Ars et Labor, 1906/N. 4/Attraverso le arti sorelle
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Pittura.
- Tosse, tosse dappertutto, nei palazzi come nei tuguri, nei teatri come nelle chiese: influenza che non rispetta alcuno, neppure i ladri che o sono a letto fuori di combattimento, o vagabondano a lavorare, ma fiaccati dalla febbre si lasciano accalappiare: ed ecco a Firenze si assicura che venne scoperta una vasta associazione di ladri, responsabili dei numerosi furti d’oggetti artistici ultimamente lamentati.
- La Commissione dei monumenti del Belgio ha caldamente proposto al Ministro delle Belle Arti il restauro di vari quadri importanti di grandi dimensioni dovuti al pennello di E. Quellyn, P. Ykens, Blendeffe, H. Herregouts, J. Cossiers e appartenenti alla chiesa dei SS. Pietro e Paolo a Malines.
- Da vari anni la pittura è una occupazione favorita del re Don Carlos di Portogallo, quando gli affari di Stato gli lasciano il tempo libero. Ha esposto più volte i suoi quadri, per esempio, alla Esposizione Universale del 1900 a Parigi, a Lisbona, ecc. Vari paesaggi copiati nella tenuta reale di Cascaes hanno attestato una delle speciali forme di abilità artistica del Re. Oltre paesaggi e marine, ha dipinto ritratti: fra gli altri, un ritratto dell’infanta Eulalia. Durante i suoi soggiorni nel nord del Portogallo ha composto una serie di acquarelli originalissimi, riproducendo le forme vigorose, le attitudini esuberanti, gli smaglianti costumi di ragazze delle regioni.
- Alla fine di luglio il pittore Mussini (Fra Paolo) andrà a Bellagio per cominciare un grande dipinto d’ornamento di tutta la chiesa prepositurale di S. Giacomo; nella pittura avrà a collaboratori alcuni fra i più abili suoi allievi. La chiesa è un’antica basilica di stile lombardo-comacino, è compresa nell’elenco dei monumenti nazionali e sarà ristaurata nella sua prima architettura del X secolo, con la direzione immediata dell’Ufficio regionale di Milano.
- La Navigazione Generale Italiana ha affidato recentemente l’esecuzione di due ritratti del re Vittorio Emanuele III e della regina Elena al pittore Giacomo Grosso. Saranno due quadri di grandi dimensioni, che dovranno essere collocati nel grande salone rispettivo dei due piroscafi transatlantici Re Vittorio Emanuele III e Regina Elena, presentemente in costruzione. Il ritratto del Re verrà esposto a Milano insieme alla parte del piroscafo Re Vittorio Emanuele III, che dal cantiere sarà trasportato all’Esposizione di Milano.
- La “Società Leonardo da Vinci„ di Firenze farà nella propria sede una serie di letture sulla vita e le opere del grande italiano. Competenti e riputati scrittori, nei mesi di marzo e aprile, svolgeranno questi temi: 1. Edmondo Solmi, Introduzione, 3 marzo. — 2. Marcel Reymond, Leonard et Verrocchio, 10 marzo. — 3. Angelo Conti, Leonardo pittore, 14 marzo. — 4. (Da destinarsi), Leonardo architetto, 17 marzo. — 5. Gabriele D’Annunzio, La vita interiore di Leonardo, 24 marzo. — 6. Antonio Favaro, Leonardo nella storia delle scienze sperimentali, 28 marzo. — 7. Filippo Bottazzi, Leonardo biologo e anatomico, 2 aprile. — 8. Benedetto Croce, Leonardo filosofo, 4 aprile. — 9. Isidoro Del Lungo, Leonardo scrittore, 7 aprile. — 10. Josephin Pèladan, Epilogue, 10 aprile.
- A Parma un bellissimo affresco del Bernabei che si trovava nell’ingresso dell’Ospizio, dei mendicanti, per lodevole proposta del prof. Landrico Testi è stato tolto con difficile lavoro, ottimamente riuscito, dal valente pittore Filippini, ed è stato posto per esser meglio conservato fra i magnifici lavori della Pinacoteca di quella città.
- Il Resto del Carlino riceve dal suo corrispondente particolare di New-York che il famoso quadro del Giorgione: Cristo sotto il peso della Croce, del quale si era sparsa la notizia della scomparsa dal palazzo Loschi di Vicenza, fu invece comperato, fin dal 1900, dalla ricca signora Garden di Boston ed ora si trova nella Pinacoteca di Boston.
