Alcune lettere delle cose del Giappone/Estratto d'un altra lettera del medesimo

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Estratto d'un altra lettera del medesimo

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E S T R A T T O  D'V N  A L T R A

lettera del medeſimo P. Luigi Froes

à 29. di Maggio 1 5 8 1.


QV E S T I di paſſati Xibatadono ci fece vn conuito molto ſplendido & regale. Prima ci fè mettere vna tauola per vno a me & miei compagni, che erano il fratello Coſmo, & Dario nuouo Chriſtiano moſtrandoci di più tanti ſegni d'amoreuolezza che li ſuoi gentilhuomini, che erano preſenti, reſtauano ammirati. M'interrogò di molte coſe di Europa, & ben tre ò quattro volte replicho che ſaria bene hauer qui vna Chieſa, perche con quella ſi accreſceria il numero de Chriſtiani, & che ſe non vi reſtaſſe alcun Padre ò fratello, tutto quello che ſi faceſſe, preſto ſi perderebbe; & chiamato a ſe Dario gli commiſe che mi moſtraſſe tutta la Città accioche io ſceglieſſe il ſito che più giudicaßi a propoſito. Il Principe ſuo figliuolo già m'hauea fatto intendere il medeſimo.

Qui fù prouidenza di N .S. che m'incontraßi con vn nipote di Nartadono, che già faranno otto anni io battezzai nel regno di Zamba, eſſendo egli all'hora di otto ò noue anni. & eſſendo che l'anno paſſato ſuo padre parimente Chriſtiano fu ammazzato nella guerra, non volſe Xibatadono che queſto giouinetto per eſſer di ſangue nobile ſi partiſſe da lui, ma gli confermò l'entrata che daua a ſuo padre, che erano ottocento pardaos che faranno ottocento ſcudi. Coſtui hauendo inteſo che io ero capitato in queſte [p. 132 modifica] [p. 133 modifica]

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E S T R A T T O  D'U N  A L T R A

lettera del medesimo P. Luigi Froes

à 29. di Maggio 1 5 8 1.


QU E S T I di passati Xibatadono ci fece un convito molto splendido et regale. Prima ci fè mettere una tavola per uno a me et miei compagni, che erano il fratello Cosmo, et Dario nuovo Christiano mostrandoci di più tanti segni d'amorevolezza che li suoi gentilhuomini, che erano presenti, restavano ammirati. M'interrogò di molte cose di Europa, et ben tre ò quattro volte replicho che saria bene haver qui una Chiesa, perche con quella si accresceria il numero de Christiani, et che se non vi restasse alcun Padre ò fratello, tutto quello che si facesse, presto si perderebbe; et chiamato a se Dario gli commise che mi mostrasse tutta la Città accioche io scegliesse il sito che più giudicassi a proposito. Il Principe suo figliuolo già m'havea fatto intendere il medesimo.

Qui fù providenza di N .S. che m'incontrassi con un nipote di Nartadono, che già faranno otto anni io battezzai nel regno di Zamba, essendo egli all'hora di otto ò nove anni. et essendo che l'anno passato suo padre parimente Christiano fu ammazzato nella guerra, non volse Xibatadono che questo giovinetto per esser di sangue nobile si partisse da lui, ma gli confermò l'entrata che dava a suo padre, che erano ottocento pardaos che faranno ottocento scudi. Costui havendo inteso che io ero capitato in queste [p. 132 modifica] [p. 133 modifica]