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Ars et Labor, 1906/N. 4/In memoria

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N. 4 - In platea N. 4 - Novità musicali

[p. 360 modifica]Immagine dal testo cartaceo La famiglia del nostro direttore Giulio Ricordi è stata colpita da un nuovo lutto, colla perdita, in ancora fiorente età, della nipote nobile Paolina Quinterio Brentano, spirata dopo breve malattia il 18 marzo 1906. La defunta era figlia della signora Amalia Ricordi maritata Brentano e quindi sorella al rimpianto architetto Giuseppe Brentano.

Persona di squisito sentire, amava particolarmente l’arte musicale ed era fine esecutrice delle melodie di Schumann e di Tosti.

Al marito, nobile Gustavo Quinterio, ai figli, ai parenti esprimiamo i sensi del nostro più vivo rammarico.

I funebri ebbero luogo il 20 marzo 1906 con larghissimo concorso; numerosissime e splendide furono le corone inviate.




La Ditta G. Ricordi & C. compie il doloroso ufficio di annunciare la perdita della socia nobile Paolina Quinterio Brentano.




La Società di Mutuo Soccorso fra gli addetti al R. Stabilimento Ricordi porge i più sentiti ringraziamenti al nobile signor Gustavo Quinterio e figli per l’elargizione di L. 100 fatta in memoria della compianta signora.

A Milano, a soli 33 anni, è morta per difterite la signorina Fanny Mangili. La signorina Fanny Mangili era nota e stimata nella società milanese per le qualità del cuore e della niente. Di queste diede prova anche nelle sue estreme volontà, istituendo con elargizioni di L. 50,000 cadauna borse di studio al Politecnico, al Conservatorio. Lasciò pure L. 50,000 per i restauri al Castello Sforzesco, in memoria del suo amato fratello Giacomo.

Al benemerito senatore Cesare Mangili, colpito da così grave sciagura, mandiamo le più sentite condoglianze.

A Colleviti (Lucca), monsignor Serafino Milani, arcivescovo titolare di Side, già custode di Terrasanta per 11 anni e già delegato apostolico a Costantinopoli. Era nato a Carrara nel 1819 ed apparteneva all’ordine francescano.

A Roma, a 68 anni, è morto il maestro Tommaso Benvenuti. Fu un compositore distinto, pieno di buon gusto, alieno da ogni effetto ad un’eletta idealità che fu anelito esistenza riflettente in armonie e gentiluomo simpaticissimo, affabile, alieno da ogni affetto volgare, anelante della sua intera esistenza riflettente in armonie e ritmi. Fu altresì gentiluomo simpaticissimo, affabile e brillante sempre. Caratteristico anzi in lui un brio, che talora sfiorava le tonalità della spensieratezza, alternantesi con pause intense nelle quali quel suo arguto occhio scintillante perdeva quasi ogni mobilità, per volgere lento lento, migrando verso le alti astrazioni dell’ideale. Certamente egli non ebbe la fortuna e la fama Immagine dal testo cartaceoTOMMASO BENVENUTI. Fot. G. L. F.lli Vianelli. che avrebbe meritato; ma seppe trovare nella propria coscienza e nel proprio carattere quel compenso che certe strombazzate celebrità s’accontentano di trovare nel vuoto delle loro inorpellate nullità. In ogni modo, resti a suo titolo d’onore l’elenco delle opere che egli scrisse: Valenza Candiano, levata alle prove a Mantova nel 1856 per deficenza d’esecuzione; Adriana Lecouvreur, a Milano nel 1857; Stella di Toledo, a Milano nel 1864; Guglielmo Shakespeare, pure a Milano nel 1861; Il Falconiere, a Venezia nel 1878; Beatrice di Svevia, anche a Venezia nel 1890; Baruffe Chiozzotte, a Firenze nel 1895, un interessante tentativo di musicazione della stessa commedia dialettale di Carlo Goldoni.

A Roma, per attacco di uremia, Francesco Bravi, giovane valente tenore che aveva già percorso con fortuna brillante carriera. Lascia vedova la distinta signora ed ex-cantante Linda Canetti. [p. 362 modifica]Maria Dini ved. Tonini-Bossi, d’anni 61, pianista diplomata dalla R. Accademia S. Cecilia di Roma, morì a Fossombrone (Pesaro).

A Pietroburgo, Antonio Arenski, d’anni 45, una delle più grandi speranze della scuola musicale russa. Era professore di contrappunto nel Conservatorio di Mosca e diede due anni or sono un’opera, Damajanti, la cui originalità di ritmi e d’armonia aveva dato prova insigne d’un’ardita, ferace e personale fantasia.

E morta a Firenze la contessa Letizia Rasponi, vedova del senatore Rasponi; era una discendente di Gioachino Murat, cognato di Napoleone I e Re di Napoli. Coltissima, caritatevole, aveva un profondo culto delle memorie murattiane, tanto che poco tempo fa aveva ordinato ricerche a Pizzo di Calabria, dove l’infelice Re venne fucilato.

