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Andreas/XIII

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Anonimo - Andreas (VIII-X secolo)
Traduzione dall'anglosassone di Federico Olivero (1927)
XIII
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XIII


      ‘O dilettissimo fra i prenci, noi ti possiamo agevolmente
insegnare alcunchè di meglio per questa lotta,
prima che tu subito attacchi battaglia,
1355alzi tumulto di guerra, comunque sia la tua fortuna[1]

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a quel reciproco assalto[2]. Torniamo indietro,
sì che noi scherniamo colui ch’è avvinto in ceppi,
e lo sbeffeggiamo pel suo misero stato; abbiate parole pronte e ben studiate[3]
contro quello stregone!’
      1360Quindi gridò con voce tonante
quel démone[4] afflitto da torture, e disse:
‘Tu, o Andrea, con magiche potenze
a lungo hai trattato. Ecco! tu molte genti
hai traviato ed ingannato. Ora più a lungo non puoi
1365dominare con tali artifizi[5]; a te sono tormenti altrettanto crudeli
assegnati secondo i tuoi misfatti[6]. Tu, con triste cuore,

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abbietto, privo d’ogni conforto, soffrirai sventura,
dolorosa tortura di morte. I miei uomini
sono pronti alla lotta,
1370quindi tosto a te con atti di coraggio
in breve tempo[7] distruggeranno la vita.
Quale degli umani è così potente sulla terra
da scioglierti dai vincoli,
contro il mio piacimento?’
      1375A lui allora Andrea diede risposta:
‘Ecco! l’onnipossente Iddio mi potrebbe agevolmente sciogliere,
il Salvatore degli uomini, Colui che un tempo in tormenti
ti avvinse con infuocati legami,
là dove d’allora in poi tu sempre
1380hai sofferto in esilio, legato al supplizio[8], e la gloria hai perduto,
dacchè tu sprezzasti la parola del Re del Cielo.
Ivi fu l’inizio del male, e non mai avrà fine
il tuo soffrire[9]. Tu sempre
accrescerai la tua sciagura; a te sarà sempre
1385più severa la sorte di giorno in giorno’.

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Allora fuggì colui che in tempi remoti
fece prima torva inimicizia contro Dio.
      Venne poscia all’alba, quando spuntò il giorno[10],
la turba dei pagani a visitare il santo
1390con moltitudine d’uomini; comandarono di condurre fuori
il paziente servo di Dio[11] per la terza volta;
volevano tosto del coraggioso
struggere l’ardire; ma non poteva essere così.
Quindi fu di nuovo suscitato l’odio,
1395acerbo e crudele. Il santo uomo fu
dolorosamente flagellato, legato con accorta perizia[12],
trafitto di ferite, mentre il giorno era chiaro.
Incominciò allora, triste, ad invocare Iddio,
coraggioso, dalla sua prigionia; con pia voce
1400gridava in pianto, mesto in cuore, e diceva:
‘Non mai ho io sofferto per volontà di Dio
più dura sorte sotto la volta del cielo,
dove io dovevo glorificare la legge del Signore.
Le mie membra sono slogate, il corpo è affranto dal dolore,

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1405il corpo è tinto di sangue, sangue gittano[13] le ferite,
i sanguinosi nervi straziati. Ecco! Tu, Signore[14] delle vittorie,
Dio Salvatore, per lo spazio[15] d’un giorno
fra i Giudei fosti afflitto,
quanto Tu, o Dio vivente,
1410Signore del Creato, dalla croce invocasti il Padre,
o Gloria dei Re, e così dicesti:
‘O Padre degli Angeli, o fulgida sorgente[16] di vita, io ti voglio chiedere
perchè mi abbandoni[17]?’
Ed ora io tre giorni ho dovuto soffrire
1415crudeli torture. Io ti prego, o Dio degli eserciti,
o Altore delle anime, di poter rendere il mio spirito
nella Tua stessa mano.
Tu ciò promettesti con tua sacra parola,

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quando Tu incominciasti ad incuorare noi dodici,
1420Tu promettesti[18] che non ci avrebbe offeso l’ostilità di uomini eccitati dall’odio
e che nè alcuna parte del corpo sarebbe a noi di colpo[19] strappata,
nè nervo nè osso giacerebbe sulla nostra traccia,
nè ciocca di capelli andrebbe perduta[20] dal capo,
se noi volevamo seguire il Tuo insegnamento.
1425Ora i miei nervi sono disciolti, sparso[21] è il mio sangue,
le ciocche de’ miei capelli giacciono disperse sulla terra,
la mia capigliatura giace[22] sul terreno. La morte mi è
assai più cara di questa vita d’angoscie[23]’.
      A lui quindi, all’uomo di saldo proposito, una voce rispose,

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1430la parola del Re di gloria risuonò:
‘Non piangere questa sciagura, amico dilettissimo;
essa non è per te troppo perigliosa. Io ti tengo in salvezza[24],
Io ti circondo colla potenza della mia protezione.
Io ho dominio sulle cose tutte, e successo di vittoria sulla terra
1435mi è dato. Invero proclameranno
molti adunati in quel gran giorno[25],
che avviene quando io dissi[26], che questo bel creato,
il cielo e la terra, periranno assieme,
prima che sia frustrata alcuna delle parole
1440che Io colle mie labbra proferisco[27][28].

