual parte del colore ragionevolmente deve esser piú bella
206. Come il bello del colore dev'essere ne' lumi
207. Del color verde fatto dalla ruggine di rame
208. Aumentazione di bellezza nel verderame
209. Della mistione de' colori l'uno con l'altro, la qual mistione si estende verso l'infinito
210. Della superficie d'ogni corpo ombroso
211. Qual è la superficie piú ricettiva di colori
212. Qual parte del corpo si tingerà piú del colore del suo obietto
213. Qual parte della superficie de' corpi si dimostrerà di piú bel colore
214. Delle incarnazioni de' volti
215. Modo per ritrarre di rilievo e preparare la carta per questo
216. Della varietà di un medesimo colore in varie distanze dall'occhio
217. Della verdura veduta in campagna
218. Qual verdura parrà partecipare piú d'azzurro
219. Qual è quella superficie che meno che le altre dimostra il suo vero colore
220. Qual corpo ti mostrerà piú il suo vero colore
221. Della chiarezza de' paesi
222. Prospettiva comune, e della diminuzione de' colori in lunga distanza
223. Delle cose specchiate nelle acque de' paesi, e prima dell'aria
224. Diminuzione de' colori pel mezzo interposto infra loro e l'occhio
225. De' campi che si convengono alle ombre ed ai lumi
226. Come si deve riparare quando il bianco termina in bianco o l'oscuro in oscuro
227. Della natura de' colori de' campi sopra i quali campeggia il bianco
228. De' campi delle figure
229. De' campi delle cose dipinte
230. Di quelli che in campagna fingono la cosa piú remota farsi piú oscura
231. De' colori delle cose remote dall'occhio
232. Gradi di pittura
233. Dello specchiamento e colore dell'acqua del mare veduto da diversi aspetti
234. Della natura de' paragoni
235. Del colore dell'ombra di qualunque corpo
236. Della prospettiva de' colori ne' luoghi oscuri
237. Prospettiva de' colori
238. De' colori
239. Da che nasce l'azzurro dell'aria
240. De' colori
241. De' colori
242. De' campi delle figure de' corpi dipinti
243. Perché il bianco non è colore
244. De' colori
245. De' colori de' lumi incidenti e riflessi
246. De' colori delle ombre
247. Delle cose poste in campo chiaro, e perché tal uso è utile in pittura
248. De' campi
249. De' colori
250. De' colori che risultano dalla mistione d'altri colori, i quali si dimandano specie seconda
251. De' colori
252. De' colori specchiati sopra cose lustre di varî colori
253. De' colori del corpo
254. De' colori
255. Del vero colore
256. Del colore delle montagne
257. Come il pittore deve mettere in pratica la prospettiva de' colori
258. Della prospettiva aerea
Parte terza - De' vari accidenti e movimenti dell'uomo e proporzione di membra
Trattato della Pittura (da Vinci)/Parte terza - De' vari accidenti e movimenti dell'uomo e proporzione di membra
259. Delle mutazioni delle misure dell'uomo pel movimento delle membra a diversi aspetti
260. Delle mutazioni delle misure dell'uomo dal nascimento al suo ultimo crescimento
261. Come i puttini hanno le giunture contrarie agli uomini nelle loro grossezze
262. Delle differenti misure che v'hanno fra i putti e gli uomini
263. Delle giunture delle dita
264. Delle giunture delle spalle, e loro accrescimenti e diminuzioni
265. Delle spalle
266. Delle misure universali de' corpi
267. Delle misure del corpo umano e piegamenti di membra
268. Della proporzionalità delle membra
269. Della giuntura della mano col braccio
270. Delle giunture de' piedi, e loro ingrossamenti e diminuzioni
271. Delle membra che diminuiscono quando si piegano, e crescono quando si distendono
272. Delle membra che ingrossano nelle loro giunture quando si piegano
273. Delle membra degli uomini ignudi
274. De' moti potenti delle membra dell'uomo
275. De' movimenti dell'uomo
276. Dell'attitudine e de' movimenti delle membra
277. Delle giunture delle membra
278. Della membrificazione dell'uomo
279. De' membri
280. Delle membrificazioni degli animali
281. De' moti delle parti del volto
282. De' movimenti dell'uomo nel volto
283. Qualità d'arie de' visi
284. De' membri e descrizione d'effigie
285. Del fare un'effigie umana in profilo dopo averlo guardato una sola volta
286. Modo di tener a mente la forma d'un volto
287. Della bellezza de' volti
288. Di fisonomia e chiromanzia
289. Del porre le membra
290. Degli atti delle figure
291. Dell'attitudine
292. De' movimenti delle membra, quando si figura l'uomo, che sieno atti propri
293. Ogni moto della figura finta dev'essere fatto in modo che mostri effetto
294. De' moti propri dimostratori del moto della mente del motore
295. De' moti propri operati da uomini di diverse età
296. De' movimenti dell'uomo e d'altri animali
297. Di un medesimo atto veduto da varî siti
298. Della membrificazione de' nudi e loro operazioni
299. Degli scoprimenti o coprimenti de' muscoli di ciascun membro nelle attitudini degli animali
300. De' movimenti dell'uomo ed altri animali
301. Del moto e corso dell'uomo ed altri animali
302. Quando è maggior differenza d'altezza delle spalle dell'uomo nelle sue azioni
303. Risposta contra
304. Come il braccio raccolto muta tutto l'uomo dalla sua prima ponderazione quando esso braccio s'estende
305. Dell'uomo ed altri animali che nel muoversi con tardità non hanno il centro della gravità troppo remoto dal centro de' sostentacoli
