A caso in terra caddero

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Tommaso Crudeli

XVIII secolo A poesie Letteratura A caso in terra caddero Intestazione 3 agosto 2014 75% Da definire

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Dialogo Allegorico fra un Zecchino ed un Quattrino, loro uso e fine


A caso in terra caddero
l’uno all’altro vicino
un ruspo d’oro splendido
e un misero quattrino.

5Stettero quieti e mutoli
i due rivali alquanto,
perché ambedue stupivansi
di ritrovarsi accanto.

Sulla moneta piccola
10tenne le luci fisse
alquanto il ruspo fulgido,
poi brontolando disse:

- Che fai, plebeo vilissimo,
accanto ad un par mio:
15quattrino miserabile,
conosci chi son io?

Io sto sempre con principi,
con grandi e cavalieri,
col mezzo mio sostengonsi
20i più possenti imperi.

E tu chi siei? Un uomo
da tutti dispregiato,
che trovi sol rifugio
in tasca allo spiantato.

25Che fai qui dunque? Scostati,
vanne da me lontano,
poiché un signor non abita
insiem con un villano -.

A così gravi ingiurie
30la povera moneta
sentì la bile accendersi
e non poté star queta;

onde rispose subito:
- Piano, signor mio bello,
35intendo e so benissimo
che nacqui poverello.

Per altro anch’io son utile
al mondo al par di voi;
abbiam diverso merito,
40ma ognuno ha i pregi suoi.

se vivo in crudo esiglio
lontano dalla corte,
son però felicissimo
nella mia parca sorte.

45Col mezzo mio satollasi
del povero la fame,
ma non servo alla fraude
o alla calunnia infame.

Non servo per corrompere
50de’ giudici la fede,
per me non si tradiscono
le maritali sede.

Non servo a patti illeciti,
non sazio voglie insane,
55non sono il mercimonïo
di spie e di p<uttane>.

So che i potenti e nobili
mi stiman molto poco,
ma almen non mi tripudiano
60in bei bagordi e gioco.

Amo piuttosto i laceri
panni delli spiantati,
che il cuor superbo e barbaro
de’ ricchi gallonati.

65Voi state ne’ postriboli,
io sto ne’ tempi santi,
io sto in man agl’artefici,
voi in quella de’ furfanti.

E d’uno stesso principe
70io come voi son figlio;
e delle palle pregiomi,
se voi portate il giglio -.

Volea il zecchin rispondere
in tuono ardito e fiero,
75mentre passando viddegli
a ccaso un passeggero:

- Fortuna - disse, ed avido
raccolze il bel zecchino
e nella borza chiuselo,
80né trascurò il quattrino.

Che cosa allor divennero
indovinate, amici?
il ruspo orgogliosissimo
pagò due meretrici;

85ed il quattrino ignobile,
converso ad usi santi,
fu dato in elemosina
per le anime purganti.