- Si discute tanto in questi tempi sui mezzi migliori di salvaguardare le nostre antichità d’arte, che merita di essere riferito, in sunto, quanto ebbe a dire un buon tedesco, in Bologna, sopra un quadro del Lomazzo a Piacenza, per il quale il mondo artistico era preoccupato. Il signore tedesco pochi giorni or sono andò a Piacenza per vedere il Lomazzo e lo trovò in un salone, o meglio cantiere, esposto alla polvere ed alle offese, quasi nascosto da un ponte di legno: nel salone si preparava un trattenimento pro Calabria! Il buon tedesco si meravigliò molto che la carità avesse il privilegio di rovinare i dipinti preziosi esponendoli al sudiciume ed agli urti.
Poesia.
- Notevole nel numero di dicembre scorso della Deutsche Rundschau, validamente diretta da S. Rodenberg, lo studio di Theodor Birt sui banchettanti Antike Gastmahler nell’antichità, documentato da opportune citazioni classiche, da Omero, Plutarco, Varrone, Plinio e specialmente Marziale, che pare imprimi l’intiero studio col suo motto «ingeniosa gala est».
- Il granato del mago è il titolo di un libretto d’opera, a cui ha posto la parola fine Francesco Spoleti, scrittore pregiato. Non è detto se sia tolto dall’omonima novella di Rocco De Zerbi, che fu già plagiata.
- I manoscritti hughiani si trovano ancora in via Fortuny nella casa di P. Meurice; non vi resteranno molto tempo; fra non molto lascieranno il grande cassettone, ove, piamente, il discepolo li conservava, e saranno trasportati alla Biblioteca Nazionale. Nella riunione tenuta nel gabinetto del signor Marcel, fu deciso che tutti i manoscritti, i quali possano avere una qualunque utilità per l'Edizione hughiana, della quale sono già comparsi quattro volumi, siano rimessi a G. Lamin; gli altri passeranno alla Biblioteca.
- Abbiamo da Weimar, che dall’inchiesta avviata risultò che l'annunciata sottrazione di documenti è stata commessa non già, come dapprima si riteneva, nell’archivio di Goethe e Schiller, ma nell’archivio del Ministero granducale. Si tratta particolarmente di atti firmati da Goethe durante il tempo che fu ministro e di firma del granduca Carlo Augusto.
- Sotto il titolo Jesus, G. Fedeli pubblica, in terzine assai ben trattate, quattro poemetti, intitolati La Risurrezione di Lazzaro, La Samaritana, Maria di Magdala, Ne la speranza.
- Uno dei soliti maniaci quanto presuntuosi dissotterratori, che privi di vero ingegno creatore, cercano di erigersi un piedestallo con talento industrioso, e più che altro con la mulesca ostinazione, pensa ora a Parigi di dissottenare tutti i versi sparpagliati senza importanza di Barbey d'Aurevilley. M. Paul Bourget all’Accademia di Parigi ne lesse taluni e deplorò come la manìa presuntuosa dei dissotterratori minacci di esumare simili prodotti. Eccone un saggio; versi diretti ad una attrice:
On change parfois le nom que l’on porte
An théâtre, et pour des benêts,
Vous vous appeliez Marthe, appelez-vous donc morte!
Pour moi, vous l’êtes à jamais.
Archeologia.
- Il Messaggero pubblica che in Vaticano, nell’appartamentino già abitato da don Marcello Massarenti, mentre si procedeva ad alcuni restauri, si è scoperto che le pareti ed il soffitto, chi sa da quanto tempo coperti da uno strato di calce, nascondevano bellissime figure ornamentali del 400, che sembrano rimontare all’epoca di Giulio II, il quale vi fece costruire probabilmente una loggia coperta.
- Il cav. Giuseppe Del Biscio di Vico Garganico ha regalato al Museo preistorico del «Collegio Romano» una collezione di oggetti dell'età della pietra rinvenuti sul Gargano. La collezione comprende circa 500 esemplari perfettamente conservati e del maggior interesse scientifico.
- Intorno ad una strana sparizione, avvenuta a Roma, di un arazzo antico, le cose starebbero così: il 28 novembre scorso il suddito russo Svedomsky inviò alle sorelle Ilari, per ristauro, un bellissimo arazzo cui il proprietario dà un valore di 60,000 lire. L’arazzo fu sequestrato al Monte di Pietà dal delegato Belloni e restituito al proprietario. Alcuni giornali avevano narrato il fatto affermando che le sorelle Ilari stanno presso l’Ospizio di San Michele, ma invece l’Ospizio non ha nulla a vedere in questa faccenda, poiché il laboratorio delle sorelle Ilari, per quanto annesso all’Ospizio, fa parte a sè: ad ogni modo, ha provveduto per evitare che fatti simili possano ripetersi.