306. Dell'uomo che porta un peso sopra le spalle
307. Della ponderazione dell'uomo sopra i suoi piedi
308. Dell'uomo che si muove
309. Della bilicazione del peso di qualunque animale immobile sopra le sue gambe
310. De' piegamenti e voltamenti dell'uomo
311. De' piegamenti
312. Della equiponderanza
313. Del moto umano
314. Del moto creato dalla distruzione del bilico
315. Del bilico delle figure
316. Della grazia delle membra
317. Della comodità delle membra
318. D'una figura sola fuori dell'istoria
319. Quali sono le principali importanze che appartengono alla figura
320. Del bilicare il peso intorno al centro della gravità de' corpi
321. Delle figure che hanno a maneggiare o portar pesi
322. Delle attitudini degli uomini
323. Varietà d'attitudini
324. Delle attitudini delle figure
325. Dell'attenzione de' circostanti ad un caso notando
326. Qualità de' nudi
327. Come i muscoli sono corti e grossi
328. Come i grassi non hanno grossi muscoli
329. Quali sono i muscoli che spariscono ne' movimenti diversi dell'uomo
330. De' muscoli
331. Di non far tutti i muscoli alle figure, se non sono di gran fatica
332. De' muscoli degli animali
333. Che il nudo figurato con grand'evidenza di muscoli sarà senza moto
334. Che le figure ignude non debbono aver i loro muscoli ricercati affatto
335. Che quelli che compongono grassezza aumentano assai di forza dopo la prima gioventú
336. Come la natura attende occultare le ossa negli animali quanto può la necessità de' membri loro
337. Com'è necessario al pittore sapere la notomia
338. Dell'allargamento e raccorciamento de' muscoli
339. Dove si trova corda negli uomini senza muscoli
340. Degli otto pezzi che nascono nel mezzo delle corde in varie giunture dell'uomo
341. Del muscolo che è infra il pomo granato ed il pettignone
342. Dell'ultimo svoltamento che può far l'uomo nel vedersi a dietro
343. Quanto si può avvicinare l'un braccio con l'altro di dietro
344. Quanto si possano traversare le braccia sopra il petto, e che le gomita vengano nel mezzo del petto
345. Dell'apparecchio della forza nell'uomo che vuol generare gran percussione
346. Della forza composta dall'uomo, e prima si dirà delle braccia
347. Quale è maggior potenza nell'uomo, quella del tirare o quella dello spingere
348. Delle membra che piegano, e che officio fa la carne che le veste in essi piegamenti
349. Del voltare la gamba senza la coscia
350. Delle pieghe della carne
351. Del moto semplice dell'uomo
352. Del moto composto fatto dall'uomo
353. De' moti appropriati agli effetti degli uomini
354. De' moti delle figure
355. De' movimenti
356. De' maggiori o minori gradi degli accidenti mentali
357. De' medesimi accidenti che accadono all'uomo di diverse età
358. Degli atti dimostrativi
359. Delle diciotto operazioni dell'uomo
360. Della disposizione delle membra secondo le figure
361. Della qualità delle membra secondo l'età
362. Della varietà de' visi
363. Della membrificazione degli animali
364. Come la figura non sarà laudabile s'essa non mostra la passione dell'animo
365. Come le mani e le braccia in tutte le loro operazioni hanno da dimostrare l'intenzione del loro motore il piú che si può
366. De' moti appropriati alla mente del mobile
367. Come gli atti mentali muovano la persona in primo grado di facilità e comodità
368. Del moto nato dalla mente mediante l'obietto
369. De' moti comuni
370. Del moto degli animali
371. Che ogni membro per sé sia proporzionato a tutto il suo corpo
372. Che se le figure non esprimono la mente sono due volte morte
373. Dell'osservanza del decoro
374. Dell'età delle figure
375. Qualità d'uomini ne' componimenti delle istorie
376. Del figurare uno che parli infra piú persone
377. Come si deve fare una figura irata
378. Come si figura un disperato
379. Delle convenienze delle membra
380. Del ridere e del piangere e differenza loro
381. De' posati d'infanti
382. De' posati di femmine e di giovanetti
383. Del rizzarsi l'uomo da sedere di sito piano
384. Del saltare, e che cosa aumenta il salto
385. Del moto delle figure nello spingere o tirare
386. Dell'uomo che vuol trarre una cosa fuor di sé con grand'impeto
387. Perché quello che vuol ficcare tirando il ferro in terra, alza la gamba opposita incurvata
388. Ponderazione de' corpi che non si muovono
389. Dell'uomo che posa sopra i suoi due piedi, che dà di sé piú peso all'uno che all'altro
390. De' posati delle figure
391. Della ponderazione dell'uomo nel fermarsi sopra i suoi piedi
392. Del moto locale piú o meno veloce
393. Degli animali da quattro piedi, e come si muovono
394. Delle corrispondenze che ha la metà dell'uomo con l'altra metà
395. Come nel saltare dell'uomo in alto vi si trovano tre moti
396. Che è impossibile che una memoria riserbi tutti gli aspetti e le mutazioni delle membra
397. Delle prime quattro parti che si richiedono alla figura
398. Discorso sopra il pratico
399. Della pratica cercata con gran sollecitudine dal pittore
400. Del giudicare il pittore le sue opere e quelle d'altrui
401. Del giudicare il pittore la sua pittura
402. Come lo specchio è il maestro de' pittori
403. Come si deve conoscere una buona pittura e che qualità deve avere per essere buona