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Mira ora il tuo cammino, dove il tuo sangue intrise[29]
il rosso sentiero per il frangersi delle ossa, per le percosse[30] del corpo.
Non ti possono nuocere più oltre[31]
con colpo di lance
1445coloro che compirono su di te l’estremo e più crudele danno[32]’.
Allora l’amato eroe, secondo i delitti del Re di gloria,
si volse a guardare le sue tracce sul cammino[33];
egli vide fioriti boschetti
di corolle adorni stare dove egli prima aveva versato il suo sangue.
      1450Disse allora il protettore dei guerrieri:
‘Siano a Te grazie e lode, o Reggitore delle genti,
a te sia gloria in eterno nei Cieli,

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poichè Tu, o mio vittorioso Signore,
non mi hai lasciato solo, ramingo, nel dolore’.
1455Così quell’eroe onorò il Signore
con pia voce, sinchè il fulgido sole
gloriosamente splendido scese[34] sotto le onde.
      Quei duci poi, quegli orridi avversari, per la quarta volta
trassero il nobile santo
1460al carcere; volevano mutare il forte pensiero[35],
l’animo, del consigliere degli uomini,
in quella notte tenebrosa. Allora venne il Signore Iddio,
la Gloria dei guerrieri, in quella prigione,
e salutò quindi il suo amico,
1465e il Padre degli umani, il Maestro di vita, disse parole di conforto[36];
comandò che il suo corpo

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godesse salute: ‘Tu non soffrirai dolore in umiliazioni più a lungo
da uomini armati’.
      Sorse allora il santo, ardito di vigore, ringraziò Iddio,
1470salvo dalla cattività di aspri tormenti;
non era guasta la sua bellezza, nè era l’orlo della sua veste
strappato, nè era divelta[37] ciocca di capelli dal capo,
nè infranto alcun osso, nè aveva egli sanguinosa ferita
crudele[38], nè era alcuna parte del corpo
1475bagnata di sangue per dura percossa;
ma egli era di nuovo come prima per il nobile, divino[39] potere,
e a Dio rivolgeva lode, e sano era il suo corpo[40].

