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Ars et Labor, 1906/N. 4/Concerti

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N. 4 - Giurisprudenza teatrale N. 4 - In platea

[p. 357 modifica]Immagine dal testo cartaceo

  • Alla Casa di Riposo per Musicisti in Milano si è commemorato il 19 scorso marzo il giorno onomastico di Giuseppe Verdi appunto con un concerto di musica verdiana, facendo in pari tempo atto di beneficenza a favore dell’Asilo Mariuccia. Diresse il concerto il maestro Mugnone, ben lieto di prestarsi a commemorare quel Grande Maestro dal quale aveva sempre avuto così preziosi attestati di simpatia ed assai gentilmente pure si prestarono il maestro Sormani, che accompagnò al pianoforte la signora Corsi ed il signor Giraldoni. È superfluo dire che con tali maestri e con tali artisti, il concerto ebbe successo veramente entusiastico; tutti i numeri del programma vennero eseguiti alla perfezione: l'Ave Maria volgarizzata da Dante (signora Corsi); l’aria O de’ verd’anni miei dell’Ernani (signor Giraldoni); il Duetto del Rigoletto (signora Corsi e signor Giraldoni); il Solo di violino dei Lombardi (signor Nastrucci) ed una Trascrizione per settimino sull’opera Macbeth, pregiato lavoro del maestro Pasquale Mugnone, zio del direttore Leopoldo.

Oltre ai nominati, presero parte all’esecuzione i signori Albisi, Galeazzi, Zavaldi, Caimmi, Botti, egregi professori dell’orchestra della Scala. Un cospicuo incasso corrispose allo scopo della beneficenza.

  • Nella sala del R. Conservatorio Giuseppe Verdi in Milano, per iniziativa dell’“Associazione Italiana di Amici della Musica„‚ ebbero luogo due concerti, il primo il 4 marzo, il secondo il 13 stesso mese.

Il primo concerto, col concorso del Trio Italiano, composto dai professori Ranzato (violino), Moroni (pianoforte) e Guaita (violoncello), ebbe esito buonissimo, venendo applauditi: un Trio di Zanella, una Sonata per violoncello di Benedetto Marcello, un Concerto per violino di Ferroni, eseguito molto bene dal Ranzato, ed un Trio di Martucci, finemente elaborato.

Il secondo concerto fu dato dal Quintetto Mugellini di Bologna, composto dai professori Mugellini (pianoforte), Corti e Fantuzzi (violini), Respighi (viola) e Certani (violoncello). Capitanato dal bravo Mugellini, il Quintetto Bolognese aperse il concerto eseguendo un Quintetto di Brahms, del quale piacquero specialmente lo scherzo ed il finale, una Sonata per violino di Porpora, eseguita magnificamente dal Corti, due tempi del Trio sinfonico, op. 123, di Bossi, due tempi del Quintetto in Fa minore del Respighi e altri due tempi del Quintetto in Re maggiore dello stesso Mugellini, al quale furono prodigate lunghe e calorose ovazioni ben meritate.

Ci felicitiamo coll’artistica Associazione e con quel benemerito concittadino che è il conte Guido Visconti di Modrone, il quale è dell’Associazione simpatico Presidente.

  • A Firenze, in un concerto dato dalla Filarmonica, davanti ad eletto pubblico furono particolarmente ammirate ed applaudite le composizioni Notturno e Tarantella del maestro Brogi, dalla nostra Casa pubblicate.
  • Con lodevole pensiero, che merita immediato omaggio, il Gruppo esercente e la Direzione della Scala di Milano hanno stabilito di dare un grande concerto per le vittime dell’immane catastrofe di Courrières. Il concerto avrà luogo verso la fine di aprile.
  • Allo stesso scopo un altro concerto sta organizzando la Famiglia Artistica ed avrà luogo nelle sue sale in piazza San Sepolcro.
  • Nel salone del teatro della Trinidade di Lisbona ebbe luogo un concerto a favore della locale Società Italiana di beneficenza, sotto il patronato onorario della regina Maria Pia e quello effettivo della marchesa Teresa Guasco di Bisio, moglie del ministro d’Italia a Lisbona. La regina Maria Pia intervenne assieme al duca d’Oporto ed all’infante D. Manuel; il re Carlo e la regina Amelia non vi assistettero perchè assenti dalla capitale. L’incasso fu cospicuo perchè nella sala, affollatissima, era riunito quanto si ha di più eletto nella società lisbonese in una bella manifestazione di simpatia per l’Italia. Il programma del concerto, diretto dall’illustre maestro Mancinelli, fu eseguito da artisti italiani di quel teatro San Carlos.
  • Nella sala del Conservatorio Giuseppe Verdi, davanti a scarsissimo pubblico, ebbe luogo la sera di giovedì 22 marzo un concerto del giovane violoncellista Enrico Laïde, allievo del prof. Serata di Bologna. Il programma conteneva composizioni di Beethoven, Chopin, Schumann, Fischer, Bach e Haydn. Il Laide ad ogni pezzo si fece distinguere per la sua cavata poderosa e perl’intonazione; perciò il pubblico non lesinò negli applausi, pei quali il concertista dovette fare qualche numero fuori programma. Prese parte al concerto il prof. Tedeschi, arpista, il quale si produsse anche come compositore pel suo istrumento in vari numeri, meritandosi ad ogni pezzo unanimi applausi. Degna di nota è la sua Suite, op. 34, di fattura elegante e di non poca difficoltà.
  • Società del Quartetto di Milano. — Nella stessa sala del R. Conservatorio G. Verdi interessante, perchè non ammirabile di frequente, il concerto del Quartetto boemo composto dei signori Hoffmann, Suk, Sucky e Wihan; esecuzione ammirevole per precisione e squisitezza nel Quartetto in Re minore di Mozart, nel Quintetto in Fa minore di Brahms, col celebre concertista Consolo al pianoforte, fine e forte soggiogatore d’ogni difficoltà, mago ipnotizzatore d’ogni effetto.
  • Al R. Conservatorio Giuseppe Verdi, domenica 1 aprile ebbe luogo il primo concerto Consolo-Polo. Tanto il pianista Consolo, quanto il violinista Polo non sono nuovi al pubblico milanese, che già più volte ammirò i due valentissimi artisti. Intraprendendo oggi una serie di concerti di musica da camera, i due concertisti furono fatti segno a vive dimostrazioni di simpatia e di ammirazione. Aprì il concerto la Sonata, op. 105, di Schumann; seguì la II Sonata in Do maggiore, op. 117, del maestro Bossi, direttore del Liceo Musicale di Bologna. I quattro tempi che compongono la Sonata, di carattere serio, di fattura squisita, ebbero una felicissima interpretazione, in ispecie l’ultimo tempo, apparso il più bello, il più artistico, smagliante, di vivi colori. Chiuse l’interessante mattinata la celebre e difficile Sonata a Kreutzer di Beethoven, eseguita in modo magistrale (specialmente l'Andante con variazioni). È superfluo dire che i professori Consolo e Polo alla fine del concerto furono salutati da lunghi e meritati applausi.

Immagine dal testo cartaceo