- Da Firenze il prof. Carlo Ademollo, la cui famiglia è oriunda di Milano, ha mandato in regalo al Museo del Risorgimento di Milano: autografi di Giuseppe Garibaldi, di Enrico e Giovanni Cairoli, uno studio della terrazza ove furono assassinate le famiglie Tavani e Giovacchini, un ritratto del generale Cucchiari e il berretto che tenne il giorno della battaglia di San Martino, un ritratto di Eugenio Adamoli (Ademollo) — un valoroso di Curtatone e Montanara sul letto di morte — eseguito da Stefano Ussi; la blouse da lui indossata nella memoranda giornata di Curtatone, e la fotografia della battaglia di San Martino tolta da un quadro di Carlo Ademollo, nonché un dipinto di Carlo Ademollo che riguarda i fratelli Enrico e Giovanni Cairoli.
- L’illustre egittologo Davis ha scoperto nella Valle dei Re di fronte a Luxor la tomba di Men-en-Ptah, un Faraone della 19.a dinastia dei Faraoni. Il monumento ha geroglifici preziosi.
- Giorni addietro i giornali pubblicavano la notizia del sequestro a Cagliari di quattro pesanti casse, contenenti oggetti artistici e preziosi damaschi antichi, appartenenti alla Cattedrale di Aies; si soggiungeva che erano stati fermati e interrogati i detentori delle casse stesse.
- Proseguono senza interruzione le demolizioni delle case e degli scavi al teatro Romano di Verona. Nella settimana scorsa fu scoperto il muro d’ala dell’imboccatura della scena. Il muro è a ponente. Si scoprirono inoltre altre importanti murature.
- Gli introiti della tassa d’entrata ai monumenti, musei, gallerie e scavi di antichità, dal l.o luglio 1898 al 30 giugno 1905, sono stati pubblicati nel Bollettino Ufficiale del Ministero della Pubblica Istruzione, e risulta il totale di lire 4,601,212,05, così ripartite: Firenze lire 1,148,561,25; Roma 722,217,25; Milano 330,053,50, e Venezia con 828,061,80. Firenze è superata soltanto da Napoli, che ha lire 1,257,597; ma col Museo Nazionale e col Museo di San Martino di Napoli, concorrono in questa somma gli scavi e l’Anfiteatro di Pompei, l’Anfiteatro di Pozzuoli e gli scavi di Ercolano.
Letteratura.
- La contessa Tornielli, moglie dell’ambasciatore d’Italia a Parigi, ed un certo numero di personaggi di quella colonia italiana, hanno ricevuto in ricordo della visita dei Reali d'Italia a Parigi, un magnifico volume ornato di fotografie, incisioni ed acqueforti, contenente il racconto, giorno per giorno, dei pranzi e delle feste ufficiali ed anche delle escursioni dei Reali. Quest’opera è stata loro offerta dal Consiglio municipale di Parigi che la fece pubblicare.
- L’Académie Internationale des Arts, Sciences et Lettres di Toulouse ha aperto una sezione d’esami per conquistare il titolo di Dottore, o di Professore, o di Accademico: in gennaio pei musicisti, in febbraio pei pittori, acquarellisti, scultori, in marzo per la filosofia, diritto, letteratura, poesia, in aprile per le scienze matematiche, fisiche e naturali.
- Richard Sattler Verlag, uno dei più noti giornalisti tedeschi, ha pubblicato un romanzo dal titolo: La caccia alla Tiara, che farà molto rumore, perchè il Sattler ha potuto seguire l’ultimo conclave in tutte le sue fasi e si mostra buon conoscitore dell’ambiente vaticano.
- A Berlino, tempo fa, fu venduto un autografo di Napoleone I in una pubblica gara per lire 3137. È una lettera inedita a Giuseppina colla data di Verona il 1.o frimaio anno V, all’indomani di Arcole e alla vigilia di Rivoli. Il giovane marito, fra due lampi del suo genio, pensa teneramente a Giuseppina e scrive alle dieci di sera — dopo aver dato ordini e concepito l’idea della battaglia — scrive una lettera di trenta linee che i tedeschi hanno oggi comprata sì cara.
- Nelle sale di vendita dei signori Christie, a Londra, è stato messo all’asta una quantità di libri e di manoscritti di valore, provenienti dalla biblioteca che il conte di Cork e di Orrery aveva a Marston Biggotte. Tra i libri, il più prezioso è certamente il libro di preghiere di re Carlo V, stampato in nero a Londra da R. Burker, illustrato da 20 tavole, legato in marocchino rosso, ornato della cifra e dello stemma del Sovrano e sormontato dalla corona reale. Tra i manoscritti, a parte alcune lettere di Pope, il più interessante è un trattato francese di giardinaggio, del XV secolo, Le livre de Rustican di Pierre de Crescences o Croistens. Nelle stesse sale è stata venduta all’asta una tabacchiera d’argento appartenente a re Carlo II. È ovale, piatta, e reca inciso il nome dell’argentiere: William Metralfe, di York, e la data 1678.
