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Andreas/XI

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Anonimo - Andreas (VIII-X secolo)
Traduzione dall'anglosassone di Federico Olivero (1927)
XI
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XI


      1155Allora fu innalzato compianto nella città[1],
alto clamore della folla; gli araldi proclamavano
e lamentavano la carestia; essi stavan mesti,

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stretti dalla fame. Le aule dagli alti pinnacoli,
la sala del banchetto, rimanevano desolate, gli uomini non possedevano ricchezza
1160da godere in quell’amaro tempo;
i saggi sedeano in disparte in segreto consiglio
a meditare sulla sciagura; non v’era gioia nella loro contrada.
Diceva[2] allora spesso un guerriero all’altro:
‘Colui che ha un savio consiglio,
1165un sagace pensiero nella sua mente, non lo nasconda! Ora è venuto il tempo
di immensa calamità[3]; noi abbiamo gran bisogno
di udire parole d’uomini saggi’.
      Allora dinanzi a quella moltitudine il diavolo apparve,
fosco e brutto; aveva l’aspetto d’un tristo.
1170Incominciò quindi il principe del delitto,
lo storpio dell’inferno[4], a pronunziar le sue accuse,

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opponendosi al santo, e disse:
‘Qui è venuto nella città, per lontana via, un nobile,
1175uno straniero, che io ho sentito chiamare Andrea;
egli a voi ha recato gran danno[5],
quando trasse dalla fortezza
maggior numero d’uomini di quanto era conveniente.
Ora voi potete facilmente vendicare sui loro autori queste offese;
1180lasciate che le ferite fatte dalle armi,
gli affilati ferri, dividano il corpo
e le membra del condannato[6]; andate arditamente,

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sì che voi possiate umiliare l’avversario in guerra[7]’.
      A lui allora Andrea diede risposta:
1185‘Ecco! tu impudentemente persuadi il popolo,
ecciti alla battaglia. Tu sai del fuoco la tortura
ardente nell’inferno, e tu inciti un esercito,
una falange alla lotta; tu sei ostile a Dio,
il Giudice delle genti. Ecco! tu, dardo del demonio,
1190acuisci la tua sciagura; te l’Onnipotente
umiliò in abbiezione, e cacciò nelle tenebre,
dove il Re dei re ti coperse di catene,
e quind’innanzi sempre ti dissero Satana
coloro che intendevano[8] glorificare la legge del Signore’.
      1195Ancora l’avversario esortò[9]
il popolo alla lotta, coll’astuzia del demonio:
‘Ora voi udite il nemico dei guerrieri,
colui che fece il maggiore dei danni a questa moltitudine.
È Andrea colui che con me contende
1200con artifiziose parole al cospetto della folla’.
      Venne quindi dato un segnale ai cittadini;
su balzarono valorosi con clamor d’esercito
ed i guerrieri s’affollarono alle porte delle mura,

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arditi sotto gli stendardi, in grande turba
1205al cimento, con lance e scudi.
      Allora parlò il Dio degli eserciti,
il Signore forte di potenza disse al suo vassallo:
‘Andrea, tu devi compire un atto di valore;
non nasconderti alla folla, ma il tuo animo
1210afforza saldo contro i forti. Non è lontana l’ora
in cui questi crudeli ti copriranno di tormenti,
di gelide catene. Rivela te stesso[10],
invigorisci la tua mente, conferma il tuo cuore,
sì che essi riconoscano in te la mia potenza.
1215Questi uomini criminosi[11] non han forza di dar morte al tuo corpo,
e ciò non è loro permesso, senza la Mia volontà[12],
sebbene tu abbia a sopportare percosse,
perfidi colpi crudeli. Io starò accanto a te’.
      Dopo quelle parole venne una turba innumerabile,
1220perversi consiglieri con truppa d’armati,
gonfi d’ira; trassero subito fuori

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il santo e colà gli legarono le mani,
tosto che egli, la gioia dei prenci, apparve[13],
ed essi poterono vedere co’ loro occhi, presente,
1225l’uomo fidente nella vittoria[14]. Fra quella torma di popolo v’erano molti guerrieri
bramosi di lotta in quel campo di battaglia;
poco si davan pensiero
della ricompensa che avrebbero in seguito avuta[15].
I feroci nemici indi ordinarono di condurre il santo per la contrada,
1230di trascinarlo talvolta
nel modo più crudele che essi potevano immaginare.
Trascinarono l’audace santo, di forte cuore, attraverso alpestri spelonche,
per rocciosi declivii,
quanto si stendevano le strade,
1235antica opera di giganti, nelle città,
le vie lastricate[16]. Un fragor di tempesta sorse

