Vai al contenuto

Andreas/XII

Da Wikisource.
Anonimo - Andreas (VIII-X secolo)
Traduzione dall'anglosassone di Federico Olivero (1927)
XII
XI XIII
[p. 76 modifica]

XII


      Allora il santo, il coraggioso prence, fu, sotto l’ombra tenebrosa,
durante tutta la notte,
1255circondato da insidie. La neve avvinceva la terra
in tempeste invernali, le brezze divenivano fredde
per aspre tormente di grandine; così pure la brina ed il gelo,
canuti guerrieri, serravano la dimora degli uomini,
le case delle genti[1]. Le terre erano gelide
1260di freddi ghiacciuoli, si congelava il forte corso dell’acqua[2]
sulle riviere, il ghiaccio formava un ponte
sulle nere vie del mare. Lieto cuore serbava[3]

[p. 77 modifica]

l’illustre prence, memore del coraggio,
ardito, e forte nel sopportare, nelle afflizioni,
1265nella gelida notte invernale; nè punto desisteva in cuor suo
— spaurito di fronte al terrore — dal lodare, come[4] egli aveva prima incominciato,
sempre assai gloriosamente il Signore,
dall’onorarlo colle sue parole, sinchè il sole, la gemma del cielo[5],
apparve fulgida nel cielo. Allora venne[6] la folla
1270a quella fosca prigione, una grande moltitudine,
bramosa di strage, con clamore di esercito.
Diedero ordine di condur subito fuori il nobile santo,
il guerriero fedele, e di darlo[7] in potere ai suoi iracondi nemici.
Quindi fu egli di nuovo come prima, durante tutto il giorno,
1275flagellato con dolorose percosse; il sangue sgorgava in onde
su tutto il suo corpo, scorreva ricoprendo con caldo sangue[8]

[p. 78 modifica]

il sangue aggrumato; il suo corpo, affranto dalle ferite, non aveva tregua dal soffrire[9].
Allora uno scoppio di pianto[10] venne
attraverso il petto di quest’uomo, uscì[11] da lui un grido
1280— sgorgava il fiume di pianto in flutti — ed egli disse:
‘Guarda il mio stato, o Signore Iddio,
o tu che grazioso dispensi doni alle genti! Tu sai e ben conosci
le tribolazioni di ognuno di noi.
Io mi affido a Te, o mio Creatore,
1285e spero[12] che, per Tua potenza,
Tu, o Salvatore degli uomini, mite e benigno di cuore,

[p. 79 modifica]

eterno Onnispossente, non mai mi vorrai abbandonare;
così io questo farò, mentre la mia vita sussiste[13]
su questa terra: di non dipartirmi pur lievemente,
1290o Signore, dai tuoi amabili insegnamenti.
A tutti i tuoi Tu sei scudo contro le armi del nemico,
o immortale Autore di beatitudine;
non lasciare che ora l’assassino dell’umanità,
il primo figlio del delitto, colla forza del demonio schernisca,
1295copra di calunnie colore che divulgano la Tua lode’.
      Allora colà apparve l’orrendo spirto,
l’iracondo traditore; il dèmone d’inferno,
maledetto in tormenti, diede comando ai guerrieri[14]
al cospetto di quella moltitudine, e disse:
1300‘Colpite il peccatore sulla sua bocca,
il nemico del popolo; ora troppo egli parla’.
      Quindi fu di nuovo suscitata la lotta,
una seconda volta l’odio sorse,
finchè il sole scivolò al tramonto
1305sotto l’arduo promontorio; la notte coperse
le erte montagne, bruna le ricoprì,

[p. 80 modifica]

ed il santo audace e giusto fu tratto alla sua dimora,
in quella buia sala;
il fedele eroe deve quindi nel carcere durante tutta la notte
1310abitare quel sozzo sito.
      Allora venne in quella sala, con altri sei[15],
il mostro tremendo, memore di male azioni,
il principe delittuoso della malvagità, avvolto in tenebre[16],
il demonio atroce, di gloria privo.
      1315Incominciò poi a dire parole ingiuriose al santo:
‘Come pensasti tu, o Andrea, di venir qui
in potere d’iracondi avversari? Dov’è la tua gloria,
che tu orgogliosamente esaltasti,
quanto tu umiliasti gli idoli de’ nostri dei?
1320Tu hai ora a te solo tutto assegnato,
terra e popolo, come fece il tuo maestro
— egli pretese[17] dignità regale — a cui fu nome Gesù
sulla terra, finchè ciò potè durare[18];