- Nella importante rivista tedesca Westermanns lllustrirte Monatschrift Paul Heise ha pubblicato un articolo su Grazia Pierantoni Mancini, facendolo precedere dal ritratto della scrittrice e seguire da 10 poesie da lui tradotte. Già lo stesso Paul Heise aveva tradotta, anni or sono, una poesia giovanile dell’autrice, Maddalena, e parte della sua Raccolta de’ migliori poeti italiani.
- Il dottissimo orientalista, prof. Michele Korbacher, decoro dell’Università napoletana, ha tenuto il turno delle conferenze alla "Dante Alighieri„, parlando delle leggende indiane.
- Il Publisher’s Circular, nel consueto riassunto annuale della produzione libraria, stampa che non meno di 6817 nuovi libri furono pubblicati nel Regno Unito durante il 1905. Le nuove edizioni furono 1435. Il totale 8252 è un po’ inferiore a quello del 1904, nel quale anno 8334 libri furono editi o ristampati. I libri teologici 665 segnano un aumento rispetto al 1904; le opere educative 642, una diminuzione di un centinaio e così pure le opere politiche e commerciali, 502, e le ristampe dei romanzi. La pubblicazione di nuovi romanzi si è mantenuta quasi identica a quella del 1904: 1731 e 1733 rispettivamente. Praticamente invariato è il numero delle opere legali, 56, delle opere scientifiche e artistiche, 522, e delle opere storiche e biografiche 557. Un leggiero aumento mostrano le opere di viaggi e di geografia, le opere poetiche, le produzioni drammatiche, gli annuari, le opere di medicina e chirurgia.
Drammatica.
- Commedie rappresentate da ultimo con buona fortuna sono: a Trani, Santa Russia, dramma in quattro atti dell’avv. Salvatore Liguori; a Camerino, A polvere, commedia brillante in un atto di Milziade Ricci; a Carigliano Calabro, Fra spada e liuto, leggenda drammatica di Ostilio Lucarini; a Firenze, Matrigna, della signora Ersilia Pompeiani; a Verona, Prime faville, commedia del professore O. Allocco-Castellino.
- M. Claretie, direttore della Comédie Française, ha ricevuto le seguenti novità: Les Cœurs timides, 3 actes, en prose, de M. Paul Adam. — La Courtisane, 5 actes, en vers, de M. André Arnyvelde. — Ulm le parricide, 5 actes, en vers, d’Al. Parodi. — Les Erinnyes, de Leconte de Lisle. — La Fontaine de Jouvence, 2 actes, en vers, de M. Emile Bergerat. — Les Trouvailles de Gallus et Mangeront-ils? de Victor Hugo. — Le Prétexte, 2 actes, en prose, de M. D. Riche. — Le Dieu Terme, 1 acte, en vers, de M. Nigond. — Poliche, 4 actes, de M. Henry Bataille. — Le Vieil Homme, 5 actes, de M. de Porto-Riche. — Les Deux Hommes, 4 actes, de M. Alfred Capus. — Electre, de M. Alfred Poizat.
- A Parigi si stanno cercando le ceneri di Goldoni: speriamo abbiano miglior sorte di quelle del nostro Porta. Intanto si tengano presenti i seguenti dati: Carlo Goldoni morì il 6 febbraio 1793 a Parigi, in via Pavée Saint Sauveur, in faccia alla casa segnata oggi col numero 21, all’angolo della via Dussaubs. L’atto del decesso, ricavato dai registri del Municipio, ha la data del 17 febbraio, in cui il decesso si dichiara avvenuto in data del 6 dello stesso mese. Il dizionario di Jal non ne fa alcun cenno. D’altra parte la chiesa di Saint Sauveur, ove nella Cappella della Vergine si sotterravano tutti i commedianti italiani, era stata demolita nel 1787. Affinchè la ricerca della tomba del Goldoni sia fruttifera, bisognerebbe intanto sapere ove si sotterravano nel 1793 le persone che morivano in via Saint Sauveur. E non sarebbe inutile anche il rammentare che i cimiteri intorno ai sagrati furono precisamente aboliti sotto la Rivoluzione.
Architettura.
- In una seduta del Consiglio comunale di Firenze il consigliere Garoglio parla delle scuole e dell’arte. Dice che l’idea della Scuola superiore d’architettura non deve perire. Essa fu lanciata dal Villari sulla Nazione, e poi approvata dal prof. Ristori, sullo stesso giornale. Ma nessun altro ha fatto eco alla nobilissima idea. Questa non deve cascare.
- A Venezia Vittorio Bressanin ha compiuta l’opera insigne e generosa che egli s’era proposta, ed ha offerta a Venezia: la decorazione del soffitto della sala maggiore del Palazzo Pisano, ove ha sede il Liceo Musicale “Benedetto Marcello„.