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fra le case dell’urbe, un grande tumulto
dell’esercito pagano. Il corpo del santo era
tormentato da dolorose ferite, bagnato di sangue,
1240le ossa[17] infrante; il sangue sgorgava in onde
ardenti[18]. Nel suo intimo egli aveva
incrollabile coraggio; quel nobile animo era
senza peccati[19], quantunque tanti dolori
ei dovesse soffrire per gravi percosse[20].
1245Così fu flagellato per tutto il giorno, sinchè venne la sera,
il santo, raggiante di vittoria; il dolore di nuovo sorse
nel petto dell’eroe, finchè splendente,
celestialmente fulgido, il sole scivolò all’occaso.
Condussero allora le genti l’odiato avversario
1250al carcere; a Gesù tuttavia egli era
caro in cuore; era lieto il suo sacro spirito
nel suo cuore, impavida la sua mente.

Note

  1. ↑ 1155 nella città: in wera burgum — ‘nelle città degli uomini’.
  2. ↑ 1163 Diceva: fregn — ‘chiedeva’.
  3. ↑ 1165-6 il tempo di immensa calamità: sæl....., — þréa ormǽte — ‘l’ora..., calamità eccessiva’.
  4. ↑ 1171 lo storpio dell’inferno: hellehinca. — Il significato della parola, di cui questo è il solo esempio in Ags., è dubbio. — Bosworth-Toller: ‘The hell-limper, — hobbler, the devil lamed by his fall from heaven’ [Grimm, Deutsche Mythologie, 944-5: ‘Am ersten fällt sein lahmer fuss auf, daher der hinkenke teufel (diable boiteux), hinkebein, vom sturz aus dem himmel in den abgrund der hölle scheint er gelähmt, wie der von Zeus herabgeschleuderte Hephäst’]. Il Grimm riconduce -hinca all’Ags. *hincan: ‘claudicare’ (cf. island. hinka, ant. alto ted. hinkan: ‘zoppicare’). — Il Grein ha: ‘Höllenhinker’, e cf. Ags. ádloma, ‘demonio’, in Guthlac, 884, da ád: ‘fire’ e -lama: ‘lame’ (Sprachschatz, II, 31).
  5. ↑ 1176 ‘hé éow néon gescéod’ — egli vi danneggiò grandemente — ‘néon’, ‘néan’; ‘from near’, ‘closely’.
  6. ↑ 1180-2 lasciate... del condannato:

    lǽtað waepnes spor,
    iren ecgheard,    ealdorgeard sceoran,
    fáeges feorhhord.

    lasciate la traccia dell’arma,
    il ferro dal duro filo, tagliare il corpo,
    il corpo del condannato.
  7. ↑ 1183 in guerra: wiges — ‘(e distoglierlo) dalla (della) guerra’.
  8. ↑ 1194 intendevano: cúðon: ‘sapevano’.
  9. ↑ 1195 esortò: wordum lǽrde — ‘con parole esortò’.
  10. ↑ 1212 Rivela te stesso: Cýð þé sylfne — ‘mostrati’, ‘appari’ (al cospetto delle genti). — Il Krapp osserva che il poeta non ha detto che Andrea si era reso invisibile ai Mermedoni, come risulta invece nella versione greca e nella leggenda ags. in prosa.
  11. ↑ 1215 criminosi: lehtrum scyldige — ‘colpevoli di ferite’.
  12. ↑ 1216 senza la Mia volontà: ofer mine ést (1215) — ‘contro il Mio consenso’.
  13. ↑ 1223 ‘siþþan geypped wæs ædelinga wynn’ — ‘poichè rivelata fu de’ prenci la gioia’.
  14. ↑ 1225 fidente nella vittoria: sigerófne — ‘di vittoriosa forza’.
  15. ↑ 1228 ‘hwylc him þæt edléan æfter wurde’: — ‘quale a loro quella ricompensa quindi sarebbe’.
  16. ↑ 1236 lastricate: stánfáge — ‘variamente colorate di pietre’.
  17. ↑ 1240 le ossa: bánhús — ‘the bone-house’ — ‘il corpo’.
  18. ↑ 1240-1 il sangue sgorgava in onde ardenti: blód ýðum wéoll, — hátan heolfre — ‘il sangue sgorgava in onde, — in caldo cruore’.
  19. ↑ 1243 senza peccati: ásundrad fram synnum — ‘separato dai peccati’.
  20. ↑ 1244 per gravi percosse: déopum dolgslegum — ‘per profonde percosse che producon ferite’ (‘dolg’: ferita, — ‘slege’: colpo).