404. Come la vera pittura stia nella superficie dello specchio piano
405. Qual pittura è piú laudabile
406. Qual è il primo obietto intenzionale del pittore
407. Quale è piú importante, nella pittura, o le ombre o i loro lineamenti
408. Come si deve dare il lume alle figure
409. Dove deve star quello che risguarda la pittura
410. Come si deve porre alto il punto
411. Che le figure piccole non debbono per ragione esser finite
412. Che campo deve usare il pittore alle sue opere
413. Precetto di pittura
414. Del fingere un sito selvaggio
415. Come devi far parere naturale un animale finto
416. De' siti che si debbono eleggere per fare le cose che abbiano rilievo con grazia
417. Del dividere e spiccare le figure dai loro campi
418. Della differenza delle figure in ombre e lumi, poste in diversi siti
419. Del fuggire l'improporzionalità delle circostanze
420. Corrispondano i corpi, sí per grandezza come per ufficio, alla cosa di cui si tratta
421. De' termini de' corpi detti lineamenti, ovvero contorni
422. Degli accidenti superficiali che prima si perdono per le distanze
423. Degli accidenti superficiali che prima si perdono nel discostarsi de' corpi ombrosi
424. Della natura de' termini de' corpi sopra gli altri corpi
425. Della figura che va contro il vento
426. Delle finestre dove si ritraggono le figure
427. Perché misurando un viso e poi dipingendolo in tale grandezza esso si dimostrerà maggiore del naturale
428. Se la superficie d'ogni corpo opaco partecipa del colore del suo obietto
429. Del moto e corso degli animali
430. De' corpi che per sé si muovono o veloci o tardi
431. Per fare una figura che si dimostri esser alta braccia quaranta in spazio di braccia venti ed abbia membra corrispondenti, e stia dritta in piedi
432. Per fare una figura nel muro di dodici braccia, che apparisca d'altezza di ventiquattro braccia
433. Pittura e sua membrificazione e componitori
434. Pittura e sua definizione
435. Pittura a lume universale
436. De' campi proporzionati ai corpi che in essi campeggiano, e prima delle superficie piane d'uniforme colore
437. Pittura: di figura e corpo
438. Pittura: mancherà prima di notizia la parte di quel corpo che sarà di minor quantità
439. Perché una medesima campagna si dimostra alcuna volta maggiore o minore ch'essa non è
440. Pittura
441. Delle città ed altre cose vedute all'aria grossa
442. De' raggi solari che penetrano gli spiracoli de' nuvoli
443. Delle cose che l'occhio vede sotto sé miste infra nebbia ed aria grossa
444. Degli edifici veduti nell'aria grossa
445. Della cosa che si mostra da lontano
446. Della veduta di una città in aria grossa
447. De' termini inferiori delle cose remote
448. Delle cose vedute da lontano
449. Dell'azzurro di che si mostrano essere i paesi lontani
450. Quali sono quelle parti de' corpi delle quali per distanza manca la notizia
451. Perché le cose quanto piú si rimuovono dall'occhio manco si conoscono
452. Perché le torri parallele paiono nelle nebbie piú strette da piedi che da capo
453. Perché i volti da lontano paiono oscuri
454. Perché l'uomo visto a certa distanza non è conosciuto
455. Quali sono le parti che prima si perdono di notizia ne' corpi che si rimuovono dall'occhio, e quali piú si conservano
456. Della prospettiva lineare
457. De' corpi veduti nella nebbia
458. Delle altezze degli edifici visti nelle nebbie
459. Delle città ed altri edifici veduti la sera o la mattina nella nebbia
460. Perché le cose piú alte poste nella distanza sono piú oscure che le basse, ancoraché la nebbia sia uniforme in grossezza
461. Delle macchie delle ombre che appariscono ne' corpi da lontano
462. Perché sul far della sera le ombre de' corpi generate in bianca parete sono azzurre
463. Dove è piú chiaro il fumo
464. Della polvere
465. Del fumo
466. Pittura
467. Della parte del corpo opaco
468. Precetto di pittura
469. De' termini della cosa bianca
470. Precetto
471. Perché la cosa dipinta, ancoraché essa venga all'occhio per quella medesima grossezza d'angolo che quella che è piú remota di essa, non pare tanto remota quanto quella della remozione naturale
472. Pittura
473. Del giudizio ch'hai da fare sopra un'opera d'un pittore
474. Del rilievo delle figure remote dall'occhio
475. De' termini de' membri illuminati
476. De' termini
477. Delle incarnazioni e figure remote dall'occhio
478. Pittura
479. Discorso di pittura
480. Pittura
481. Perché di due cose di pari grandezza parrà maggiore la dipinta che quella di rilievo
482. Perché le cose perfettamente ritratte di naturale non paiono del medesimo rilievo qual pare esso naturale
483. Qual pare piú rilevato, o il rilievo vicino all'occhio, o il rilievo remoto da esso occhio
484. Precetto
485. Di far che le cose paiano spiccate da' lor campi, cioè dalla parete dove sono dipinte
486. Precetto
487. Come le figure spesso somigliano ai loro maestri
488. Del figurare le parti del mondo
489. Del figurare le quattro cose de' tempi dell'anno, o partecipanti di quelle
490. Del vento dipinto
491. Del principio di una pioggia
492. Della disposizione di una fortuna di venti e di pioggia
493. Delle ombre fatte da' ponti sopra la loro acqua
494. De' simulacri chiari o scuri che s'imprimono sopra i luoghi ombrosi e luminati posti infra la superficie ed il fondo delle acque chiare