- Nel passato luglio, Amsterdam dichiarava monumento nazionale la casa ove il pittore Rembrandt abitò, e che è stata acquistata col danaro di una pubblica sottoscrizione. Sarà, inoltre, inaugurato il salone, costruito specialmente a spese della Regina, per contenere la celebre Ronda Notturna. Gli editori Schaltema e Holkema preparano una raccolta completa dei soggetti biblici, circa duecento, disegnati e dipinti dal Rembrandt, con testo illustrativo del dottor Hostede de Groot.
- Si è riunito il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ed ha esaminato il progetto dell’architetto Basile per il Palazzo di Montecitorio. Sono intervenuti alla riunione l’architetto Basile ed il Questore della Camera, on. Podestà.
- A Milano nel settembre del 1906 si riunirà l’XI Congresso degli ingegneri ed architétti italiani. I temi da proporsi alla discussione saranno mandati al Comitato esecutivo del Congresso entro il 31 marzo e le memorie illustrative dovranno pervenire al Comitato entro il 31 luglio successivo.
- Per la fine d’aprile la porta maggiore del Duomo di Milano avrà le imposte di bronzo. Gli amministratori della Fabbrica si recarono al Cantiere dove il prof. Pogliaghi sta ultimando il grandioso lavoro, e constatarono come questo riesca in tutto degno della bellezza artistica della Cattedrale. I marmisti stanno scolpendo il blocco di marmo che sarà collocato nel soffitto della porta e alle spalle interne: dalla cava di Candoglia vennero forniti dei pezzi colossali, senza difetti, d’un colore e d’una struttura magnifici.
- Il piccone sta demolendo a Parigi, per far posto a grandi case borghesi, il superbo palazzo di Castiglia dell'avenue Kléber. Il palazzo di Castiglia fu l’ultima residenza d’Isabella II di Spagna, morta un paio d’anni fa; e col palazzo svanisce il ricordo di quella mirabile donna, dallo spirito vivo, dai primi impulsi, fresco e spontaneo.
- Il rapporto presentato al Senato francese sul credito di 3,790,000 franchi per l’acquisto del palazzo Farnese in Roma, fa la storia di questo palazzo, opera del Rinascimento, ed indica le numerose opere d’arte che contiene. Espone i negoziati intrapresi per l’acquisto di questo palazzo e dice che il Governo trarrà onore e vantaggio, approfittando dell’occasione che gli è offerta per dotare la Francia a Roma d’un palazzo degna di essa.
- Il signor Rossi Vittorio espone con una pubblicazione edita dal Druker di Padova, il suo Progetto di travata metallica, esempio pratico ad uso degli allievi ingegneri.
- La più grande Chiesa del mondo è stata cominciata a New-York, il cui costo oltrepasserà i cento milioni di franchi. La nuova Chiesa avrà una lunghezza di 167 metri e un’altezza di 145, superando così in dimensioni San Paolo di Londra e San Pietro di Roma, e sarà inoltre rimarchevole per la sua bellezza. Lo stile sarà puramente cattolico senza nulla contenere di bizantino, e questa meraviglia della cristianità potrà raccogliere fra le sue navate settantamila fedeli.
- Il Granduca di Weimar ha incaricato definitivamente una Società per la costruzione del nuovo teatro di Corte, ponendo come condizione che l’edificio sia dello stile dell’epoca di Gœthe. Come si vede, la città e la Corte di Weimar tengono alle loro tradizioni.
- L’ex-imperatrice Eugenia ha fatto dono al Cantone di Turgovia (Svizzera) della proprietà inalienabile rappresentata dal castello di Arenenberg, che fu abitato dalla regina Ortensia e da suo figlio Napoleone III. Le reliquie della famiglia imperiale, mobili, quadri, vetture di cui Napoleone III s’era servito durante la guerra del 1870, saranno deposti al Museo cantonale.
Scultura.
- Col soggetto "Il Bernini e l’arte del 600 a Roma„, il prof. Carotti ha cominciato all’Università popolare di Milano il suo solito corso di storia dell’arte, con proiezioni. Quest'anno egli parlerà dell’arte moderna europea. Ecco alcuni degli altri argomenti dei lunedì successivi: “Salvator Rosa, la pittura bolognese, Velasquez e Murillo, Rembrandt, Rubens e Van Dyck, Watteau, Tiepolo, Canova ed Andrea Appiani„.
- Per il monumento a Zanardelli in Brescia, il Comitato nazionale ha deliberato che sia indetto un concorso limitato agli scultori Calandra, Canonica, Trentacoste, Ximenes, Contratti e Ghidoni, gli ultimi due dei quali sono bresciani. La scadenza per la presentazione dei bozzetti è stata fissata al 30 aprile 1906. Per il ricordo da erigere in Maderno, il Comitato deliberò di affidarne l’esecuzione a Leonardo Bistolfi.