È morto il giorno 11 marzo a Buenos-Aires il presidente Emanuele Quintana. Il dottor Quintana, successo al generale Roca nella presidenza della Repubblica Argentina il 12 ottobre 1904, aveva 70 anni. Avvocato ed uomo politico eminente, prima di essere nominato alla più alta carica dello Stato — senza competitori — era stato deputato, poi senatore, ministro plenipotenziario. Carattere integro, rigido nei suoi principi, non ebbe però modo di esplicare un’azione di notevole importanza nei 18 mesi che fu alla presidenza. Era un sincero amico dell’Italia e degli italiani.

A Madrid, Manuel Fernandez Caballero, ch’era nato a Murcia il 4 marzo 1835, uno dei più distinti musicisti spagnuoli e sopratutto un zarzuelista d’una fecondità meravigliosa. La Gran Via e il Duo dell’Africana, noti anche in Italia, son forse la quarantesima parte de’ suoi lavori di tal genere. Scrisse anche della buona musica sacra.

A Buenos-Aires, in età di 52 anni, Gaetano Naldini, già professore d’orchestra, poi impresario di ottime Compagnie liriche per decoro suo, degli artisti e dell’arte italiana nell’America del Sud.

A Vienna, a 72 anni, il principe Paolo Metternick-Winneburg, membro della Camera dei Signori. Con lui sparisce l’ultimo figlio del principe Clemente Metternick, il grande ministro che per moltissimi anni fu uno degli arbitri dell’Europa. Il principe Paolo era marito alla contessa Melania Zichy-Ferraris e il giorno prima della sua morte aveva voluto assistere alle nozze della sua figlia Paolina col principe Massimiliano di Thurn e Taxis.

A Bologna, ove si trovava di passaggio, e precisamente nella bottega d’un barbiere, è morto il comm. Ugo Burnazzi, che fu per molti anni Sindaco di Ravenna e che fu anche appassionato musicista, autore di un’opera comica in un prologo ed un atto, intitolata Mia moglie è in collera, pubblicata dalla nostra Casa.

A Roma, a 86 anni, Luigi Evangelisti, ultimo colonnello della Gendarmeria pontificia. Nel 1849, sottotenente dei dragoni, l’Evangelisti rinunziò al grado piuttosto che servire la Repubblica e segui Pio IX a Gaeta e nel 1870, fatto prigioniero e condotto ad Alessandria, si dimise non ascoltando le promesse che gli si facevano di nominarlo generale.

A Milano, Filippo Schulteis Brandi, noto in arte col nome di Filippo Aldobrandi. Fu baritono apprezzato per buoni mezzi vocali e non comune intelligenza.

A Marsiglia, in età di 71 anni, la signora Rabaud de Maësen, cantante che ebbe meritata celebrità sotto il secondo impero. Creò al teatro Lirico di Parigi i Pescatori di perle, Don Pasquale, Rigoletto ed altre opere, ed ebbe pure molto successo in Italia.

A Pesaro, il conte cav. uff. Giovanni Antonio Bolis, colonnello di fanteria a riposo, fondatore e direttore del giornale politico settimanale L’Adriatico. Nato nell’ottobre 1837 dal conte Francesco e dalla marchesa Isabella Paolucci, il Bolis abbandonò la carriera attiva nel 1888, assumendo il posto di ispettore del Liceo Musicale Rossini. Lascia vedova la contessa Giuseppina Consoni.

A Milano, improvvisamente, è morta la signora Rosa Berteselli vedova Picozzi, donna dotata d’ogni più eletta virtù famigliare; fu sposa del compianto e inobbliato poeta e patriotta Antonio Picozzi.

A Toulouse, ove viveva ritirato dedito all’insegnamento del canto, è morto l’ex-baritono Jacques Roudil, acclamatissimo in Guglielmo Tell, Hamlet, Africana, e che fu anche per alcuni anni direttore del Théâtre du Capitole di T ulouse.

A Torino è morta la signora Susanna Valabrega vedova Treves, donna dotata d’ogni più nobile virtù famigliare, madre adorata dell’egregio dott. Claudio Treves, direttore del giornale Il Tempo di Milano.

A Milano, improvvisamente, la signora Pasi Amelia vedova Ferrari, che fu ottima cantante in gioventù ed indi fu moglie esemplare, consigliera e collaboratrice nelle più ardue e fortunate imprese teatrali del notissimo impresario d’America e della Scala, signor Ferrari.

A Milano, la signora Maria Giovanola, moglie al dottor Carlo Labus, notissimo agli artisti lirici quale specialista per le malattie dell’apparato vocale. Era figlia al defunto senatore commendatore Antonio Giovanola, già ministro dei Lavori Pubblici.

Claudio Toscanini — altro fra i Reduci Garibaldini — morì in Milano il 29 marzo scorso. Alla famiglia ed in particolare al figlio maestro Arturo Toscanini vivissime condoglianze.