495. Dell'acqua chiara è trasparente il fondo fuori della superficie
496. Della schiuma dell'acqua
497. Precetto di pittura
498. Precetto
499. De' dieci uffici dell'occhio, tutti appartenenti alla pittura
500. Della statua
501. Per fare una pittura d'eterna vernice
502. Modo di colorire in tela
503. De' fumi delle città
504. Del fumo e della polvere
505. Precetto di prospettiva in pittura
506. L'occhio posto in alto che vede degli obietti bassi
507. L'occhio posto in basso che vede degli obietti bassi ed alti
508. Perché si dà il concorso di tutte le specie che vengono all'occhio ad un sol punto
509. Delle cose specchiate nell'acqua
510. Delle cose specchiate in acqua torbida
511. Delle cose specchiate in acqua corrente
512. Della natura del mezzo interposto infra l'occhio e l'obietto
513. Effetti del mezzo circondato da superficie comune
514. Degli obietti
515. Delle diminuzioni de' colori e corpi
516. Delle interposizioni de' corpi trasparenti infra l'occhio e l'obietto
Parte quarta - De' panni e modo di vestir le figure con grazia e degli abiti e nature de' panni
Trattato della Pittura (da Vinci)/Parte quarta - De' panni e modo di vestir le figure con grazia e degli abiti e nature de' panni
517. De' panni che vestono le figure
518. Delle maniere rotte o salde de' panni che vestono le figure
519. Del vestire le figure con grazia
520. De' panni che vestono le figure, e pieghe loro
521. Del modo di vestire le figure
522. De' vestimenti
523. De' panni volanti o stabili
524. Operazioni de' panni e loro pieghe, che sono di tre nature
525. Delle nature delle pieghe de' panni
526. Come si devono dare le pieghe ai panni
527. Delle poche pieghe de' panni
528. Delle pieghe de' panni in iscorto
529. De' modi del vestire le figure, ed abiti diversi
530. Dell'occhio che vede pieghe de' panni che circondano l'uomo
531. Delle pieghe de' panni
532. Delle pieghe
Parte quinta - Dell'ombra e lume, e della prospettiva
Trattato della Pittura (da Vinci)/Parte quinta - Dell'ombra e lume, e della prospettiva
533. Che cosa è ombra
534. Che differenza è da ombra a tenebre
535. Da che deriva l'ombra
536. Dell'essere dell'ombra per sé
537. Che cosa è ombra e lume, e qual è di maggior potenza
538. Che sia ombra e tenebre
539. In quante parti si divide l'ombra
540. Dell'ombra e sua divisione
541. Di due specie di ombre ed in quante parti si dividono
542. Qual è piú oscura, o l'ombra primitiva o l'ombra derivativa
543. Che differenza è da ombra a tenebre
544. Che differenza è da ombra semplice a ombra composta
545. Che differenza è da lume composto a ombra composta
546. Come sempre il lume composto e l'ombra composta confinano insieme
547. Che il termine dell'ombra semplice sarà di minor notizia
548. Dell'ombra derivativa composta
549. Come l'ombra primitiva e derivativa sono congiunte
550. Come l'ombra semplice con l'ombra composta si congiunge
551. Della semplice e composta ombra primitiva
552. De' termini dell'ombra composta
553. Del termine dell'ombra semplice
554. Che ombra fa il lume eguale all'ombroso nella figura delle sue ombre
555. Che ombra fa l'ombroso maggiore del luminoso
556. Quante sono le sorta delle ombre
557. Quante sono le specie delle ombre
558. Di quante sorta è l'ombra primitiva
559. In quanti modi si varia l'ombra primitiva
560. Che varietà ha l'ombra derivativa
561. Di quante figure è l'ombra derivativa
562. Dell'ombra che si muove con maggior velocità che il corpo suo ombroso
563. Dell'ombra derivativa, la quale è molto piú tarda che l'ombra primitiva
564. Dell'ombra derivativa che sarà eguale all'ombra primitiva
565. Dell'ombra derivativa remota dall'ombra primitiva
566. Natura ovvero condizione dell'ombra
567. Qual è l'ombra aumentata
568. Se l'ombra primitiva è piú potente che l'ombra derivativa
569. De' moti delle ombre
570. Percussione dell'ombra derivativa e sue condizioni
571. Dell'ombra derivativa, e dove è maggiore
572. Della morte dell'ombra derivativa
573. Della somma potenza dell'ombra derivativa
574. Dell'ombra semplice di prima oscurità
575. Delle tre varie figure delle ombre derivative
576. Varietà di ciascuna delle dette tre ombre derivative
577. Che le ombre derivative sono di tre nature
578. Che le ombre derivative sono di tre specie
579. Qualità di ombre
580. Del moto dell'ombra
581. Dell'ombra piramidale
582. Della semplice ombra derivativa
583. Dell'ombra derivativa composta
584. Se l'ombra può esser veduta per l'aria
585. Se l'ombra derivativa è piú oscura in un luogo che in un altro
586. Quale ombra derivativa mostrerà i suoi termini piú noti
587. In quanti modi principali si trasforma la percussione dell'ombra derivativa
588. In quanti modi si varia la quantità della percussione dell'ombra coll'ombra primitiva
589. Come l'ombra derivativa, essendo circondata in tutto o in parte da campo illuminato, è piú oscura che la primitiva
590. Come l'ombra primitiva, che non è congiunta con piana superficie, non sarà di eguale oscurità
591. Condizione degli obietti oscuri di ciascun'ombra
592. Qual campo renderà le ombre piú oscure
593. Dove sarà piú oscura l'ombra derivativa
594. Delle ombre
595. De' termini che circondano le ombre derivative nelle loro percussioni