- Come è noto, dopo il regicidio di Monza, re Vittorio Emanuele III mandò a chiamare l’architetto Sacconi, esprimendogli il desiderio che sul luogo della tragedia sorgesse un monumento in memoria del Padre. Il Sacconi ideò la Cappella espiatoria e ottenuta l’approvazione del Sovrano, diresse i lavori della costruzione. Morto l’illustre architetto che non aveva ottenuto compenso alcuno ai suoi lavori, la famiglia si rimise a quanto avrebbe stabilito il Ministero della famiglia reale. Ora apprendo che a rogito del notaio Guidi di Roma, l'on. Monti-Guarneri, rappresentante gli eredi Sacconi e il comm. Lambarini, direttore generale del Ministero della R. C., hanno firmato una transazione, mediante la quale la R. C. sborsa alla famiglia Sacconi la somma di lire 100,000 a titolo di onorario. I lavori della Cappella espiatoria verranno ora proseguiti sotto la direzione dell’architetto Cirilli, alunno del Sacconi.
- Nel cimitero di Cesena è stato inaugurato un ricordo marmoreo al pittore Anselmo Gianfanti, degno allievo di Domenico Morelli, autore di opere pregevoli che adornano le nostre gallerie. Il ricordo dedicato all’artista dai suoi amici ed estimatori, consiste in un medaglione, opera egregia del Grilli ed in una lapide con epigrafe dettata dall’avv. Trovanelli.
- A Torino fu compiuta la posa in opera della grande stella in rame dorato del diametro di metri 2,50 che forma il nuovo coronamento della Mole Antonelliana. La stella fu elevata insieme con l’ultima parte della guglia fra grandissime difficoltà. L’opera fu compiuta in circa tre mesi. Diresse i lavori l’ingegnere Ghiotti, capo sezione all’Ufficio tecnico municipale.
- È stato fatto cavaliere Valton, che è lo scultore delle belve come Barye, come Frémiet, come Gardet e come in pittura Delacroix, Géricault, Peter, Virion, ecc.
- A Venere, nella storia e nell’arte, specialmente in scultura, è dedicata un’opera di Giuseppe Baracconi, l’autore del Teatro romano antico e dei Rioni di Roma, la quale ricca d’illustrazioni tolte da antiche stampe o riprodotte da documenti artistici, sarà pubblicata dalla Casa editrice nazionale Roux e Viarengo.
Coreografia.
- Al Grande Théâtre de la Monnaie di Bruxelles è andato in scena un ballo di soggetto buddista, ideàto da M.me Tiny e musicato dal di lei marito.
- Un altro ballo nuovo al Grand-Théâtre di Lyon intitolato Riquet. La musica è dello stesso direttore d’orchestra del teatro, M. Philippe Flon.
- M.lle Cléo de Mérode trionfa attualmente a Lisbona; in aprile sarà a Copenhagen e ad Hamburg, ov’ella s’è impegnata di creare delle nuove danze.
- Al Palais des Beaux Arts di Montecarlo la coreografia trionfa con Paris-Mattchujitsu, La Danse en crinoline e Paquita di Saracco.
- A Marsiglia la stagione coreografica è alimentata da Callirhoé di M.me Chaminade e Javotte di Saint-Saëns.
- Un romanzo ispirato da una danzatrice testé comparso è quello di Albert Boissière, intitolato Clara Bilie danseuse.
- Nel Massachusetts quel vescovo W. Stang ha proibito le danze volgari e lascive e fra queste son comprese la polka, il valzer, la mazurka, il galop. Cosa resterà da danzare al Massachusetts?
C’est la danse nouvelle
Universelle!
C’est la danse laïque
D’ la république!
Eli’ surpass’, ma parole,
La Carmagnole!
Nous prons danser au riche
Cette matchiche!
Numismatica.
- Nello scorso luglio moriva a Trieste l’illustre dottor Giuseppe Brettaner, medico oculista di gran fama ed appassionato numismatico. Egli aveva saputo raccogliere con fatiche e dispendi un medagliere dell’arte medica. Si tratta di ben 7500 medaglie, un vero tesoro. Si sperava generalmente che questa collezione sarebbe toccata a Trieste, ma il dott. Brettaner morì intestato e gli eredi naturali stimarono opportuno di regalare il ricco medaglione all’Università di Vienna, a condizione che venga eretta un’apposita sala per raccoglierlo, che si denominerà sala Brettaner, che venga assegnato un fondo per l’acquisto di altre medaglie e che un membro della famiglia faccia parte del Curatorio. La collezione del Brettaner si suddivide in tre gruppi: medaglie che hanno attinenza alla medicina, malattie rappresentate in monete, medaglie a medici e maestri di medicina di tutti i tempi. Vi è pure, in questo gruppo, una raccolta di oltre 100 medaglie riguardanti Federico Schiller, il grande poeta tedesco, che come è noto, aveva esercitato la medicina. A Trieste gli eredi Brettaner regaleranno circa un centinaio di medaglie riguardanti quella città e i suoi vescovi. Alcune sono rarissime.
