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Alchimia Spirituale/XIV - Utilissimo secreto dell'Alchimia il far ogni attione, come se la dovessimo far eternamente

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XIV - Utilissimo secreto dell’Alchimia il far ogni attione, come se la dovessimo far eternamente
XIII - Secreto singolare dell'Alchimia, in qualunque attione il moltiplicar con l'intentione l'atto in infinito XV - Secreto mirabile per nobilitar le attioni e migliorarle, l'ordinarle sempre ad attioni più nobili et eccellenti
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Utilissimo secreto dell’Alchimia, il far ogni attione, come se la dovessimo far eternamente. Cap. XIV.


N
On solo all’intentione e perfettione dell’opre s’estende la nostra Alchimia, ma ancora all’estensione nel durare: e cosi potremo dar una molto larga duratione con l’affetto à ciascheduna attione, che per ordinario l’hà molto angusta e ristretta di sua natura. [p. 70 modifica]

Mettiamo in chiaro l’industria, per renderla facile nell’uso e nell’esercitio. Habbiamo da far un’opra in ossequio e servitio del nostro Dio per dargli gloria e gusto: Sia l’adempimento d’uno de’ suoi comandamenti ò consigli, un’atto di mortificatione, un’atto di fede, un’atto di humiltà ò d’altra virtù: v’aggiungeremo con l’affetto la duratione assai più lugna di quello, che habbia in effetto: e ciò si può far in due maniere.

L’una mira il tempo passato; e si fa, desiderando di haver cominciato à far quella tal opera à [p. 71 modifica]gusto di Dio, quando cominciassimo ad essere, à vivere, nel primo istante della nostra concettione; e di haver poi continuato sempre à farlo: anzi possiamo andar assai più avanti col desiderio, & è, desiderar per gusto di Dio, se fosse stato possibile, l’haver cominciato à servir Dio in quell’opera fino ab eterno.

L’altra mira il futuro, e si mette in prattica in questa guisa: con far qual si sia operatione per amor di Dio, come se in quella si dovesse continuare per amor di Dio fino al fine della nostra vita, fino all’ultimo gior[p. 72 modifica]no del giudicio; anzi, se cosa piacesse a Dio, per tutta l’eternità.

Et in questa maniera ogni operatione diventarà in certa maniera eterna; e sarà più proportionata à quel Dio, per cui essa è fatta, & il quale hà per duratione l’eternità.

Questo, che si è detto dell’operare, si deve ancora intendere del patire: e quello, che si deve far dell’opra, si deve ancora intendere delle intentioni e fini di essa. Di Santa Teresa si riferisce, che, essendo assalita da qualche infermità, subito si offeriva [p. 73 modifica]à patirla à gusto del suo Dio sino al giorno del giudicio. E nel libro 5. al cap, 31. della vita di Santa Gertruda habbiamo, che piacque molto à Sua Divina Maestà la prontezza, con la quale altri si esibisce di vivere fino al giorno del giudicio in estrema miseria: il che conferma quello, che habbiamo detto da farsi circa qual si voglia attione e circostanza di essa: & il passar più oltre del giorno del giudicio non può essere, che inditio di maggior affetto in dar gusto à Dio, e piacere alla Divina Sua Maestà.