Antigone (Alfieri)/Atto quinto/Scena II

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Atto quinto. Scena II

../Scena I ../Scena III IncludiIntestazione 30 luglio 2010 25% Teatro

Atto quinto - Scena I Atto quinto - Scena III

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SCENA SECONDA.

ANTIGONE, ARGIA tra Guardie.


Argìa.

DI Tebe
Dunque cacciata io son?... Vero è che meco
Quest'urna porto d'ogni mio desire 10
Principio, e fin; ma alla fedel Compagna
Neppur l'ultimo addio....

Antigone.

             Voce di pianto
Qual sento?

Argìa.

        Oh Ciel! Chi veggio?

Antigone.

              Argìa!

Argìa.

              Sorella.

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Oh me felice! ancor t'abbraccio. - Oh vista!
Carche hai le man di ferro?

Antigone.

                 Ove se' tratta? 15
Tosto deh! dimmi.

Argìa.

             A forza in Argo, al Padre.

Antigone.

Respiro.

Argìa.

       A vil tanto mi tien Creonte,
Che me vuol salva; ma di te....

Antigone.

               Se in voi,
Guardie, pur l'ombra è di pietà, concessi
Brevi momenti a favellar ne sieno.- 20
Vieni, Sorella, e mi rabbraccia; al petto
Che non ti posso io stringere! d'infami
Ritorte dure orribilmente avvinta,
M'è tolto....Ah! vieni, o del Fratel mio Sposa.
Ma che vegg'io? Qual pegno al cor con tanta 25

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Gelosa cura serri? Un'urna?...Oh Cielo!
Cener del Fratel mio, funesto pegno,
Ma prezioso..- il riconosco: accosta
Quella sacra urna alle mie labbra. - Ancora
Delle mie calde lagrime bagnarti 30
Concesso m'è pria di morir!... Cotanto
I' non sperai.... Fratello, ecco l'estremo
Mio pianto; a te ben si dovea.- Benigno
Ti fù Creonte assai; gran dono è questo:
Or vanne lieta al tuo cammino, Argìa: 35
In Argo torna; al desolato Padre
Reca quest'urna: vivi, al Figlio vivi,
E a lagrimar sovr'essa; e fra il tuo pianto
Anco rimembra...Antigone...

Argìa.

           Mi strappi
Il cor....mie voci....troncano....i sospiri... 40
Io viver?....Tu....morte!...

Antigone.

           Ad orribil morte
Io vado. Il Campo, ove la scorsa notte

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Pietose fummo alla grand’opra, or debbe
Essermi tomba; ivi sepolta viva
Creonte....

Argìa

Oh Ciel!... L’Empio... E fia ver?...

Antigone.

            La notte 45
A ciò scels’egli per timor del Volgo.
Deh! frena il pianto: or và; lasciami; fine
In me così la Prole avrà d’Edippo:
Io non men dolgo; ad espiar del mio
Sangue i cotanti orribili delitti50
Bastasse pur mia lunga morte!

Argìa

                Ah! teco
Divider vo’ ‘l fero supplicio; il tuo
Coraggio addoppia il mio; tua pena in parte
Fia scema forse....

Antigone

           Oh! Che dì tu? Più grave
Mille volte saria.

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Argìa

                 Morendo insieme,55
Potremmo almen di Polinice il nome
Profferire; esortarci, e pianger...

Antigone.

                    Taci....
Deh! non mi far di nuovo pianger... prova
Ultima or fò di mia costanza.- il pianto
Frenar non posso....

Argìa

         Ahi lassa me! Salvarti 60
Ch’io non ti possa?... e non morir?...

Antigone.

                       Nol dei:
D’Edippo tu Figlia non se’; non ardi
Di biasmevole amor; com’io non ami
Dell’uccisore, e sperditor de’ tuoi
L’unico Figlio. Ecco il mio fallo; il deggio 65
Sola espiar. — Tutto ben sento, or tutto,
Emon, l’amor, che ti portai: ben sento
Il dolor tutto, che ti lascio.- A morte
Vadasi tosto: addio, Sorella, addio.