- Lo Stabilimento Stefano Johnson, di Milano, ha assunta la coniazione dell'artistica medaglia commemorativa dell’Esposizione, come pure quella delle medaglie di premiazione. Per quest’ultima il comm. Federico Johnson, per darle grande importanza artistica, ha determinato di indire un concorso fra gli scultori italiani col premio cospicuo di lire cinquemila.
- A Roma la Commissione artistica monetaria ha nominato i membri delle Commissioni giudicatrici nel concorso per le nuove monete metalliche e per il posto di incisore nella zecca di Roma.
Araldica.
- Fino dal 1900 il signor Silvio Bernicoli, allora vicebibliotecario comunale, aveva rintracciato in un atto del 1472 nell'Archivio Notarile di Ravenna il sigillo antico di questa città portante per emblema la figura di Porta Aurea, insigne monumento romano che sorgeva in mezzo a un lato delle mura dalla parte di ponente.
Il sigillo non era assolutamente noto altro che per una vaga asserzione del Carrari, storico ravennate del secolo XVI, tantoché alcuni storici moderni avevano creduto e stampato che il sigillo coll’arme attuale dei leoni col pino, fosse in vigore fino dal secolo XI.
Era adunque tanto di guadagnato per la storia locale l’aver trovato sull’uso dell’antico sigillo una data certa. Recentemente poi una fortunata coincidenza è venuta ad aumentare il valore della scoperta. Poiché nell’occasione in cui in Firenze si stipulava il contratto di acquisto di una cospicua libreria dantesca comprata dal Comune di Ravenna e destinata all’erigenda “Sala Dantesca„ il professore Luigi Grassi di Firenze, per consiglio del commendatore Corrado Ricci, donò all’assessore comunale rag. Fortunato Buzzi la matrice in bronzo del sigillo primitivo di Ravenna, pezzo di indiscutibile valore, che ora figurerà tra le raccolte congeneri nel R. Museo Nazionale.
Il sigillo in parola ha le dimensioni di quello usato veramente nelle grandi circostanze, ed infatti colla figura maestosa e ben delineata del magnifico monumento romano, contribuiva a dare agli atti municipali una solennità maggiore quale, almeno nelle forme esteriori, non si riscontra ai tempi nostri.
Nella leggenda è ricordata in latino la Serenissima Ravenna, Città Antica, e la Porta Aurea di Ravenna, rivelandosi così dell’epoca veneta in pieno secolo XV.
- Per la festa del “Cenisio-Sempione„, a cui intervennero molti milanesi, il dottor Garbarino, a nome pure di parecchi piemontesi residenti a Milano, con gentilissimo pensiero inviò al Comitato Torinese una splendida pergamena in un elegante astuccio. Fra i quattro stemmi delle quattro provincie del Piemonte e lo stemma di Milano, leggesi la seguente dedica:
Modesto ricordo — della genialissima festa del XXIII febbraio MCMVI — nel Teatro Regio di Torino — ideata da Giornalisti e da Artisti Torinesi, a manifestazione altissima di concordia — tra le due città operose — il dottor Filippo Garbarino — per sè e per altri Piemontesi residenti a Milano — offre alla Coppia allegorica — del Cenisio e del Sempione — Simbolo di Umane Conquiste — e di Italiana fratellanza.
Esposizioni.
- Esposizione d’arte cristiana a Vienna per porre a fronte i vari gruppi d’artisti che oggi ancora aderiscono, se non alla fede, almeno al simbolismo cristiano: quello interamente moderno, pieno di vita, di colore, di luce, servito da tutta la sapienza che secoli d’arte hanno accumulato e che fa capo alla decorazione che Besnard ha fatto nella cappella di Saint Omer, e l’altro arcaizante, bizantineggiante, che chiede un ritorno alle forme antiche per esprimere un sentimento che deve essere anche d’oggi, gruppo che ha dato gran forza alla scuola benedettina di Beuron.
- La Camera di Commercio di Firenze, su proposta del suo presidente, prese l’iniziativa di indire a Firenze una grande Esposizione d’arte decorativa industriale, che comprenderebbe mobili, cornici intagliate, oreficerie, ceselli, sculture, marmi, alabastri, bronzi, mosaici, ceramiche, terrecotte, lavori in ferro battuto, fotografie, pergamene, miniature e legature fiorentine. L’iniziativa incontra grande favore.