596. Come ogni corpo ombroso genera tante ombre quante sono le parti luminose che lo circondano
597. Delle varie oscurità delle ombre circondatrici di un medesimo corpo ombroso
598. Dell'ombra fatta da un corpo infra due lumi eguali
599. Che quel corpo ch'è piú propinquo al lume fa maggior ombra, e perché
600. Perché l'ombra maggiore che la sua cagione si fa di discordante proporzione
601. Perché l'ombra maggiore che la sua cagione ha termini confusi
602. Come l'ombra separata non sarà mai simile per grandezza alla sua cagione
603. Che differenza è da ombra congiunta co' corpi ad ombra separata
604. Natura dell'ombra derivativa
605. Delle figure delle ombre
606. Dell'ombra derivativa generata in altra ombra derivativa
607. De' termini dell'ombra derivativa
608. Dell'estensione dell'ombra derivativa
609. Dove l'ombra derivativa è piú oscura
610. Delle varietà delle ombre nel variare le grandezze de' lumi che le generano
611. Del variare dell'ombra senza diminuzione del lume che la causa
612. Dell'ombra che si converte in lume
613. Del lume che si converte in ombra
614. Dell'ombra derivativa creata da lume di lunga figura, che percuote l'obietto simile a sé
615. Che le ombre debbono sempre partecipare del colore del corpo ombroso
616. Delle cose bianche remote dall'occhio
617. Delle ombre delle cose remote e lor colore
618. Delle ombre, e quali sono quelle primitive che saranno piú oscure sopra il suo corpo
619. Qual parte della superficie di un corpo s'imprime meglio del colore del suo obietto
620. Qual parte della superficie di un corpo ombroso sarà dove i colori degli obietti si mischiano
621. Qual parte è di mediocre ombra nella superficie di un corpo ombroso
622. Qual parte della superficie illuminata sarà di maggior chiarezza
623. Qual ombra principale nelle superficie de' corpi avrà minore o maggior differenza delle parti luminose
624. Delle ombre fatte nelle parti ombrose de' corpi opachi
625. Qual corpo piglia piú quantità di ombra
626. Qual corpo piglia piú quantità di luce
627. Qual corpo piglia piú oscura ombra
628. Della qualità dell'oscurità delle ombre
629. Dell'ombra delle verdure de' prati
630. Precetto di pittura
631. Delle ombre che non sono compagne della parte illuminata
632. Del lume de' corpi ombrosi che non sono quasi mai del vero colore del corpo illuminato
633. Come son le ombre per lunga distanza
634. Della larghezza delle ombre, e de' lumi primitivi
635. Delle maggiori o minori oscurità delle ombre
636. Dove le ombre ingannano il giudizio che dà sentenza della lor maggiore o minore oscurità
637. Dove i lumi ingannano il giudizio del pittore
638. Dell'ombra ne' corpi
639. Delle qualità di ombre e di lumi
640. Delle ombre e lumi, e colori
641. De' lumi ed ombre, e colori di quelli
642. Dell'ombra e lumi negli obietti
643. De' termini insensibili delle ombre
644. Delle qualità de' lumi ed ombre ne' corpi ombrosi
645. Delle dimostrazioni de' lumi e delle ombre
646. De' lumi
647. De' lumi ed ombre
648. De' lumi ed ombre che di sé tingono le superficie delle campagne
649. Del lume derivativo
650. De' lumi
651. Di illuminazione e lustro
652. Di ombra e lume
653. Di ombra e lume
654. De' lumi ed ombre
655. Di ombra e lume
656. Esempio
657. Di ombre e lumi
658. De' lumi infra le ombre
659. Del chiaro e scuro
660. Del chiaro e scuro
661. Delle quattro cose che si hanno da considerare principalmente nelle ombre e ne' lumi
662. Della natura del lume illuminatore de' corpi ombrosi
663. De' lumi universali sopra i corpi puliti
664. De' corpi ombrosi i quali son puliti e lustri
665. Come i corpi circondati da lume universale generano in molte parti di sé i lumi particolari
666. Delle ombre e lumi co' quali si fingono le cose naturali
667. Delle ombre, ed in quali corpi non possono essere di gran potenza di oscurità, e cosí i lumi
668. Del lume particolare del sole o di altro corpo luminoso
669. Del lume universale dell'aria dove non percuote il sole
670. Dell'universale illuminazione mista colla particolare del sole o di altri lumi
671. Dell'ombra media, la quale s'interpone infra la parte illuminata e l'ombrosa de' corpi
672. Se il gran lume di poca potenza val quanto un piccolo lume di gran potenza
673. Del mezzo incluso infra i lumi e le ombre principali
674. Del sito dell'occhio che vede piú o men ombra secondo il moto ch'esso fa intorno al corpo ombroso
675. Qual sito è quello donde mai si vede ombra negli sferici ombrosi
676. Qual sito ovvero qual distanza è quella intorno al corpo sferico, donde mai non è privato d'ombra
677. Qual lume fa le ombre de' corpi piú differenti ai lumi loro
678. Di varî obietti vicini veduti in lunga distanza
679. Del sito dove l'obietto si mostra di maggiore oscurità
680. Dove ed in qual colore le ombre perdano piú il colore naturale della cosa ombrata
681. Qual colore di corpo farà ombra piú differente dal lume, cioè qual sarà piú oscura
682. Qual parte di un corpo sarà piú illuminata da un medesimo lume in qualità
683. Egualità di ombre in pari corpi ombrosi e luminosi in diverse distanze
684. Qual luminoso è quello che mai vedrà se non la metà dello sferico ombroso
