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Alme leggiadre e pure

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GIO: BATTISTA COTTA

AMORE DIVINO.

ALme leggiadre e pure,
     Bianche qual neve e schiette,
     A ben’amar elette
     E in ben’amar sicure
     5Correte a stuolo a stuolo
     Che viene Amor dal Polo.
Vien dalle Stelle Amore,
     Non quell’Amor profano
     Che sembra al volgo insano
     10Gran Nume, ed è furore,
     Che molce, alletta e ride
     E poi ridendo uccide.
Non quel, che turba e mesce
     Della Ragione il regno,
     15E vi s’indonna a segno,
     Che si fa pena e incresce;
     Ma il santo Amor vezzoso,
     Gioja dell’Alma, e Sposo.
Quegli, che i bei costumi
     20A puri cori insegna,
     E in lor fa nido e regna
     Fra mille vampe, e lumi;
     Quel ch’ove alligna, e splende,
     Fiamma beata accende.
25Vè come lieto in volto
     Di fiore in fior sen vola:
     Dalla morta viola
     Al bianco giglio è volto:
     E fa, qual ape d’oro,
     30Di dolce mel tesoro.
Nella vicina sponda

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     L’ale raccoglie, e stanco
     Posa sull’erba il fianco,
     Sotto la mobil fronda
     35Dorme, e la face e l’arco
     Son di duo rami incarco
Le mani altri gli cinga
     Con laccio d’or sottile:
     Altri nel piè gentile,
     40Per l’ali altri lo stringa.
     Sia prigionier tra noi
     Eternamente, e poi....
Destasi, ahimè!, che venne
     Fresc’aura a lui molesta,
     45Che sussurando il desta,
     E l’urta colle penne:
     Presto facciam col canto
     Al dolce sonno incanto.
Ah sì, d’Amor risuoni
     50L’aere intorno intorno:
     E il vago fonte adorno
     Dolce d’Amor ragioni,
     E ragionando obblìe
     Dell’Ocèan le vie.
55Oh Amor forte e soave,
     Per ogni parte estenso,
     Saggio immortale immenso,
     Che hai d’ogni Ben la chiave,
     Onde s’apre e disserra
     60Quanto di Bene è in Terra
Gran Re tu sei, gran Nume
     Pari al gran Figlio e al Padre,
     Te le celesti squadre
     Han di ubbidir costume,
     65Dimesse il volto e il ciglio,
     Come al gran Padre, e al Figlio.
Qual a duo Mar catena

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     Fassi gran Fiume Altero,
     Che sgorga dal primiero
     70All’altro Mar la Piena;
     Tal muovi, e il braccio porgi
     A duo Mari, onde sorgi.
Per Te ogni cosa adorna
     Nell’ordin suo si mira:
     75Da Te volge e s’aggira,
     Poi lieta a Te ritorna
     Suo cerchio alto e superno,
     In nobil giro eterno.
Scende da Te virtute,
     80Che Cielo e Terra informa;
     Ad ogni passo un’orma
     Stampi di tua salute;
     Te all’ampio suol per entro,
     E segni Te nel centro,
85Versano ambrosia, e mele
     Per te le valli, ei monti;
     Versan nettare i fonti,
     Che sparsi eran di fiele
     E infin la Morte impara
     90A farsi dolce e cara.
Dell’anime immortali
     Tu origin prima, e luce,
     Ver gli astri a lor sei duce
     Col gran poggiar dell’ali:
     95Qual’Aquila, che al Sole
     Guidi l’amata prole,
Quando d’amar sei vago,
     Amabil fai l’oggetto,
     Segando entro del petto
     100Di Purità l’immago.
     Oh miser’Alma e ria,
     Se rìamarti obblìa!
Gli affetti poco a poco

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     Rubelli ardi e travolgi;
     105Ed in virtù li volgi
     Col tuo possente fuoco:
     È maraviglia come
     Abbian perduto il nome.
O forte Amore, e dolce
     110Incenditor de’cuori
     Forte fra gli altri Amori,
     Come trionfa e molce
     La tua beata fiamma,
     Che l’Universo infiamma!
115Sù, Verginelle, al colle
     Correte ove s’infiora,
     Ove più ride e odora
     L’erbosa riva e molle,
     Per vaghi fior diversi
     120Gialli, vermigli, e persi.
E il gelsomin di latte,
     E il croco d’or dipinto,
     E il ceruleo giacinto
     Colto da mani intatte
     125In odoroso nembo
     Versate a Lui nel grembo.
Deh non si desti e scioglia,
     Onde non fugga al Cielo.
     Se rapido qual telo
     130Fia, che da Voi si toglia,
     Che sì, ch’ei vi saetta
     Da qualche nuvoletta,
Ma vuoti a suo talento
     L’aurea faretra intera;
     135Piaghi dall’alta sfera
     Cento bell’Alme e cento.
     Oh avventuroso il seno,
     Che al suo ferir vien meno!