Verginia
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Argumento
Virginia amando, el Re guarisce, & chiede
Di Salerno el gran Principe in marito;
Qual costretto a sposarla, e poi partito
Per mai tornar fin che uiua si uede:
Cerai Virginia seriuendo mercede,
Ma el Principe da molta ira assalito,
Le dunanda s'a lei uuol siaredno
Dua condition qual impossibil crede:
Però Virginia sola & trauestita
Partendo, ogni impossibil conditione
Adempie al fin con prudentia infinita:
Onde el Principe pien d'ammiratione
Lei di fauore & gratia riuestita
Spofa di nuouo, con molta affettione.
Proemio
Donne che di bellezza & costitate
Vincete el Sole, & uincete Diana,
Et uoi fama & honor di nostra etate,
Non huomin, anzt del in carne humona
Et quai certar con ogni antiquitate
Potete, & uincer la gloria Romana;
Se mortal prego ha in uoi loco, o potentia,
Non ne negate benigna audientia;
Voi udirete el mirabil ingegno,
L'alta prudentia, l'impossibil cosa,
Patientia, costantia, in ira, & sdegno,
Virile ardire, & impresa dubbiosa,
Co'l qual per uenne al fine, al suo disegno
Vna donna prestante & uirtuosa
Salernitana, & d'humil patre nata,
Del suo signore accesa, innamorata.
E pitaosi accidenti di costei
Sol son representati a questo effetto,
Che ne casi finistri, acerbi, & rei
Mai si dispetuno spirto perfetto,
Et per mostar che d'huomini & di dei
Puo uincer l'ira un prudente intelletto,
Et ch'ardir, tempo, ingegno, oro, & parole
Fanno ottenere al fin cio che l'huom uuole.
Et s'el troppo aspettar ui sussi graue
Vostra clementia perdonar ne deue
Che molta acqua bisogna a grosse naue,
Et molto tempo a materia non leue
Ma forse l'atto fiatanto soaue
Che lungo spatio fara parer breue,
Et se grato non fia come si crede,
Non commendare quel, ma nostra fede.
Fuga di qui la superba ambitione,
La uoglia e sitial d'argento & oro,
Vil mercatura, ingrata adulatione.
Mecanica arte, ingiurioso foro,
Ciascun, remosso odio, tra, & passione.
Presti silentio in aspetto decoro,
Nessun tumulto, o suon ell'aer giri,
Segia non son d'amorosi sospiri.
Atto Primo
VIRGINIA
Donna non credo sia soprala terra
Qual piu persegua ogni cielo ogni stella
Di me ridotta in amorosa guerra
Semplice, & in esperta damigella
Amor nel petto mio scelpito serra,
Vna faccia crudel piu ch'el sol bella,
Et cinto ha per accrescer le mie pene
Me bassa, & uil d'altissime cathene:
Io d'Hippocrate sisico figliuola:
Virginia infortunata in sempiterno,
Amo Alessando che progenie sola
Fù del Principe inuitto di Salerno;
Et quel che piu mio tristo spirito inuola
E che eqale a lui me non discerno,
Questa e pur cosa horrenda impia & proterua
Che s'accenda del suo signor la serua:
So ch'io non sona a la sua altezza equale,
Misera lassa io lo conosco & ueggio,
Ma tanto è cieco amor tanto è mortale
Ch'io uedo & lodo el meglio, & seguo el peggio
Poi ch'al soccorso mio cosa non uale
Amor per minor duol la morte chieggio
Poi che mi sforza questo signor degno
Con bellezza, uirtu, gratia, & ingegno.
Chi mitra el mio signor notare in mare,
Et romper l'acque col purpureo petto,
Chi lo rimira un corsier caualcare,
Et girarlo ne Paria a suo dispetto
Chi lo rimira, o correre, o saltare,
Cacciar le fiere o giostrar per diletto
D'amarlo ha gran ragion, che queste proue
Hauren forza aleuar sua sposa a Gioue.
La chioma sua par quella d'Absalone,
Di Ganomede el suo purpureo uolto,
Come chi rose infra uiole pone,
O qual rubino in bianco auorio auolto,
Et per accrescer piu mia passione
El poterlo uedere anchor m'è tolto,
Che di qui sta lontana esta mia stella
Col Rè Alphonso in Parthenope bella:
Ma chi è questo che dal destro corno
Attrauersa la uia pronto & ueloce?
Ne si cura s'el Sole, a mezzo el giorno,
Con impeto maggiore auampa & coce?
Parlarli intendo, o mio Corriere adorno
Ascolta alquanto la mia debil uoce,
Et dammi s'io ne son degna responso,
Che fa la corte, & che fa el Re Alphonso?
CORRIERE
Madonna presto la risposta spaccio
Ch'el gran camin c'ho affar mi sprona & frange
Che de monti Riphei calcare el gbiaccio
Intendo, & trappassare et Nilo e'l Gange.
