Antigone (Alfieri)/Atto quarto/Scena IV

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Atto quarto. Scena IV

../Scena III ../Scena V IncludiIntestazione 26 gennaio 2012 50% Teatro

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Gran cor fidar, nella virtù primiera,
Che in te spenta non credo.

Emone

             Or và; sia degno
Quant'i'farò di mia virtù primiera.


S C E N A Q U A R T A


CREONTE.


BEn sò l'indole sua: più ch'ogni laccio 160
Sensi d'onore a lui son fren: gran parte
Del suo furor il mio fidar gli toglie.....
Pur potrebbe egli ebro d'amor fors'oggi
Forza tentar?...ma lieve m'è suoi passi
Spiar, deluder, rompere: di vita 165
Tolta Antigone prima, il tutto poscia,
Teseo placar, silenzio imporre al Volgo,
Riguadagnarmi il Figlio, il tutto è nulla.-
Ma d'Argìa che farò?- Guardie, si tragga
Argìa quì, tosto.- Util non m'è sua morte; 170
L'ira d'Adrasto anzi placar mi giova:

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Troppi ho nemici già. Mandarla i' voglio
In Argo; al Padre: inaspettato dono
Gli arrecherà più gioja; e a me non poco
Così la taccia di crudel sia scema. 175




S C E N A Q U I N T A

CREONTE, ARGÌA




Creonte.

 VIeni, e m'ascolta, Argìa.... Dolor verace,
Amor di Sposa, e pio desir condotta
In Tebe t'hanno, ove il divieto mio
Romper tu sola osato non avresti....

Argìa.

T'inganni; io sola.....

Creonte.

           Or ben rotto l'avresti, 180
Ma per pietà, non per dispetto, a scherno
Del mio sovran poter; non per tumulti
Destar; l'amor ben scerno, e la pietade