- A Roma si è aperta l’Esposizione d’arte dei giovani pensionati dell’Accademia di Spagna al Gianicolo. Al pari del Governo di Francia, quello di Spagna, mantiene in Roma una sua Accademia artistica.
I giovani espositori dell’Accademia di Spagna quest’anno sono: i pittori Francisco Llorens, Jose Ramon Zaragoza e Ortiz Echagüe, lo scultore Eugenio Martin Laurel e l’architetto Antonio Florez.
- Esposizioni passate: chiusa quella di Bruxelles «Pour l’«Art», quella di Liège al Cercle Artistique, quella Bosiers ad Anvers, quella di Angers al 15 marzo.
- Esposizioni presenti: quella di Anvers, quella di Frankfurt a/M., quella di Lyon, quella di Montecarlo.
- Esposizioni future: quella di Anvers a tutto settembre, quella di Toulon a tutto maggio.
- Testi in cui è citato Carlo I del Portogallo
- Testi in cui è citato Augusto Mussini
- Testi in cui è citato Vittorio Emanuele III di Savoia
- Testi in cui è citato Elena del Montenegro
- Testi in cui è citato Giacomo Grosso
- Testi in cui è citato Gabriele D'Annunzio
- Testi in cui è citato Benedetto Croce
- Testi in cui è citato Pier Antonio Bernabei
- Testi in cui è citato Giorgione
- Testi in cui è citato Giovanni Paolo Lomazzo
- Testi in cui è citato Omero
- Testi in cui è citato Plutarco
- Testi in cui è citato Marco Terenzio Varrone
- Testi in cui è citato Plinio il Vecchio
- Testi in cui è citato Marco Valerio Marziale
- Testi in cui è citato Rocco de Zerbi
- Testi in cui è citato Paul Meurice
- Testi in cui è citato Johann Wolfgang von Goethe
- Testi in cui è citato Friedrich Schiller
- Testi in cui è citato Jules Amédée Barbey d'Aurevilly
- Testi in cui è citato Paul Bourget
- Testi in cui è citato Marcello Massarenti
- Testi in cui è citato Papa Giulio II
- Testi in cui è citato Carlo Ademollo
- Testi in cui è citato Giuseppe Garibaldi
- Testi in cui è citato Fratelli Cairoli
- Testi in cui è citato Stefano Ussi
- Testi in cui è citato Theodore Davis
- Testi in cui è citato Richard Sattler Verlag
- Testi in cui è citato Napoleone Bonaparte
- Testi in cui è citato Giuseppina di Beauharnais
- Testi in cui è citato Carlo V d'Asburgo
- Testi con errata corrige
- Testi in cui è citato Carlo II d'Inghilterra
- Testi in cui è citato Paul Heyse
- Testi in cui è citato Grazia Pierantoni Mancini
- Testi in cui è citato Milziade Ricci
- Testi in cui è citato Victor Hugo
- Testi in cui è citato Henry Bataille
- Testi in cui è citato Carlo Goldoni
- Testi in cui è citato Carlo Porta
- Testi in cui è citato Vittorio Emanuele Bressanin
- Testi in cui è citato Rembrandt
- Testi in cui è citato Cornelis Hofstede de Groot
- Testi in cui è citato Ernesto Basile
- Testi in cui è citato Lodovico Pogliaghi
- Testi in cui è citato Isabella II di Spagna
- Testi in cui è citato Eugenia de Montijo
- Testi in cui è citato Ortensia di Beauharnais
- Testi in cui è citato Napoleone III di Francia
- Testi in cui è citato Giuseppe Zanardelli
- Testi in cui è citato Giuseppe Sacconi
- Testi in cui è citato Anselmo Gianfanti
- Testi in cui è citato Domenico Morelli
- Testi in cui è citato Charles Valton
- Testi in cui è citato Antoine-Louis Barye
- Testi in cui è citato Emmanuel Frémiet
- Testi in cui è citato Claude Guillermet de Bérigard
- Testi in cui è citato Henri Delacroix
- Testi in cui è citato Théodore Géricault
- Testi in cui è citato Wenzel Peter
- Testi in cui è citato Ennio Quirino Visconti
- Testi in cui è citato Cléo de Mérode
- Testi in cui è citato Cécile Chaminade
- Testi in cui è citato Camille Saint-Saëns
- Testi in cui è citato Albert Boissière
- Testi in cui è citato Francisco Lloréns Díaz
- Testi in cui è citato José Ramón Zaragoza
- Testi in cui è citato Antonio Ortiz Echague
- Testi in cui è citato Eugenio Martín Laurel
- Testi in cui è citato Antonio Flórez Urdapilleta
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