Ahimè, Comun, come conciar ti veggio

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Antonio Pucci

XIV secolo A Indice:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu sonetti Letteratura Ahimè, Comun, come conciar ti veggio Intestazione 15 ottobre 2016 75% Da definire

EPUB silk icon.svg EPUB  Mobi icon.svg MOBI  Pdf by mimooh.svg PDF  Farm-Fresh file extension rtf.png RTF  Text-txt.svg TXT

Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta Rime scelte di poeti del secolo XIV/Antonio Pucci


[p. 358 modifica]

     Ahimè, Comun, come conciar ti veggio
Sì dagli oltramontan sì da’ vicini
E maggiormente da’ tuoi cittadini,
4Che ti dovrìen tenere in alto seggio!

[p. 359 modifica]

     Chi più ti de’ onorar, quel ti fa peggio;
Legge non v’ha che per te si declini:
8Co’ raffi con la sega e con gli uncini
Ognun s’ingegna di levarne scheggio;
     Chè pel non ti riman che ben ti voglia:
Chi ti to’ la bacchetta e chi ti scalza,
11Chi ’l vestimento stracciando ti spoglia.
     Ognun lor pena sopra te rimbalza:
E nïun è che pensi di tua doglia,
14O s’tu dibassi, quando se rinalza;
                         Ma ciascun ti rincalza:
Molti governator per te si fanno,
17E finalmente son pure a tuo danno.