Note

  1. ↑ 1355 alzi tumulto di guerra — ‘wiges wóman’ è ogg. di ‘fremme’, assieme a ‘gúðe’: ‘gúðe fremme, — wiges wóman’; — l’aggiunta alzi è suggerita dalla traduz. del Krapp (n. ai vv. 1352-6): ‘before thou... raise...’.
    comunque sia la tua fortuna: weald hú ðé sǽle — ‘tuttavia come a te la fortuna’.
  2. ↑ 1356 a quel reciproco assalto: æt þám gegnslege — ‘a quello scambio di colpi’.
  3. ↑ 1358 e lo sbeffeggiamo pel suo misero stato: óðwítan him his wræcsíð — ‘rimproveriamo a lui il suo misero stato’.
    e ben studiate: eall getrahtod — ‘tutte considerate’.
  4. ↑ 1361 quel démone — aggiunta.
  5. ↑ 1365 con tali artifizi: þý weorce — ‘con quell’occupazione, con quel traffico’.
  6. ↑ 1366 misfatti: gewyrhtum — ‘fatti’, ‘azioni’ — cf. ‘Aélcum men wrecan be his gewyrhtum’: ‘punire ciascun uomo secondo i suoi atti’. King Alfred’s Anglo-Saxon version of Boethius ‘De Consolatione Philosophiae’, ed. by S. Fox, London, 1864, pag. 168.
  7. ↑ 1371 in breve tempo: unfyrn faca — ‘unfyrn’ not long ago, before long — ‘faca’: dei tempi.
  8. ↑ 1380 al supplizio: súsle (1379) — ‘con supplizio’.
  9. ↑ 1382-3 ‘ende nǽfre — þines wræces weorðeð’ — ‘fine non mai del tuo esilio sarà’.
  10. ↑ 1388 quando spuntò il giorno: mid ǽrdæge — ‘coll’inizio del giorno’.
  11. ↑ 1391 paziente: þrohtheardne — ‘forte nelle afflizioni’.
    di Dio — aggiunta.
  12. ↑ 1396 con accorta perizia: searwum — ‘con astuzie’ o, in senso concreto, ‘con ritorte abilmente divisate’.
  13. ↑ 1405 sangue gittano: weallað — ‘fluiscono’.
  14. ↑ 1406 i sanguinosi nervi straziati: seonodolg swátige — ‘le ferite dei nervi sanguinose’.
    Signore: weard — ‘custode’.
  15. ↑ 1407 per lo spazio: tíde — ‘pel tempo’.
  16. ↑ 1412 fulgida sorgente: léohtfruma — ‘origine, autore della luce’.
  17. ↑ Cf. Matteo, XXVII, 46: ‘Et circa horam nonam clamavit Jesus voce magna dicens: Eli, Eli, lamma sabacthani? hoc est: Deus meus, Deus meus, ut quid dereliquisti me?’
  18. ↑ 1420 Tu promettesti — aggiunta.
  19. ↑ 1421 di colpo: lungre — ‘subitamente, rapidamente’.
  20. ↑ 1423 andrebbe perduta: tó forlore wurde — ‘sarebbe a perdita, a distruzione’.
      Cf. Matteo, X, 30: ‘Vestri autem capilli omnes numerati sunt’.
  21. ↑ 1425 disciolti: tóslopen — ‘allentati’.
      sparso: ádropen — ‘effuso stilla a stilla’. — Bosworth-Toller: ‘ádréopan’: guttatim effundere.
  22. ↑ 1427 giace — aggiunta.
  23. ↑ 1428 vita d’angoscie: lifcearo — ‘ansietà per la vita’.
  24. ↑ 1432 tengo in salvezza: friðe healde — ‘proteggo con salvezza’.
  25. ↑ 1436 adunati — æt meðle — ‘all’adunanza’.
    in quel gran giorno: myclan dæge — cf. Gioele, II, 11: ‘magnus enim dies Domini, et terribilis valde’; -31: ‘antequam veniat dies Domini magnus et horribilis’. — Atti degli Apostoli, II, 20: ‘antequam veniat dies Domini magnus et manifestus’.
  26. ↑ 1437 quanto (io dissi): ðæt — ‘ciò’.
  27. ↑ 1439-40 Cf. Matteo, V, 18: ‘Amen quippe dico vobis, donec transeat cœlum et terra, iota unum, aut unus apex non præteribit a lege, donec omnia fiant’.
  28. ↑ 1440 colle mie labbra: þurh minne múð — ‘colla mia bocca’.
    profferisco: meðlan onginne — ‘incomincio a profferire’.
  29. ↑ 1441 intrise: ágét — ‘cosparse’.
  30. ↑ 1442 rosso: blódige — ‘sanguinoso’.
    percosse: lǽlan (1443) — sing.
  31. ↑ 1443 ‘Nó þé láðes má — ... geodón mótan (1443-4)’ — ‘Non a te maggior (quantità) di danno — ... fare possono’.
  32. ↑ 1445 su di te — aggiunta.
    l’estremo e più crudele danno: heardra mǽst hearma — ‘il maggiore di crudeli danni’.
  33. ↑ 1447 si volse a guardare le sue tracce sul cammino: on lást beseah (1446) — ‘sul vestigio guardò’.
  34. ↑ 1457 scese: gewát... scriðan — ‘andò con moto lento ed eguale’. — ‘Scríðan’ è usato per il moto degli astri e del cielo. — ‘Sio scire scell scríðeþ ymbútan dógora gehwylce’. English Metrical Homilies, ed. by J. Small. Edinburgh, 1862, p. 20 — ‘Sume tungl scríðaþ leng útan ymb eall ðis’. Id., p. 28.
  35. ↑ 1460 il forte pensiero: cræfta gehygd — ‘la mente (dotata) di potenze’.
  36. ↑ 1465 parole di conforto: frófre — ‘conforto’, ‘consolazione’.
  37. ↑ 1472 strappato: lungre álýsed — ‘ad un tratto sciolto’.
    divelta — aggiunta.
  38. ↑ 1474 crudele,..... : láðe gelenge, né líces dǽl — Ms. ‘lic ne lenge ne laðes dæl’ — ‘láðe gelenge’: ‘della natura propria ad offesa’. — Per l’agg. ‘gelenge’ il Krapp, a conforto del suo emendamento, cita Juliana, 371: ‘leahtrum gelenge’; — per ‘líces dǽl’, Andreas, 1421: ‘líces dǽl’.
  39. ↑ 1476 divino — aggiunta.
  40. ↑ 1477 e a Dio rivolgeva lode: lof lǽdende — ‘lode rivolgente (a Dio)’.
    e sano era il suo corpo: ond on his líce trum — ‘e sano nel suo corpo’.