685. S'egli è possibile che per alcuna distanza un corpo luminoso possa illuminare solamente la metà di un corpo ombroso minore di esso
686. Delle varie oscurità delle ombre de' corpi in pittura contraffatte
687. Quali colori fan piú varietà di lumi alle ombre
688. Tutti i colori nelle lontane ombre sono ignoti ed indiscernibili
689. De' colori delle specie degli obietti che tingono di sé le superficie de' corpi opachi
690. Del color falso delle ombre de' corpi opachi
691. Qual è in sé vera ombra de' colori de' corpi
692. Qual obietto tinge piú della sua similitudine le superficie bianche de' corpi opachi
693. Degli accidenti delle superficie de' corpi
694. Del colore delle ombre, e quanto si oscurano
695. De' colori de' lumi illuminatori de' corpi ombrosi
696. Quel che fan le ombre co' lumi ne' paragoni
697. Quali sono gli obietti delle carni che le fanno dimostrare le ombre compagne de' lumi
698. Delle ombre de' visi che passando per le strade molli non paiono compagne delle loro incarnazioni
699. Della qualità dell'aria alle ombre e ai lumi
700. De' lumi piccoli
701. Qual superficie fa minor differenza di chiaro e di scuro
702. Dov'è maggior varietà dalle ombre ai lumi, o nelle cose vicine o nelle remote
703. Quale sarà quel corpo che di pari colore e distanza dall'occhio men varia i suoi lumi dalle ombre
704. Perché si conoscono le vere figure di qualunque corpo vestito e terminato nelle superficie
705. Della discrezione delle ombre de' siti e delle cose poste in quelli
706. In quali superficie si trova la vera ed eguale luce
707. Della chiarezza del lume derivativo
708. Della remozione e propinquità che fa l'uomo nel discostarsi ed avvicinarsi ad un medesimo lume, e della varietà delle ombre sue
709. Delle varietà che fa il lume immobile delle ombre che si generano ne' corpi, che in sé medesimi si piegano, o abbassano, o alzano senza mutazione de' loro piedi
710. Qual corpo è quello che accostandosi al lume cresce la sua parte ombrosa
711. Qual è quel corpo che quanto piú si accosta al lume piú diminuisce la sua parte ombrosa
712. Qual è quel corpo ombroso che non cresce né diminuisce le sue parti ombrose o luminose per nessuna distanza o vicinità dal corpo che lo illumina
713. Infra i corpi di eguale grandezza, quello che da maggior lume sarà illuminato avrà la sua ombra di minore lunghezza
714. Quei corpi sparsi situati in abitazione illuminata da una sola finestra faranno l'ombra derivativa piú o meno breve, secondo che sarà piú o meno a riscontro di essa finestra
715. Ogni mezzo d'ombra derivativa si drizza col mezzo dell'ombra originale, e col centro del corpo ombroso, e del lume derivativo, e col mezzo della finestra, ed in ultimo col mezzo di quella parte del meridionale fatto dall'emisfero celeste
716. Ogni ombra fatta dal corpo ombroso minore del lume originale manderà le ombre derivative tinte del colore della loro origine
717. Quella parte del corpo ombroso sarà meno luminosa, che sarà veduta da minore quantità di lume
718. Ogni lume che cade sopra i corpi ombrosi infra eguali angoli, tiene il primo grado di chiarezza, e quello sarà piú scuro che riceve gli angoli meno eguali, ed il lume o le ombre fanno loro ufficio per piramide
719. Ogni ombra fatta dai corpi si dirizza colla linea del mezzo ad un solo punto fatto per intersecazione di linee luminose nel mezzo dello spazio e grossezza della finestra
720. Ogni ombra con tutte sue varietà che per distanza cresce per larghezza piú che la sua cagione, le sue linee esteriori si congiungono insieme infra il lume e il corpo ombroso
721. Ogni corpo ombroso si trova infra due piramidi, una scura e l'altra luminosa; l'una si vede e l'altra no, e questo solo accade quando il lume entra per una finestra
722. Qual è quel lume che, ancoraché l'occhio sia piú discosto dallo sferico ombroso che esso lume, non potrà mai vedere ombra, stando dietro al lume
723. Dell'occhio che per lunga distanza mai gli sarà occupata la veduta dell'ombra nell'ombroso, quando il luminoso sarà minore dell'ombroso
724. Dell'ombra dell'opaco sferico posto infra l'aria
725. Dell'ombra dell'opaco sferico posato sopra la terra
726. Delle ombre de' corpi alquanto trasparenti
727. Dell'ombra maestra che sta infra il lume incidente ed il riflesso
728. De' termini de' corpi che prima si perdono di notizia
729. De' termini de' corpi opachi
730. Come i termini de' corpi ombrosi veduti da una medesima pupilla non sono in un medesimo sito in esso corpo
731. Come quel corpo ha i suoi termini piú confusi, che sarà piú vicino all'occhio che li vede
732. Come si deve conoscere qual parte del corpo deve essere piú o men luminosa che le altre
733. Quando gli angoli fatti dalle linee incidenti saranno piú eguali, in quel luogo sarà piú lume, e dove saran piú disuguali, sarà piú oscurità
734. Come i corpi accompagnati da ombra e lume sempre variano i loro termini dal colore e lume di quella cosa che confina colla loro superficie
735. De' colmi de' lumi che si voltano e trasmutano, secondo che si trasmuta l'occhio veditore di esso corpo
736. Modo come devono terminare le ombre fatte dagli obietti
737. Qual parte dello sferico meno si illumina
738. Qual parte dello sferico piú si illumina
739. Qual parte dell'opaco sferico meno si illumina