Sappi che una fistola ha nel bracao
El Re Alphonso, & ogn'hor grida & piange,
Et dubita sua uita non finisar.
Che medico non troua ch'el guariscai.
VIRGINIA
Hor su forse che amor haura pietate
Di me incauta sua fidel soggieta
So che guari gia el mio padre Hippocrate
Vna Regina da fistola insetta.
Io tengo quel liquor pien di bontate,
S'io rendo al Re sua sanita perfetta,
Di Salerno di poi che fia guarito
Diamanderolli el Principe in marito:
Hor che farai, o Virginia infelice,
Vuoi tu uolare al ciel senza hauer ale?
A te hauer tanto sposo non lice,
Ma a qualche donna di sangue reale,
Columa se, non te stimar Pheniae,
Maggior ruina fa chi troppo sale.
Di quel trito prouerbio habbi paura,
Che misurato è, chi non simisura:
Ma se per sposa gia con gratie noue
Hebbe Bacco Adriana al lito tristo
Se gia amarno, & possederno Gioue
Due lummil Ninipbe Semele & Cehsto,
Perche non debbo far l'ultime proue
Per poter far del mio Principe acquisto?
Chi ha rispetto assai, mai satia uoglie,
Et chi l'arbor non sal, frutto non coglie:
Starò richiusa qual uil feminella,
Qual ha lagrime & strida sol per armi?
Tanto mi stringe quella faccia bella,
Ch'io dispongo, o morire, o contentarmi,
Ma spero anchor che quella forta stella
Mi potria scior, come pote legarmi,
Che gia mi fa la sua forza infinita
Sopra l'etate, & sopra el sesso ardita:
In casa andrò pel famoso licore
El qual richiuso tengo in uaso d'auro
Ch'al Re guarira el bracao, & a me el core,
Et posseder farammi el mio thesauro,
Qui non bisogna, o indugio, o timore,
S'io uoglio a danni miei, trouar restauro,
che ne suo serui amor, ch'è dio magnanimo
Sollecitudin uuole, ingegno, & animo.
EL RE DI NAPOLI essendo amalato dice cosi
Poi chel soi quasi in Occidente è fitto,
Et ombra porge ogni selua ogni sasso
Fuor della terra al marittimo litto
Piglian nostro camin con lento passo.
Forse linira el duol da cui trasitto
E giorno & notte el miser corpo lasso
Perche la spira ogn'hor, si soaue aura
Ch'ogni affannato spirito restaura.
Stendesi el regno mio Parthenopeo
D'Apulia a salti, & di Lucenia al monte,
Et ha el mare Adriatico & lo Egno
Per termin suoi, & Grecia opposta a fronte,
Ma che mi ualtse questo dolor reo,
Non tole el regno o le ricchezze prontet
Conosco ben, ma con mio danno espresso,
Ch'io ho regno & thesor, ma non me stesso.
Italia, Gallia, Germania, & Egitto
Fatto ho cercare, & nel tempio di Gioue,
Et doue Alcide sue colonne ha fitto,
La steril Libia, oue mai tuona, o ploue
Lo Hidaspe, el Tago, & l'infelice litto
Oue il magno Pompeo perse sue proue
Et non ritrouo ad mia ulta meschina
Arte, herba, incunto, ingegno, o medicina:
PRINCIPE
O nobil Re in molte aduersitate,
Si uede se l'huome ha molta prudentia:
Quando incurabil sia l'infirmitate
Non ce miglior ripar che patientia:
Ma so che le tue doglie fien curate
Con arte, ingegno, o uecchia esperientia,
Non ponga ad te disperation l'assedio
Che non è male alcun senza rimedio.
Nel mondo uedi hor lieta pace, hor guerra,
Hor notti o scure, & hor candidi giorni,
Et cosi uedi riuestir la terra,
Hor di ghiaccio, hor dirose e fiorì adorni,
Se la tua maiesta qualche duol ferra
Forza è ch'el mare irato in calma torne
Che se eterna non è cosa terrena
Non debba essere eterna tua pena.
RE
Io non spero giamai trouar piu pace,
Et questo è quel che mi confonde & duole
Che in questa nostra rea uita fallace
Ferma felicita non uede el Sole.
Poi che forza e seguir quel che al ciel place,
Non medici o ripar piu el mio cor uuole
Che a huom di gran mal posto in seruitute
Sola speranza e non sperar salute.
VIRGINIA uscendo di Salerno
Me, che spegner desio mio mortal foco,
O serua, o Dario mio seguiterai:
Et spero ch'el camin nostro fie poco,
Che Napoli da noi si uede hormai.
Io ueggo molta gente in questo loco,
Glie el Re, che foi anderò i o nòl anderai:
RE
Che cerchi donna, o qua drento che uuoi?
VIRGINIA
Parlare al Re. Rosta indrieto che non puoi.