Annali d'Italia dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750/83

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Anno 83

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Anno di Cristo LXXXIII. Indizione XI.
Anacleto papa 1.
Domiziano imperadore 3.


Consoli


Flavio Domiziano Augusto per la nona volta, e Quinto Petillio Rufo per la seconda.


A Quinto Petilio fu sostituito nel consolato, per quanto si crede, Cajo [p. 331 modifica]Valerio Messalino. In quest’anno la Storia ecclesiastica riferisce la morte di san Cleto papa, che col suo sangue illustrò la religione di Cristo. A lui succedette nella cattedra di s. Pietro, Anacleto. Durava tuttavia la guerra nella Bretagna. Giulio Agricola comandante dell’armi romane in quelle parti1, riportò un’insigne vittoria nella Scozia contra di quei popoli. Aveano i Romani trasportato in quelle grandi isole un reggimento di Tedeschi. Costoro non volendo più militare in quelle parti, fatta una congiura, uccisero il loro tribuno, i centurioni, ed alcuni soldati romani, ed imbarcatisi in tre brigantini si diedero alla fuga. Il piloto d’essi legni seppe far tanto, che ricondusse il suo all’armata romana. Gli altri due fecero il giro della Bretagna, e dopo una fiera fame patita, per cui mangiarono i più deboli, giacchè non poteano approdare ad alcun sito d’essa Bretagna, per essere considerati quai nemici, andarono poi a naufragar nelle coste della Germania bassa. Quivi dai corsari svevi e frisoni furono presi e venduti come schiavi. Perchè alcuni d’essi capitarono nelle terre del romano imperio, perciò allora solamente vennero a conoscere i Romani, che la Bretagna era un’isola e non già terra ferma, come per la poca pratica aveano fin allora molti creduto. Intanto Domiziano teneva allegro il popolo romano2 con dei magnifici e dispendiosi spettacoli, non solamente nell’anfiteatro, ma anche nel circo, dove si videro corse di carrette, combattimenti a cavallo e a piedi, siccome ancora cacce di fiere, battaglie di gladiatori in tempo di notte a lume di fiaccole3, dando nel medesimo spettacolo cena, o almen vino al popolo spettatore. Vidersi ancora zuffe d’uomini, ed anche combattere con le fiere, o fra loro. Mirabili altresì furono i combattimenti navali, fatti nell’anfiteatro, [p. 332]oppure in un lago, cavato a mano in vicinanza del Tevere. Probabilmente a vari anni son da attribuire sì fatti spettacoli, benchè da Svetonio e da me accennati tutti in un fiato.

  1. Tacitus, cap. 25 et seq.
  2. Sueton., in Domitiano, c. 4.
  3. Dio., lib. 67.