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Ars et Labor, 1906/N. 3/“La Traviata„ al Teatro alla Scala

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N. 3 - “La Traviata„ al Teatro alla Scala
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“LA TRAVIATA„ AL TEATRO ALLA SCALA



Al teatro alla Scala continuano le rappresentazioni della Traviata con tale successo che non ha riscontro negli annali gloriosi del massimo teatro milanese.

Le molte rappresentazioni fino ad ora date non bastano a soddisfare il desiderio del pubblico che vuole assistere ad uno fra i più riusciti ed emozionanti spettacoli. Di conseguenza tutti i posti del vasto teatro sono sempre esauriti e vi sono prenotazioni che vanno sino alla 18.ma rappresentazione.

Del resto entusiastico successo è pienamente giustificato dalla assoluta eccellenza dello spettacolo, sia per la ricchezza ed il buon gusto della messa in scena, sia per la squisita esecuzione, a cominciare dall'orchestra (maestro Mugnone) e dal coro (maestro Venturi).

E se nel tenore Sobinoff abbiamo un Aldredo elegatissimo nel canto e nell'azione, e se nel baritono Stracciari applaudiamo la nobiltà efficace del gesto e la bellezza della voce e del canto, è semplice giustizia tributare lodi senza fine a Rosina Storchio, la più vera, la più appassionata Violetta che abbiamo fin qui ammirata, ad onta delle potenti emozioni suscitate da celeberrime artiste. Ed è perchè Rosina Storchio è semplicemente vera, come abbiamo detto: in lei nessun lenocinio di voce, nessuna concessione a quelle viete corone che facilmente hanno l'applauso del grosso pubblico. Se in due soli momenti di espansione drammatica — vogliamo essere veri anche noi — si potrebbe desiderare un maggior volume di voce, in compenso abbiamo nella lunga, difficile, appassionata parte una interprete finissima, fedelissima al concetto Verdiano ch'essa lascia pure in tutte le sue ammirevoli linee, senz'aggiungere vieti barocchismi di trilli, o di accenti drammatici più adatti a Maria Stuarda od a Beatrice di Tenda che non alla Signora delle Camelie.

La signora Rosina Storchio a buon diritto può vantare la sua interpretazione della Traviata fra le più preziose memoria di una trionfale carriera artistica.

(gr.)