740. Della proporzione che hanno le parti luminose de' corpi co' loro riflessi
741. Della parte piú oscura dell'ombra ne' corpi sferici o colonnali
742. Come le ombre fatte da lumi particolari si debbono fuggire, perché sono i loro fini simili ai principî
743. Del dare i lumi debiti alle cose illuminate secondo i siti
744. Regola del porre le debite ombre e i debiti lumi ad una figura, ovvero corpo laterato
745. Regola del porre le vere chiarezze de' lumi sopra i lati del predetto corpo
746. Perché pare piú chiaro il campo illuminato intorno all'ombra derivativa stando in casa che in campagna
747. Del dare i lumi
748. Del dare con artificiosi lumi ed ombre aiuto al finto rilievo della pittura
749. Del circondare i corpi con varî lineamenti di ombra
750. Modo di fare alle figure l'ombra compagna del lume e del corpo
751. De' siti de' lumi e delle ombre delle cose vedute in campagna
752. Se il sole è in oriente e l'occhio a settentrione, ovvero a meridie
753. Del sole e dell'occhio posti all'oriente
754. Del sole all'oriente e l'occhio all'occidente
755. Ricordo al pittore
756. Della convenienza delle ombre compagne de' loro lumi
757. In che parte de' corpi ombrosi si dimostreranno i loro colori di piú eccellente bellezza
758. Perché i termini de' corpi ombrosi si mostrano alcuna volta piú chiari o piú scuri che non sono
759. Che differenza è dalla parte illuminata nella superficie de' corpi ombrosi alla parte lustra
Parte quinta - Del lustro
Trattato della Pittura (da Vinci)/Parte quinta - Del lustro
760. Del lustro de' corpi ombrosi
761. Come il lustro è piú potente in campo nero che in alcun altro campo
762. Come il lustro generato nel campo bianco è di piccola potenza
763. Delle grandezze de' lustri sopra i corpi tersi
764. Che differenza è da lustro a lume
765. Del lume e lustro
766. Quali corpi sono quelli che hanno il lume senza lustro
767. Quali corpi sono quelli che hanno lustro e non parte luminosa
768. Del lustro
Parte quinta - De' riflessi
Trattato della Pittura (da Vinci)/Parte quinta - De' riflessi
769. Dell'ombra interposta infra lume incidente e lume riflesso
770. Dove il riflesso dev'essere piú oscuro
771. Perché i riflessi poco o niente si vedono ne' lumi universali
772. Come il riflesso si genera ne' lumi universali
773. Quali lumi facciano piú nota e spedita la figura de' muscoli
774. Come i corpi bianchi si devono figurare
775. Dell'occhio che sta al chiaro e vede il luogo oscuro
776. Dell'occhio che vede le cose in luogo chiaro
777. Delle ombre e lumi delle città
778. Dell'illuminazione delle parti infime de' corpi insieme ristretti, come gli uomini in battaglia
779. Del lume particolare
Parte quinta - Delle ombrosità e chiarezze de' monti
Trattato della Pittura (da Vinci)/Parte quinta - Delle ombrosità e chiarezze de' monti
780. Prospettiva comune
781. Delle cime de' monti vedute di sopra in giú
782. Dell'aria che mostra piú chiare le radici de' monti che le loro cime
783. Perché i monti distanti mostrano piú oscure le sommità che le loro basi
784. Delle cime de' monti che si scoprono all'occhio l'una piú alta dell'altra, che le proporzioni delle distanze non sono colle proporzioni de' colori
785. Delle cime de' monti che non diminuiscono ne' colori secondo la distanza delle cime loro
786. Dell'inganno del pittore nella grandezza degli alberi e degli altri corpi delle campagne
787. Perché i monti in lunga distanza si dimostrano piú scuri nella cima che nella base
788. Perché i monti paiono avere piú oscure le cime che le basi in lunga distanza
789. Come non si deve figurar le montagne cosí azzurre il verno come l'estate
790. Come i monti ombrati dai nuvoli partecipano del colore azzurro
791. Dell'aria che infra i monti si dimostra
792. De' monti e loro divisione in pittura
793. Pittura che mostra la necessaria figurazione delle alpi, monti e colli
794. Pittura e come i monti crescono
795. Pittura nel figurare le qualità e membri de' paesi montuosi
796. De' monti
797. De' monti
798. Precetto
799. Del corpo luminoso che si volta intorno senza mutazione di sito e riceve un medesimo lume da diversi lati e si varia in infinito
800. Di ombra e lume de' corpi ombrosi
801. De' corpi illuminati dall'aria senza il sole
802. Quei termini delle ombre saranno piú insensibili, che nasceranno da maggior quantità di luce
803. Quale ombra è piú oscura
804. Del lume
805. Precetto
806. Precetto
807. De' termini de' corpi mediante i campi
808. Precetto delle ombre
809. Dell'imitazione de' colori in qualunque distanza
810. Del lume riflesso
811. Di prospettiva
Parte sesta - Degli alberi e delle verdure
Trattato della Pittura (da Vinci)/Parte sesta - Degli alberi e delle verdure
812. Discorso delle qualità de' fiori nelle ramificazioni delle erbe
813. Della ramificazione delle piante
814. Della ramificazione delle piante
815. Della ramificazione delle piante
816. Delle minori ramificazioni delle piante
817. Della proporzione che hanno infra loro le ramificazioni delle piante
818. Della ramificazione degli alberi
819. All'albero giovane non crepa la scorza
820. Della ramificazione delle piante
821. Delle ramificazioni delle piante
822. Del nascimento delle foglie sopra i rami
823. Delle ramificazioni delle piante colle loro foglie