[p. 81 modifica]

Erode lo privò della vita,
1325egli sopraffece in battaglia il re dei Giudei,
gli tolse il regno, e lo commise alla croce,
cosicchè egli sul patibolo emise lo spirito.
Così io ora ordino ai miei figli,
gloriosi vassalli, di umiliare te
1330ed i tuoi discepoli in guerra. Fate che punta di lancia,
freccia tinta di veleno, trafiggano[19]
il cuore del condannato; andate arditamente,
sì che voi prostrate il vanto del guerriero’.
      Feroci eran essi, s’avventarono tosto
1335con avidi artigli[20]; Iddio lo difese,
sicuro pilota, col suo forte potere.
Dopo che essi ebbero riconosciuta la croce di Gesù
sul suo viso, il glorioso segno,
furono spauriti nell’assalto,
1340spaventati, atterriti, e si diedero alla fuga.
Incominciò di nuovo come prima l’antico avversario,
il prigioniero dell’inferno, a cantare un canto di dolore:
‘Come accadde a voi così valorosi, o miei guerrieri,

[p. 82 modifica]

o miei compagni d’arme, che a sì poco riusciste[21]?’
1345A lui quindi uno di quegli sciagurati diede risposta,
un acerbo antico avversario, ed al padre suo disse:
‘Noi non possiamo a lui subitamente infligger danno,
dar morte a tradimento; va tu stesso là!
Là tosto tu troverai battaglia,
1350terribile lotta, se tu ardirai più oltre
porre in rischio la tua vita contro questo recluso’.

Note

  1. 1257-9 Cf. Grimm, Teutonic Mythology, 762: ‘Nowhere is the ostile omen of the north better expressed than in old Frisian law, where winter and darkness are represented as ruthless invaders: si illa tenebrosa nebula et frigidissima hiems in hortos et in sepes descendit (Krapp, Andreas, p. 140).
  2. 1260 si congelava: clang — ‘si restringeva (pel gelo)’.
    il forte corso dell’acqua: wæteres þrym — ‘dell’acqua la forza’.
  3. 1262 vie del mare: brimráde — (sing.)
    Lieto cuore serbava: Blíðheort wunode — ‘di lieto cuore rimaneva’.
  4. 1266 come: þæs þe — ‘di (da) ciò che’.
  5. 1268 la gemma del cielo: wuldres gim — ‘il sole’.
  6. 1269 venne: traduce ‘cóm’ (1269) ...‘wadan’ (1271).
  7. 1273 e di darlo: aggiunta.
  8. 1276-7 scorreva ricoprendo con caldo sangue — il sangue aggrumato: blódlifrum swealg, — hátan heolfre — ‘scorreva sopra (inghiottiva) [Ags. ‘swelgan’, Mod. Engl. ‘swallow’] i grumi di sangue — con caldo sangue’. — L’ablat. è qui, come non di rado, usato come oggetto con ‘swelgan’ (Grein, Sprachsatz, II, 505).
  9. 1277 non aveva tregua dal soffrire: weorces ne sann — ‘dell’afflizione non aveva sollievo’.
  10. 1278 uno scoppio di pianto: wópes hring — ‘di lamento un clamore’. — Pel senso di ‘hring’: suono, cf. il verbo ‘hringan’; come sost. ‘hring’ appare col significato di anello, cerchio. La frase ‘wópes hring’ è usata però parecchie volte (v. Bosworth-Toller, s. ‘hring’ e ‘wóp’).
  11. 1279 uscì: traduce ‘cwóm (1278) ...út faran’ (1279).
  12. 1285 e spero: aggiunta.
  13. 1288 sussiste: leofað — ‘vive’.
  14. 1298 diede comando ai guerrieri: wigend lǽrde (1297) — ‘ammaestrò i guerrieri’.
  15. 1311 con altri sei: ‘seofona sum’ — ‘uno di sette’.
  16. 1313 in tenebre: myrce — ‘tenebrosamente’.
  17. 1322 pretese: áhóf — ‘esaltò, vantò’.
  18. 1323 finchè ciò potè durare: þynden hit meahte swá — ‘finchè ciò potè così’.
  19. 1331 trafiggano: in gedúfan — ‘si profondino dentro’.
  20. 1335 artigli: grápum. — V. n. al v. 951.
  21. 1344 che a sì poco riusciste: þæt éow swá lýt gespéow? — ‘che a voi sì poco riuscì?’