824. Del nascimento de' rami nelle piante
825. Perché molte volte i legnami non sono diritti nelle lor vene
826. Degli alberi
827. Degli alberi
828. Della ramificazione degli alberi
829. Della ramificazione che in un anno rimette nelle fronti de' rami tagliati
830. Della proporzione de' rami colla proporzione del loro nutrimento
831. Dell'accrescimento degli alberi e per qual verso piú crescono
832. Quali rami degli alberi sono quelli che piú crescono in un anno
833. Della scorza degli alberi
834. Della parte settentrionale delle piante degli alberi
835. Della scorza delle piante
836. Delle diversità che hanno le ramificazioni degli alberi
837. Delle ramificazioni delle piante che mettono i rami a riscontro l'uno dell'altro
838. Degli accidenti che piegano le predette piante
839. Degli accidenti delle ramificazioni delle piante
840. Delle trasparenze delle foglie
841. Del centro degli alberi nella loro grossezza
842. Qual pianta cresce nelle selve di piú continuata grossezza ed in maggiore altezza
843. Qual pianta è di grossezza piú disforme e di minore altezza e piú dura
844. Delle piante e legnami segati i quali mai per sé si piegheranno
845. Delle aste che piú si mantengono diritte
846. Delle crepature de' legni quando si seccano
847. De' legni che non si scoppiano nel seccarsi
848. Ramificazione di alberi in diverse distanze
849. Della parte che resta nota negli alberi in lunga distanza
850. Delle distanze piú remote delle anzidette
851. Delle cime de' rami delle piante fronzute
852. Perché i medesimi alberi paiono piú chiari d'appresso che da lontano
853. Perché gli alberi da una distanza in là quanto piú sono lontani piú si rischiarano
854. Delle varietà delle ombre degli alberi ad un medesimo lume, in un medesimo paese, in lume particolare
855. De' lumi della ramificazione degli alberi
856. Della forma che hanno le piante nel congiungersi colle loro radici
857. Delle ombre e lumi e loro grandezze nelle foglie
858. Dell'illuminazione delle piante
859. Ricordo delle piante al pittore
860. Del lume universale illuminatore delle piante
861. Degli alberi e loro lume
862. Della parte illuminata delle verdure e de' monti
863. De' lumi delle foglie oscure
864. De' lumi delle foglie di verdura traenti al giallo
865. Degli alberi che sono illuminati dal sole e dall'aria
866. De' lustri delle foglie delle piante
867. Del verde delle foglie
868. Dell'oscurità dell'albero
869. Degli alberi
870. Degli alberi posti sotto l'occhio
871. Delle cime sparse degli alberi
872. Delle remozioni delle campagne
873. Dell'azzurro che acquistano gli alberi remoti
874. Del sole che illumina la foresta
875. Delle parti luminose delle verdure delle piante
876. Delle piante che sono infra l'occhio e il lume
877. Del colore accidentale degli alberi
878. Della dimostrazione degli accidenti
879. Quali termini dimostrino le piante remote dall'aria che si fa lor campo
880. Delle ombre delle piante
881. Delle ombre e trasparenze delle foglie
882. Delle ombre delle foglie trasparenti
883. Del non fingere mai foglie trasparenti al sole
884. Dell'ombra della foglia
885. Delle foglie oscure dinanzi alle trasparenti
886. Delle piante giovani e loro foglie
887. Del colore delle foglie
888. Degli alberi che mettono i rami diritti
889. Delle ombre degli alberi
890. Degli alberi orientali
891. Delle ombre delle piante orientali
892. Delle piante meridionali
893. De' prati
894. Delle erbe de' prati
895. Dell'ombra della verdura
896. De' paesi in pittura
897. Perché le ombre de' rami fronzuti non si dimostrano potenti vicino alle loro parti luminose come nelle parti opposite
898. Qual parte del ramo della pianta sarà piú oscura
899. Della veduta degli alberi
900. De' paesi
901. Pittura della nebbia che cuopre i paesi
902. De' paesi
903. De' paesi nelle nebbie o nel levare o nel porre del sole
904. Degli alberi veduti di sotto
905. Descrizione dell'olmo
906. Delle foglie del noce
907. Degli aspetti de' paesi
908. Della trasforazione delle piante in sé
909. Degli alberi che occupano le trasforazioni l'un dell'altro
910. Precetti di piante e verdure
911. Del comporre in pittura il fondamento de' colori delle piante
912. Precetto
913. Precetto delle piante
914. Delle erbe
915. Delle foglie
916. Precetto del contraffare il color delle foglie
Parte settima - De' nuvoli
Trattato della Pittura (da Vinci)/Parte settima - De' nuvoli
917. De' nuvoli
918. Del rossore de' nuvoli
919. Della creazione de' nuvoli
920. De' nuvoli e loro gravità e levità
921. Perché della nebbia si fa nuvoli
922. Dell'aria tutta nuvolosa
923. Dell'ombra de' nuvoli
924. De' nuvoli
925. De' nuvoli sotto la luna
926. De' nuvoli
Parte ottava - Dell'orizzonte
Trattato della Pittura (da Vinci)/Parte ottava - Dell'orizzonte
927. Qual sia il vero sito dell'orizzonte
928. Dell'orizzonte
929. Del vero orizzonte
930. Dell'orizzonte
931. Dell'orizzonte
932. Se l'occhio che vede l'orizzonte marittimo, stando co' piedi alla pelle di esso mare, vede esso orizzonte piú basso di sé
933. Dell'orizzonte specchiato nell'acqua corrente
934. Dove l'orizzonte si specchia nell'onda
935. Perché l'aria grossa vicina all'orizzonte si fa rossa
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